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Mediazone - Magazine di Comunicazione e Media - www.mediazone.info

MediaZone è un progetto della Facoltà di Scienze della Comunicazione e del Dipartimento di Sociologia e Comunicazione dell'Università di Roma "la Sapienza"
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Dossier

Telefonia cellulare: il mercato e i consumatori

La guerra dei popoli migratori
Cosa non farebbero gli operatori di telefonia per avere un nuovo cliente?
Passa a...la lotta dei gestori
Pubblicità, promozioni ed inganni: ecco le offerte del momento
Il mondo della telefonia mobile: numero di clienti e quote di mercato
Uno sguardo a dati e statistiche per conoscere meglio i gestori italiani
La giungla dei piani tariffari
Ecco una tabella per meglio orientarsi
Quanto conta la trasparenza?
Rosario Trefiletti, presidente Federconsumatori: "Bisogna tutelare il consumatore"
Telefonia mobile in Italia: il punto di vista statistico
Angelo Montani dell'ISTAT: "Un mercato sempre in crescita"
Come l'Agcom interviene per controllare la correttezza nel campo della telefonia mobile
Intervista a Paola Calestani, addetta stampa Agcom
Breve identikit della “tribù del pollice"
Il nostro questionario: chi usa il cellulare?

Germania 2006, mondiale dei new media. Ma il mito nazionale si costruisce ancora mentre siamo tutti insieme davanti alla tv

Siamo tutti Cannavaro


di Simone Esposito
10/07/2006

tifp

IN SPIAGGIA con il tvfonino. Online, con i vari Coolstreaming e compagnia cinese cantante. Sulla Luna, con Sky (presumibilmente, con un po’ di lavoro di sintonizzazione, la parabola dovrebbe prendere anche lì).

I mondiali di Germania sono stai anche questo: un vero e proprio evento delocalizzato, slegato da orari, luoghi, spazi predefiniti, modalità ordinarie. Abbiamo visto sempre, ovunque, con ogni mezzo, in ogni sua parte. Il tutto centrifugato in una mastodontica rimediazione del classico spettacolo pallonaro, con i suoi ventidue uomini in mutande che corrono dietro a una (griffatissima) sfera. La tv sul telefono, le dirette on line, i replay virtuali, e le foto del tuo salotto di casa in mondovisione web (te le pubblicano i più grandi portali di informazione italiani, come modo nuovo di raccontare il nostro costume).

Intendiamoci: va bene così. La comunicazione deve cercare continuamente strade nuove, che poi fatalmente sono spesso incroci, deviazioni, riasfaltamenti e allargamenti a dieci corsie delle vecchie. Da romantici, è l’insopprimibile istinto umano all'interrelazione. Da cinici, è l’insopprimibile bisogno di quattrini del dio sponsor.

Risultato: in moltissimi, troppi, il mondiale lo hanno visto dappertutto ma non tutto. Perché il vecchio televisore di casa, quello banalmente attaccato alla sola antenna acchiappaetere, non ci ha dato tutte le partite, privandoci dei rigori germanoargentini, di Svizzera-Ucraina e di Togo-Corea, che solo chi non capisce la sempreverde favola della coppa del mondo (se scrosti bene via la pubblicità c’è, certo che c’è) può dire che non era essenziale vederle. Essenziale no. Bello si.

La colpa di chi è? Della Rai, di Sky, della Fifa, poco importa. Quel che è vero è che tanta offerta, tanta personalizzazione di fruizione e mezzi, tanti servizi di contorno stanno cambiando, certo, il modo di trasmettere le immagini dei ventidue mutandati di cui sopra. Ma forse non ancora il modo di guardarli. Un modo che sfugge all’Auditel (come si conta una piazza, o un gruppo di amici al bar?) e ai guru del digitale mobile e dello smanettamento costante, che immaginano un popolo di singoli individui malati di pallone. Sbagliano. Come tutte le grandi malattie, la pallonite è endemica, e la si prende e la si sconta tutti insieme, più ne siamo e meglio stiamo, nelle piazze e nelle case, alla vecchia fantozziana maniera: “mutande, vestaglione di flanella, frittatona di cipolle, familiare di Peroni gelata, tifo indiavolato e rutto libero”. Quasi trenta milioni di rutti liberi, dice l'Auditel, nella notte magica di Berlino appena trascorsa. Sono di certo molti di più: quasi quanti sono gli italiani, c'è da crederlo.

Passi la flanella, ché fa troppo caldo. Ma il resto, il rito, no che non passa. L'epopea sportiva, il nostro moderno mito collettivo, quello che fa di una nazione sgarrupata e troppo spesso senza amor di patria un vero popolo, nasce e cresce ancora nei nostri piccoli schermi di casa. Per riversarsi poi nelle strade e nelle piazze fasciati nei tricolori, inneggiando ai loro eroi. Per sentirsi tutti campioni del mondo


Una rete mondiale
L’offerta on line dei grandi network internazionali per Germania 2006
di Massimiliano Nespola

Auditel vs Germania 2006
Accuratezza ed imprecisioni dei dati d’ascolto alle prese con l’evento sportivo più atteso
di Daniele Ministeri

Viaggio nell'informazione culturale: dalla terza pagina all'era di Internet

Un giornale, un dvd e la Storia in prima serata

22/06/2006

QUELLI CHE vanno in edicola e gli viene la scoliosi. Quelli che comprano un giornale e portano a casa dodici volumi di storia del Settecento belga, il supplemento salute e l’ultimo film di Von Trier (che nemmeno la storica Mondial Casa, che alle pentole ci aggiungeva sempre la mountain-bike e la coperta in lana merinos).

Chissà se Alberto Bergamini, il mitico direttore del Giornale d’Italia, inventore dell’italianissima “terza pagina”, si aspettava che sarebbe finita così. O se Walter il-sindaco-più-amato-d’Italia Veltroni aveva immaginato che, allegando a L’Unità l’intera collezione delle figurine Panini o le videocassette di Totò, avrebbe dato vita a un’inarrestabile evoluzione gadgettistica della stampa italiana.

Oggi funziona così: Repubblica e Corriere della Sera (e dietro gli altri) sono diventati i primi distributori di editoria di massa (romanzi ed enciclopedie sfiorano tirature da un milione di copie); fioriscono supplementi, domenicali, almanacchi; scrittori e intellettuali discettano un po’ di tutto, un po’ dovunque sulle pagine dei quotidiani; in televisione è tutto un reality ma Minoli incolla al video qualche milione di italiani con la storia in prima serata; internet è, come sempre, di tutto e di più.

Mediazone ha voluto vederci più chiaro. Ripercorrendo la storia dell’informazione culturale partendo proprio da quell’11 dicembre 1901, quando la “terza pagina” vide la luce, un po’ per caso, per dar conto di una prima dannunziana. Addentrandosi nell’analisi dei media ai nostri giorni, portatori (sani?) di una cultura polverizzata e spesso abbracciata stretta stretta al marketing. Interrogando uno storico, il professor Sabbatucci, sul boom della fruizione culturale (che poi forse non è né così boom, né così culturale).

La domanda è una sola: ma com'è fatta la cultura nei media italiani?

C’era una volta la terza pagina
Origini e sviluppo di un contenitore tutto italiano

L’informazione culturale al tempo di Internet
La cultura non è sparita: si è polverizzata

Ma non chiamatela tutta cultura
Sui media conquista più spazio, ma c’è meno qualità: intervista a Giovanni Sabbatucci



“Il Codice Da Vinci”, successo o flop?
Un primo bilancio sui risultati della produzione più costosa e discussa dell’anno
di Daniele Ministeri - 14/06/2006

Storia vera o fantasia?
Verità e finzione nel romanzo di Dan Brown
di Daniele Ministeri - 14/06/2006

Il codice dei Brand
Non solo i fan ma anche le aziende vedono i propri sogni realizzati nel film
di Daniele Ministeri - 10/06/2006


La stampa in rassegna
Una panoramica su quello che avviene in radio e tv. Una serie di interviste curate da MediaZone
Leggere i quotidiani
Intervista a Massimo Bordin
di Andrea Prosperi
In Prima Pagina, intervista a Paola De Monte
di Andrea Prosperi - 05/06/2006
La politica è una cosa seria
Intervista a Gianni Ippoliti
di Andrea Prosperi - 01/06/2006

Riflessione sui meccanismi di una scienza utile ma complessa

Sondare il voto, senza figuracce

29/05/2006
DOPO LE RECENTI elezioni politiche, una volta ancora la scienza statistica applicata alle previsioni elettorali è tornata nell'occhio del ciclone. In occasione delle consultazioni comunali e regionali che si sono tenute il 28 e 29 maggio in sedici regioni italiane (ma orfane, stavolta, degli exit-poll), abbiamo voluto riflettere su alcuni aspetti di questa delicatissima materia.

Le differenze tra sondaggi, exit-poll e proiezioni, la complessità del processo di campionamento e alcune delle distorsioni che possono compromettere l'affidabilità di un'analisi statistica ci vengono illustrate nel primo contributo.

Un mese dopo le consultazioni politiche, all'Università La Sapienza si è tenuto un convegno tra studiosi e professionisti del settore, per cercare di spiegare cosa sia "andato storto".



Ogni cosa al suo posto
Distinzioni e metodi, tra sondaggi, exit-poll e proiezioni
di Alessadro Mastroluca

Errore o non errore?
I sondaggi elettorali non hanno sbagliato: sono stati spiegati male. Questa la tesi degli statistici
di Alessandro Mastroluca


Vignette: da Oriente a Occidente e ritorno

vignetta tratta dalla stampa araba

Stampa araba: una realtà che conosciamo poco
Intervista a Roberto Gritti
Oriente e Occidente: le vignette come strumento di potere
Analisi della rappresentazione dell'occidente nella stampa araba
Quando Bush sogna Bin Laden e si sveglia tutto sudato
Alcune immagini dal mondo della stampa arabo
Se le vignette vanno da Maometto…i musulmani non ridono
Storia di una diversa concezione dell’umorismo
Quando un'immagine può uccidere
Le vignette danesi e le reazione di alcuni grandi quotidiani esteri

Media e integrazione: l'offerta

L'informazione per stranieri in Italia
Obiettivo: connettere cultura d'origine e cultura ospitante
Quanti sono in Italia i media rivolti agli immigrati?
Come operano e con quali fini. Da evitare il rischio di banalizzazione di realtà complesse
L'Europa Multiculturale
Le iniziative multiculturali in Germania, Francia e Gran Bretagna
Cosa sono le Radio Comunitarie?
Funzioni, caratteristiche, obiettivi di una radio "semisconosciuta" in Italia
Gr multilingue aspettando il metrò
Radiogiornale trasmesso in sei lingue nelle stazioni della metropolitana a Roma
Quella radio è "clandestina"
Iniziative per gli stranieri in Europa
Una voce oltre la soglia
L' offerta radiofonica multiculturale nella realtà metropolitana di Roma


Social networking oggi
Viaggio tra blog e videocarne
di Mattia Gangi
Cervelli in fuga, le difficoltà della ricerca
Grazie al Dulbecco Telethon Istitute giovani scienziati tornano in Italia
Speciale Telethon
La maratona in tv che corre per la ricerca
di Valerio Palumbo
L'incidente aereo e il frame giornalistico
La comunicazione giornalistica degli incidenti della Tam
di Flávia Santos
Perché Sanremo non sia per sempre Sanremo
Riflessioni sul Festival della musica italiana e dintorni
di Mario Morcellini e Stefania Di Mario
Breve identikit della “tribù del pollice"
Il nostro questionario: chi usa il cellulare?
di Erminio Cipriano e Francesca Pasquali
Come l'Agcom interviene per controllare la correttezza nel campo della telefonia mobile
Intervista a Paola Calestani, addetta stampa Agcom
di Sara Alesi e Erminio Cipriano
Telefonia mobile in Italia: il punto di vista statistico
Angelo Montani dell'ISTAT: "Un mercato sempre in crescita"
di Sara Alesi
Quanto conta la trasparenza?
Rosario Trefiletti, presidente Federconsumatori: "Bisogna tutelare il consumatore"
di Davide Muscillo
La giungla dei piani tariffari
Ecco una tabella per meglio orientarsi
di Francesca Pasquali
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