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Dossier

Siti, forum, blog: i politici scoprono l'online

Politiche 2006. Lo scontro è sul web


di Arturo Barbato
06/04/2006


politica in rete
IL BOMBARDAMENTO MEDIATICO di dibattiti, scontri, tavole rotonde e conferenze stampa  a cui si è sottoposti a qualsiasi ora del giorno e della notte non dà alibi neanche ai più distratti: le elezioni politiche 2006 sono vicine, anzi vicinissime. I candidati non badano a spese e pagano fior fior di consulenti politici allo scopo di ottimizzare gli sforzi in una campagna elettorale sempre più intensa e concitata. La parola chiave è convincere, attrarre il maggior numero possibile di elettori.

I sondaggisti non danno scampo: oggi una buona parte dell’elettorato, spesso quello più attivo e carismatico (quindi il più importante, perché capace di convincere i preziosi elettori indecisi), è online. E come dar torto agli esperti saggiatori della pubblica opinione?
Quindi eccoli in rete, i politici. Superato il timido approccio col web avuto durante la campagna elettorale per le elezioni europee, i partiti, le coalizioni e i singoli candidati sembrano accettare la sfida. A differenza delle esperienze precedenti (grande percentuale di siti-vetrina, assenza quasi totale di forum e blog, scarsissimo aggiornamento dei contenuti), una parte (anche se ancora piccola) dei siti di partiti e candidati sono oggi aggiornati con frequenza, ricchi di materiale, multimediali, dotati di un’estetica attraente e di facile consultazione. Forniscono, inoltre, il supporto alla discussione on-line tramite l’utilizzo di forum e weblogs.

La grande maggioranza dei partiti cerca consenso nell’agorà digitale, dunque. Le tematiche sono quelle proposte e dibattute in tv, ma il risultato è differente. Il web dà una marcia in più ai candidati e agli elettori: Internet, se sapientemente adoperata, dà la possibilità di commentare in tempo reale le iniziative politiche, garantendo un feedback sconosciuto ai media tradizionali. Quante volte abbiamo desiderato controbattere alle affermazioni di un politico in tv e, frustrati, non ci è rimasta altra alternativa che cambiare canale? Il web supera tutto questo: se il politico Y nel programma X è stato evasivo, ha detto il falso o è stato esaustivo e si vuol farglielo notare, basta visitare il suo sito e cercare materiale per approfondire l’argomento di interesse; dopodichè si può cercare nel sito la sezione Forum, da cui è possibile dire la propria e confrontarsi con gli altri utenti. Non basta ancora? Spesso è presente l’alternativa Weblog: si individua l’argomento e con pochi click si invia un commento.

La preferenza accordata a un blog o a un forum è una questione di scelte editoriali del candidato, e dipende dall’impostazione che si vuol dare al proprio sito.
Il blog, solitamente, avvantaggia la comunicazione uno a molti (e viceversa), e non prevede l’inserimento di discussioni differenti da quelle scelte dal suo creatore; l’attività di moderazione è lieve (o quantomeno dovrebbe…), quando non del tutto assente. Il forum, invece, seppur maggiormente moderato dai suoi gestori e solitamente aperto ai soli utenti registrati, permette la creazione di nuove discussioni e s’inserisce nel tipo di comunicazione “molti a molti”.
C’è chi preferisce il forum, chi il blog, chi entrambi, chi nessuno dei due. In quest’ultimo, infelice e anacronistico caso si ha un’ulteriore possibilità: basta creare un proprio weblog! Si tratta di un’operazione che ruba 10 minuti di tempo, è gratuita, e non richiede alcuna conoscenza informatica. Una decina di click, e apparirà sul monitor  il proprio blog in cui inserire contenuti in base ad un’agenda personale e svincolata dai palinsesti dei media tradizionali. Il contenuto del weblog sarà a disposizione di una platea potenzialmente immensa (candidati inclusi), libera di commentare il tutto.
Alcuni candidati hanno un proprio blog personale molto curato e visitato:
http://www.antoniobassolino.it/
http://www.claudioscajola.it/
Altri, non avendo problemi di budget, assistiti da figure professionali esperte, o semplicemente privi della passione tutta personale che la gestione di un blog richiede, si affidano ai siti web d’impostazione classica.

Purtroppo però, smentendo in parte le nostre ottimistiche premesse, i dati parlano chiaro: i siti politici “istituzionali” non riscuotono, per ora, grande successo. I dati del sondaggio promosso da Repubblica.it in collaborazione con l'Osservatorio Politica e Media della cattedra di Teorie delle comunicazioni di massa dell'Università La Sapienza mostrano che la campagna elettorale italiana per le Politiche 2006 passa di rado sul web.
“Se l'80% degli intervistati ha dichiarato di visitare tutti i giorni i siti dei media tradizionali, la stessa percentuale afferma di non aver mai esplorato i siti della Casa delle libertà, scendendo ad un 50% per quanto riguarda quelli del centrosinistra.” Perché tale distanza? ”Nonostante qualche sforzo, la politica continua ad essere estranea al mezzo”, spiega Sara Bentivegna, la docente della Sapienza che ha seguito il sondaggio. “Rispetto al '98 l'attenzione per il web è cresciuta e, con qualche cautela, si può anche parlare della prima e-campaigning italiana. Ma resta il fatto che la politica continua a tenersi lontana da internet realizzando siti connotati da una forte staticità, avari di immagini e nella maggior parte privi di strumenti come i blog che permetterebbero di interloquire direttamente con i politici, tutte cose richieste dalla maggior parte dei naviganti”.

Ancora
, da fonte info.alexa.com emerge che a gennaio 2006 il numero di visitatori dei maggiori siti italiani di partito per milione di utenti (Daily Reach) è bassissimo, mentre il Traffic Rank (che risulta tanto migliore quanto più basso) segna picchi altissimi:
Sito  
Traffic Rank (media a tre mesi)
Daily Reach (media a tre mesi)
www.forza-italia.it
150.700
7,95
www.romanoprodi.it
300.729
2,9
www.ulivo.it
391.136
2,15
www.comunisti-italiani.it
1.086.116
0,75
www.verdi.it
857.520
0,75
www.democraticiperlulivo.it
4.505.228
0,05
www.rifondazione.it
675.007
0,8
www.alleanzanazionale.it
500.238
1,7
www.leganord.org
440.898
2,35
Con l’approssimarsi della scadenza elettorale le statistiche sembrano guadagnare qualcosa a favore dei siti elettorali “di partito”, ma  è l’attivismo politico, più che i candidati, a scoprire nel web e in particolare nei blog un’arma affilata.

Basta dare uno sguardo, del resto, alla visitatissima sezione politica del blog di Beppe Grillo per il centrosinistra o al corrispettivo “Il Giulivo” per la Casa delle libertà, per rendersi conto della portata del fenomeno. Il numero di weblog “politici” nati negli ultimi mesi in Italia è enorme e ciò testimonia una crescita di interesse da parte della sfera pubblica per la politica, argomento verso il  quale gli italiani sembravano essersi disaffezionati.
Se ciò sia merito delle nuove tecnologie è argomento troppo vasto da trattare in poche righe, certo è che chiunque oggi abbia voglia di dire la propria sulle elezioni politiche 2006, voglia sostenere o contrastare un candidato, ha un mezzo in più per farlo.
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