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Dossier

Grande successo per la kermesse musicale del 1 maggio. C’era anche Mediazone

Il “Primo” concerto dell’anno


di Lucia Laudando
11/05/2006


primo maggioOTTO ore di musica live in diretta televisiva; un cambio palco ogni quindici minuti; centocinquanta artisti coinvolti; seicento metri quadrati di scenografia; settecento accrediti stampa. Un evento nato su ideali “proletari” e conosciuto soprattutto per la sua musica, ma che ha assunto una portata comunicativa ben più ampia.

Quello del Primo Maggio è un concerto solo in minima parte. Il resto è un insieme esplosivo di impegno politico di formazione sociale, di affermazione di alcuni valori e rivalutazione di altri; è il trionfo della manodopera “operaia” , almeno a giudicare dal lavoro che lo staff - oltre 500 persone tra tecnici, autori, segretarie, addetti alla sicurezza – ha portato avanti. E’ il momento di “follia collettiva” più ampio di tutto l’anno, con un milione di persone che hanno assistito all’evento. Insomma, il modello ideale dell’Evento Mediale.

Certo, qualcuno poi obietterà che con il tempo il concertone ha perso gran parte del suo spirito iniziale; che la musica non è più quella di una volta; che si sta inevitabilmente scivolando verso un “imborghesimento” della cosa; oppure, di contro,  che il concerto diventa una scusa per passare tutta la giornata bivaccando tra gli eccessi, mostrando la maglietta del Che e urlando inni comunisti.
Qualcuno obietterà, sicuramente. Qualcuno forse avrà anche ragione. Ma rimane il fatto che per il sedicesimo anno consecutivo in tutta Italia hanno organizzato autobus per arrivare fino a Roma. Dalla Stazione Termini fino a piazza San Giovanni, la “processione” di ragazzi era continua. A mezzanotte, dopo una giornata estenuante, il pubblico continuava ad intonare i pezzi insieme con i cantanti ed i gruppi, con lo stesso entusiasmo di nove ore prima. E persino il backstage era gremito all’inverosimile, con i giornalisti che facevano a gara per intervistare i protagonisti, dopo una giornata passata in fibrillazione. Succede ogni anno dal 1990. Può darsi che la musica nel frattempo sia cambiata  e così anche lo spirito. Ma l’evento, quello mediale, quello che coinvolge tv, radio, stampa, web e dimensione live, è più in forma che mai.
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