Continuando il discorso precedentemente iniziato sulle rassegne stampa, abbiamo intervistato Paola de Monte, curatrice di Prima Pagina, storica trasmissione di Radio Tre che ha da pochi mesi festeggiato il suo trentennale. La sua capacità di essere un programma approfondito e indipendente politicamente ne fanno l’appuntamento più seguito del palinsesto di rete.
A che ora inizia il lavoro di redazione per preparare la puntata?
Generalmente alle le sei meno un quarto del mattino. Il giornalista arriva verso le sei, ma anche più tardi, dipende da quanto tempo impiega a preparare la rassegna. La prima cosa da fare è dare una prima occhiata ai giornali e alle agenzie, subito dopo accendiamo il televideo. A partire dalle sette cominciamo a selezionare le telefonate, in modo da assicurare un certo pluralismo di opinioni tra gli interventi in diretta.
L’aspetto del filo diretto caratterizza la vostra rassegna stampa. Come gestite le telefonate che arrivano in studio?
Le telefonate in diretta sono un elemento molto importante del programma, quindi un po' di controllo bisogna farlo, se non altro per evitare che intervengano sempre le stesse persone e che gli interventi risultino troppo ripetitivi. A tale proposito selezioniamo le chiamate in due momenti doversi. In una prima fase le telefonate vengono schedate, inserendo in un apposito database il nome, il cognome della persona e su cosa vuole intervenire. Successivamente selezioniamo il materiale facendo in modo di garantire un certo pluralismo di opinioni politiche e una buona varietà di temi. Dopo gli interventi, tutte le telefonate vengono valutate con un’emoticon, una faccetta, che può essere verde, gialla o rossa, a seconda della bontà e dell’educazione dell’intervento stesso.
Il valore aggiunto della vostra trasmissione è l’alternanza dei giornalisti. Date loro delle indicazioni?
Delle vere e proprie indicazioni no, anche perché alcuni di loro vengono invitati abbastanza di frequente. Ad ogni modo è importante che nei primi cinque minuti ci sia una panoramica dei principali avvenimenti della giornata, per dare l’idea del clima di opinione che si respira sulla carta stampata. Un altro aspetto che ci sta a cuore è che venga dato spazio al maggior numero di testate possibile, affinchè tutte, o quasi, le voci in edicola siano presenti all’interno della rassegna.
Il programma ha un sito internet, da cui è possibile scaricare le puntate ed esprimere le proprie opinioni sul forum. Quali sono i vostri feedback?
Positivi. Ovviamente riceviamo una buona dose di email ogni giorno, ed il forum è molto partecipato. Contrariamente a quanto avviene per le telefonate, dove la necessità di moderare i toni stempera un po’ l’aggressività degli interventi, nei post all’interno dei forum c’è senza dubbio una maggiore polarizzazione. Settimanalmente sempre sul sito lanciamo un sondaggio sui maggiori temi di attualità, e devo dire, nonostante la non scientificità di queste indagini, la partecipazione è abbastanza buona.
Il vostro competitor è la rassegna di Radio Radicale. E’ d’accordo con questa affermazione?
Sinceramente no, perché Radio Radicale è una radio di partito. Anche se la rassegna di Bordin è molto ben fatta ed approfondita noi, in qualità di servizio pubblico, abbiamo degli obblighi di pluralismo e di obiettività che sicuramente loro non hanno. A dire il vero il nostro principale avversario, anche se è un termine che non amo molto, è la rassegna stampa di Radio 24, che ha preso spunto da noi, invitando giornalisti di volta in volta diversi a condurre il programma.
In effetti Radio 24 sembra da ormai qualche anno voler sviluppare una forte controprogrammazione a quanto fatto in Rai, è d’accordo?
Si, è così, perché da quando Giancarlo Santalmassi (ex giornalista Rai) è passato a Radio 24 ha portato con se competenze e professionalità. Prendiamo Zapping. Era un programma ideato dallo stesso Santalmassi, ed è chiaro che, passando a lavorare in un’altra emittente, ha provato a riproporre un programma dall’ appeal tanto forte, cambiandolo di nome e chiamandolo Helzapoppin.
Quale è il vostro tipo di pubblico?
Sicuramente un pubblico di addetti ai lavori. Dai dati in nostro possesso si evidenzia inoltre una forte presenza di persone con alti livelli di istruzione, residenti nei centri medi e grandi del centro nord. Per quanto riguarda l’età vi è una forte presenza di pensionati, bilanciata, però, dalla fruizione del materiale on line ad opera di un pubblico prettamente giovanile.
Concludiamo con la stampa estera. Quanto spazio trova all’interno del vostro programma?
Per la stampa estera abbiamo uno spazio apposito, Radio Tre Mondo On Line, condotto da Luigi Spinola tra le sette e le sette e quindici del mattino. Si passano in rassegna tutti principali portali d’informazione stranieri on line, dando particolare risalto, quando è possibile, agli articoli relativi al nostro paese.
La politica è una cosa seria. Intervista a Gianni Ippoliti
Stampa araba: una realtà che conosciamo poco Intervista a Roberto Gritti