L'APPELLO E' COSI' accorato da sembrare vero: "È impossibile trovare le parole adatte per esprimere il senso di profonda perdita che ci lascia questa decisione. Una sola cosa è certa: Wikipedia non finisce qui. Lo spirito che ha animato il progetto fino a ieri è profondamente ferito, ma la comunità degli utenti saprà trovare nuovi spazi dove ricominciare. Per favore, restiamo in contatto. Wikimedia Italia". L'enciclopedia più famosa del web sarebbe stata chiusa per ordinanza della Procura della Repubblica, in seguito ad una fantomatica denuncia per diffamazione. La notizia è di quelle grosse e la bufala è costruita ad arte. Nella pagina principale di Wikipedia Italia un annuncio allerta i lettori: "Attenzione: vi preghiamo di prendere visione del comunicato pubblicato nella pagina principale sui gravi avvenimenti in corso riguardanti Wikipedia!".
Poi viene riportata la denuncia di un misterioso signore, del quale non vengono diffuse le generalità: Scrivo la presente in nome e per conto del Signor (omissis), al fine di comunicarvi l’avvenuto inoltro, in data 25 marzo c.a. di formale denuncia, presentata presso la questura di Milano, a carico del vostro sito internet, in quanto, colpevole di aver pubblicato notizie e fatti di natura ingiuriosa, atti a ledere l’onore e la reputazione del mio cliente. Come ha ribadito larga giurisprudenza (per tutte Cass. Pen 03/3956) <<... l’utilizzo di un sito internet per la diffusione di immagini o scritti atti ad offendere un soggetto è azione idonea a ledere il bene giuridico dell’onore nonché potenzialmente diretta “erga omnes”, pertanto integra il reato di diffamazione aggravata…>>. Ci rammarichiamo di essere dovuti ricorrere all’autorità giudiziaria ma il tono ed i contenuti della voce in oggetto, non lasciavano il minimo spazio di trattativa".
Naturale sembrerebbe quindi la successiva ordinanza di chiusura preventiva del sito internet http://it.wikipedia.org, emessa dalla Procura della Repubblica di Milano, motivata dall'accertamento della violazione dell'articolo 595 del codice penale - che prevede il reato di diffamazione per mezzo telematico. Nel documento viene specificato anche il termine ultimo per la chiusura forzata del sito, fissato - manco a dirlo - per le ore 15 del 1° aprile. Qualcuno ha preso sul serio la denuncia, tant'é che in qualche forum sul tema dei diritti digitali si è subito diffusa la notizia.
A rivelare la natura fantasiosa dell'appello è tuttavia il link finale della stessa pagina principale dell'enciclopedia: cliccando sul collegamento "Wikimedia Italia" si viene rindirizzati alla pagina http://it.wikipedia.org/wiki/Pesce_d'aprile. Nella quale i redattori ripercorrono la storia di questa ricorrenza ricordando alcuni storici "scherzi" e avvertono, nella didascalia della foto di un pesciolino rosso: "1 aprile, occhio al pesce!".
