del giornalista di aver divulgato le intenzioni delle autorità cinesi riguardo ad una rievocazione storica, è stata giudicata un atto grave. Shin Tao aveva rivelato a siti web stranieri l’invito che le autorità del suo paese avevano rivolto agli organi di stampa: non commemorare il quindicesimo anniversario della repressione governativa nei confronti dei gruppi di piazza Tiennamen che nel 1989 chiedevano maggiore democrazia, e che invece sono stati vittime di un massacro.
SHIN TAO è solo l’ultimo dei 25 giornalisti, oltre ai 60 “cyber-dissidenti”, finito dietro le sbarre. La rete è diventata un mezzo del quale avere paura, almeno per i governi repressivi della libertà di informazione come lo è quello di Hu Jintao, instauratosi da ormai 3 anni. L’opinione pubblica spaventa, perché rappresenta il maggiore mezzo di rivoluzione popolare mai esistito.