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di Sociologia e Comunicazione dell'Università di Roma "la Sapienza"
UN GIOCO DA DIO: KATAMARI DAMACY. E’ questo il nome di un videogame che sta spopolando tra i giapponesi. Opera di Keita Takahashi difficile da collocare, dato che non appartiene a nessun genere, presto uscirà in Giappone con la seconda edizione: We Love Katamari ,gioco che da noi tarda ad arrivare!Peccato! Perchè da quello che dice la critica è davvero un videogame psichedelico e di controtendenza, un vero capolavoro per alcuni, per altri una vera e propria bizzarria del digitale.
Niente grafica elettrizzante, né effetti speciali, né eroi super armati. Solo le avventure del re dell’Universo e del suo pargolo, raccontate con uno stile bambinesco.
Eppure, coloro che lo hanno provato affermano che è impossibile resistere alla tentazione di continuare a giocare.
La trama: In Katamari Damacy il re degli universi dopo essersi ubriacato spazza via tutto ciò che c’è al mondo, suo figlio dovrà andare sulla Terra a raccogliere tutto ciò che serve per ricostruire il Paradiso distrutto dal Padre ubriacone. Raccogliere oggetti dunque per mezzo di una sfera (katamari) magica che li attira a sé. . La si spinge da una parte e dall'altra e più oggetti attira passandoci sopra più diventa grande.La sfera, riempiendosi di oggetti, diventa irregolare e più complessa da gestire.
Il gioco, non si sa per quale strano motivo fa impazzire i fanatici dei videogame. Sarà per la banalità del gioco, perché esce dagli schemi dei giochi stereotipati degli ultimi anni , perché non guarda agli effetti speciali del cinema per affascinare il pubblico… ma punta sulla semplicità, sul ritorno ai vecchi giochi di ruolo, quelli che si facevano quando si era bambini.