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Dossier

La trama de Il Caimano


di Laura Bernardini
30/04/2006


Protagonista è Bruno (Silvio Orlando), sposato e quasi separato da Paola (Margherita Buy), due figli, ex produttore di b-movie trash all'italiana, dai titoli improbabili. Come Cateratte, film nel film che apre la pellicola di Moretti, in cui, in un contesto anni Settanta, vediamo la Buy nei panni di Aidra, supereroina che infilza con una bandiera rossa la pancia del promesso sposo maoista Paolo Sorrentino.

Ma queste opere minori, decisamente trash e spesso splatter, sono il passato, per il nostro eroe. Ora costretto a campare affittando il suo studio di posa alle televendite. Ma, proprio quando insieme al suo socio (Giuliano Montaldo) riesce a interessare la Rai a un suo progetto su Cristoforo Colombo, gli capita tra le mani una sceneggiatura scritta da una ragazza, Teresa (Jasmine Trinca). Intitolata, appunto, Il Caimano (come il libro di Franco Cordero sul premier): un ritratto al vetriolo di Berlusconi e dell'Italia berlusconiana. Con tanto di domanda tormentone sull'origine delle sue fortune: "Ma tutti questi soldi, in realtà, da dove vengono?".

Avendo letto solo le primissime pagine, Bruno non capisce che si tratta della storia del premier, e la scambia per un thriller politico di finzione: decide perciò di produrre il film. E quando scopre che il protagonista, in realtà, è il presidente del Consiglio, affiancato dal meglio delle teorie antiberlusconiane (dalla corruzione dei finanzieri alla discesa in politica perché pressato dai debiti), è ormai troppo tardi per tornare indietro.

La parte centrale della pellicola di Moretti racconta a questo punto l'odissea di Bruno: quella privata, con la presa di coscienza che con l'amatissima moglie è davvero finita; e quella professionale, con le ovvie difficoltà nel girare un film su Berlusconi. La Rai gli dice subito no. Poi, dopo che un attore di grido (Michele Placido, ironico e perfetto in un ruolo viscido come non mai) accetta di impersonare il Cavaliere, finalmente arrivano i soldi. Sganciati da un suo vecchio amico polacco (interpretato dal cineasta Jerzy Stuhr).

Il tutto è inframmezzato da immagini dell'ipotetico film (sequenze in cui a interpretare il Caimano è Elio De Capitani), e da due spezzoni con Berlusconi in carne e ossa: il primo con gli insulti al capo delegazione dell'Spd all'Europarlamento, a cui il premier disse che avrebbe potuto fare il kapò in un campo di concentramento nazista; il secondo con una sua apparizione in tribunale, per uno dei processi che l'hanno coinvolto.

Ma è la chiusa che conferisce al film un taglio potentemente anti-berlusconiano. Rimasto quasi solo, senza soldi, il personaggio di Orlando ha uno scatto d'orgoglio, e decide comunque di girare almeno una scena, quella finale, del Caimano. Sequenza con cui terminano sia il film che il film nel film, e in cui, a sorpresa, appare Nanni Moretti nei panni del Cavaliere (in un altro momento della pellicola Bruno e Teresa gli avevano offerto il ruolo, ma lui aveva rifiutato).
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