E negli Usa condannato l’uomo che uccise tre agenti per emulare GTA
Corea, muore dopo 50 ore passate ai videogiochi
DUE FATTI di cronaca nera
chiamano in causa a poche ore di distanza il mondo immateriale dei videogames.
Un giovane coreano muore d’infarto dopo aver passato più di due giorni ininterrotti davanti allo schermo di un computer, mentre un
ventenne statunitense viene invece condannato per l’omicidio di tre agenti, freddati in un folle tentativo di emulazione del discusso videogioco
Grand Thieft Auto.
Dalla Corea del Sud arriva la storia di Lee, ventottenne appassionato di Starcraft, un videogioco di strategia militare. Il giovane, che aveva cominciato una sessione del gioco online il 3 agosto presso un cybercafe di Taegu, è morto per un malore dopo circa cinquanta ore di gioco, interrotte solo per andare al bagno o per brevi pause di riposo. Secondo quanto riportato dalla Reuters, fonti della polizia avrebbero legato le cause della morte ad un arresto cardiaco. <<Lee si era licenziato di recente per poter passare più tempo a giocare>> ha riferito il quotidiano locale JoongAng Ilbo.
Risale invece al giugno 2003, il triplice omicidio per il quale Devin Moore, allora diciottenne, è stato condannato da un tribunale dell’Alabama. Arrestato da due ufficiali di polizia di Fayette per il tentato furto di un auto della polizia, il giovane riuscì a sottrarre ad uno di loro la pistola di ordinanza uccidendoli entrambi con un colpo alla testa prima di ferire mortalmente anche un operaio civile della polizia. Al momento del suo arresto Moore avrebbe detto: <<La vita è un videogioco, ognuno deve morire una volta>>.
La giuria ha respinto la richiesta di assoluzione avanzata dalla difesa di Moore, motivata dal disturbo mentale creato dal tempo passato a giocare con Grand Thieft Auto e da abusi subiti durante l’infanzia. Grandi polemiche ha scatenato l’ultimo episodio della serie GTA, San Andreas, che contiene, attraverso l’installazione di una patch, scene a carattere pornografico: la vendita del videogame è stata vietata ai minori di 18 anni negli Usa e bloccata in Australia.