Intervista a Massimo Bordin
Leggere i quotidiani
di Andrea Prosperi
12/06/2006
All'interno del dossier sulle rassegne stampa abbiamo intervistato Massimo Bordin, che dirige
Radio Radicale e conduce la storica rassegna.

Iniziamo dalle routine di lavoro. Quando inizia a preparare la sua rassegna?
Il lavoro inizia tra le 6,40 e le 6,50 del mattino. Faccio tutto da solo. In realtà, ma è una novità introdotta da poche settimane, mi affianca la redattrice che prepara il notiziario. Il suo compito è di controllare sull’Eco della stampa le citazioni dei Radicali, per riferirmele in tempo reale.
Quali criteri utilizza per selezionare dai quotidiani i temi della giornata?
La mia è una rassegna stampa tutta fondata sul politico, quindi in primo luogo seleziono i temi in base a questa categoria. Se l’apertura di buona parte dei giornali è sul calcio scommesse, oppure il lunedì sullo sport, questi per me non sono temi importanti. Io cerco di individuare quale è il tema politico più trattato sui giornali e lo incrocio con la linea editoriale della radio.
Come si articola la sua rassegna?
Per prima cosa faccio un sommario, in cui dò una panoramica dei principali temi politici della giornata, anticipando qualche titolo e qualche considerazione generale. Successivamente inizia la rassegna vera e propria, in cui cerco di leggere per intero tutto ciò che ritengo interessante. Ovviamente durante la lettura non lesino commenti ed ironie, altrimenti il tutto diventerebbe, data la lunghezza della trasmissione, abbastanza noioso.
Che tipo di pubblico ha la sua trasmissione?
Non ho dati esatti sul pubblico, ma immagino che si tratti di un numero che oscilla tra i due e i trecentomila. A quanto mi dicono la rassegna è molto seguita tra i giornalisti e da coloro che sono legati a mondo della politica.
Dispone dei dati sui podcast della rassegna?
Non ho informazioni precise sullo streaming e sui dowload della rassegna, non me ne sono mai interessato particolarmente. So che nella classifica dei podcast su Google
Stampa e regime è tra i più scaricati.
Contemporaneamente al suo programma, va in onda Prima Pagina. Perché, secondo lei, il pubblico dovrebbe preferire la sua rassegna alla loro?
A dire il vero è una cosa a cui non ho mai pensato. Secondo me la scelta del filo diretto per la rassegna di Radio Tre è penalizzante, perché privilegia più l’ascolto delle casalinghe, rispetto a quello di chi vuole sapere cosa c’è sui giornali. Io credo che interessi relativamente poco sapere cosa pensa il giornalista o il politico sugli argomenti del giorno, nella fascia della rassegna stampa quello che conta è sapere cosa dicono i giornali. Il cambio settimanale del conduttore ha i suoi pro ed i suoi contro: da un lato, garantisce una certa indipendenza politica, ma dall’altro può avere l’effetto di non fidelizzare l’ascolto. Certo poi ci sono alcuni picchi di qualità, come quando a condurre la rassegna sono dei professionisti come Giuliano Ferrara o Furio Colombo.
Secondo lei, le rassegne stampa fatte in radio e tv influenzano gli acquisti dei giornali?
L’esperienza mi dice che questo succede, ma riguarda ovviamente un piccolo numero di persone, ovvero quelli che comprano quotidianamente più di un giornale. In questi casi chi va in edicola desidera avere la certezza che all’interno della ‘mazzetta’ che si porta a casa ci sia davvero qualcosa di interessante, e allora l’ascolto di una rassegna ben fatta e approfondita è un utile strumento per orientare la scelta.