Vai al contenuto della pagina
tasti di accesso rapido

Mediazone - Magazine di Comunicazione e Media - www.mediazone.info

MediaZone è un progetto della Facoltà di Scienze della Comunicazione e del Dipartimento di Sociologia e Comunicazione dell'Università di Roma "la Sapienza"
MediaZone
Newsletter Iscriviti alla newsletter Autori Autori: A|B|C|D|E|F|G|H|I|L|M|N|O|P|Q|R|S|T|U|V|Z
Dossier

L' offerta radiofonica multiculturale nella realtà metropolitana di Roma

Una voce oltre la soglia


di Laura Bernardini
27/04/2006


MULTICULTURALITA', oggi, se ne sente parlare sempre di più ma che cos’è e come viene incentivata e valorizzata resta spesso un mistero per molti.
Con questo termine possiamo considerare ciò che è di più lontano dallo stereotipo, dalla visione folcloristica e culinaria dello straniero, è la sua cultura, le sue origini, il suo relazionarsi con l’altro e il suo sentirsi parte integrante di un tutto che non è geneticamente proprio.

Per rendere più chiaro cosa è la multiculturalità possiamo solo addentrarci in un mondo eterogeneo come quello di una città e capire come convivono, coesistono e si generano nuove culture.
Roma potrebbe esserne un esempio ma resta comunque da chiedersi quale strumento possa essere più efficace.
Sicuramente il media più utilizzato dagli stranieri è la radio perché consente di essere ascoltata ovunque, non ha costi elevati ed è abbastanza diffusa a  Roma portando avanti “diverse” iniziative a contatto con il territorio.

Le tabelle, sotto elencate, contengono le radio e le relative iniziative prese in esame.

RADIO ONDA ROSSA:

Media
Radio
Titolo trasmissione
Trasmissione a cura della comunità dello Sri Lanka
Emittente
Radio Onda Rossa
Bacino d’utenza
Roma
Produzione
prodotto internamente
Fascia oraria
preserale
Cadenza di programmazione
settimanale
Periodo di programmazione
annuale
Durata dell’esperienza
dal 1999
Lingua
cingalese

Titolo trasmissione
Roma rom
Emittente
Radio Onda Rossa
Bacino d’utenza
Roma
Produzione
prodotto internamente
Fascia oraria
mattina
Cadenza di programmazione
settimanale
Periodo di programmazione
annuale
Durata dell’esperienza
dal 1999
lingua
italiano

Titolo trasmissione
Latino Americana (a cura del comitato C. Fonseca)
Emittente
Radio Onda Rossa
Bacino d’utenza
Roma e Provincia
Produzione
prodotto internamente
Fascia oraria
preserale
Cadenza di programmazione
settimanale
Periodo di programmazione
annuale
Durata dell’esperienza
Dal 1999
Lingua
italiano


Titolo trasmissione
Bato Bato
Emittente
Radio Onda Rossa
Bacino d’utenza
Roma
Produzione
prodotto internamente
Fascia oraria
mattina
Cadenza di programmazione
settimanale
Periodo di programmazione
annuale
Durata dell’esperienza
Lingua
filippino


RADIO CITTA’ APERTA:

Media
Radio
Titolo trasmissione
Ugnayan sa impapawid
Emittente
Radio Città Aperta
Bacino d’utenza
Roma, Lazio
Produzione
prodotto internamente
Fascia oraria
mattina
Cadenza di programmazione
settimanale
Periodo di programmazione
annuale
Durata dell’esperienza
dal 1989
Lingua
Tagalog


Titolo trasmissione
Vishvashavani (a cura della comunità Sri-Lanka)
Emittente
Radio Città Aperta
Bacino d’utenza
Roma, Lazi
Produzione
prodotto internamente
Fascia oraria
mattina
Cadenza di produzione
settimanale
Periodo di programmazione
annuale
Durata dell’esperienza
dal 1989
Lingua
cingalese, tamil


Titolo trasmissione
El guayacan
Emittente
Radio Città Aperta
Bacino d’utenza
Roma, Lazio
Produzione
prodotto internamente
Fascia oraria
mattina
Cadenza programmazione
settimanale
Periodo di programmazione
annuale
Durata dell’esperienza
dal 1989
Lingua
spagnolo


Titolo trasmissione
Radio b-Leze
Emittente
Radio Città Aperta
Bacino d’utenza
Roma, Lazio
Produzione
prodotto internamente
Fascia oraria
mattina
Cadenza settimanale
settimanale
Periodo di programmazione
annuale
Durata dell’esperienza
dal 1989
Lingua
creola, portoghese e italiana

RADIO MAMBO:

Media
Radio
Titolo trasmissione
Pina Colada
Emittente
Radio Mambo
Bacino d’utenza
Roma
Produzione
prodotto internamente
Fascia oraria
pomeridiana
Cadenza di programmazione
dal lunedì al venerdì
Periodo di programmazione
annuale
Durata dell’esperienza
dal
Lingua
italiano


Titolo trasmissione
Cuba Cubita Cubera
Emittente
Radio Mambo
Produzione
prodotto internamente
Bacino d’utenza
Roma
Fascia oraria
preserale
Cadenza di programmazione
settimanale
Periodo di programmazione
annuale
Durata dell’esperienza
dal
Lingua
italiano


Titolo trasmissione
Cucinando con la musica
Emittente
Radio Mambo
Bacino d’utenza
Roma
Produzione
prodotto internamente
Fascia oraria
pomeridiana
Cadenza di programmazione
settimanale
Periodo di programmazione
annuale
Durata dell’esperienza
dal
Lingua
italiano

RADIO1 RAI:

Titolo trasmissione
Permesso di soggiorno
Emittente
Radio1 Rai
Bacino d’utenza
nazionale
Produzione
Fascia oraria
mattina
Cadenza di programmazione
quotidiana
Periodo di programmazione
annuale
Durata dell’esperienza
dal 1997
Lingua
italiano


Da tali dati possono essere desunte delle considerazioni inerenti alle singole esperienze radiofoniche.



Radio Ondarossa

Radio Onda rossa cominciò a trasmettere sugli 87.900 nel Dicembre del 1995, al termine di una lunga battaglia per il proprio diritto ad esistere e a farsi ascoltare, che ha visto migliaia di ascoltatori e ascoltatrici protagonisti.
È però il 1977 l’anno della sua nascita, fin da allora questa emittente è stata uno spazio di libertà, di autodeterminazione e scenario di “battaglie” sociali e civili italiane.
Radio Ondarossa nel corso dei suoi venticinque anni di attività ha compiuto un percorso alternativo nel mondo dell’informazione, contro qualsiasi previsione e speranza del mercato liberista. Non è stata un’impresa facile, si è trattato di vincere una scommessa: una radio senza padroni né pubblicità. Nel mondo dei network pubblicitari, ROR ha trasmesso sempre senza uno spot.

La storia di questa radio è segnata, pervasa e influenzata dagli avvenimenti sociali e politici del nostro tempo, i suoi “realizzatori” hanno sempre avuto come obiettivo l’informazione soprattutto nella direzione delle minoranze, dei più deboli e di coloro che nel dibattito sociale hanno meno voce.

Nella loro programmazione musicale è vivo questo aspetto che permette di andare oltre ad un modello commerciale e commerciabile per avvicinarsi ad una musica più ricercata, con contenuti, più o meno espliciti, ma sempre in linea con la direzione seguita da ROR.
È facile rendersi conto che questi sono scopi spesso scomodi e comunque non incentivati da chi propina politiche di business ma guidati, sicuramente, da ideali profondi.

Radio Ondarossa è da sempre sensibile al tema dell’immigrazione, e ha,  perciò, ideato e prodotto programmi in lingua in seguito ai rapporti personali e politici intercorsi tra i membri dello staff  redazionale e i cittadini di origine immigrata. Da tali collaborazioni sono nate trasmissioni come quella a cura della comunità dello Sri-Lanka, Roma rom, Latino Americana e Bato Bato.
La trasmissione a cura della comunità dello Sri-Lanka, è in lingua cingalese ed è in onda dal 1999 in una fascia oraria preserale, con cadenza settimanale, come tutti i prodotti presi in esame anche questo programma ha sede a Roma nonostante sia interamente gestito da personale e addetti ai lavori stranieri.

Il pubblico di riferimento è quello Sri-lankese, per motivi linguistici e culturali e soprattutto per il carattere della trasmissione; che è informativo e di servizio e molto utile proprio per la composizione etnica della sua redazione  che sa in prima persona i temi più giusti da affrontare nell’ottica specifica di questo popolo, tenendo presente le loro caratteristiche peculiari, le loro maggiori problematiche e la loro cultura.

Radio rom, è un programma in lingua italiana, a differenza degli altri esaminati, è anch’esso in onda dal 1999 con cadenza settimanale, in fascia mattutina per una durata di circa 90 min.
Il personale che lo “costruisce” è, seconda differenziazione, italiano e straniero proprio perché nasce dall’esigenza di approfondire la conoscenza su un argomento poco noto come la cultura zingara; ancora pervasa da stereotipi e luoghi comuni che ne ostacolano l’integrazione.
Radio rom è basata proprio sull’approfondimento relativo ai tratti salienti e  
diversificanti della cultura rom allacciandosi ai temi di attualità ad essi legati e che in qualche modo li interessano o ne sono interessati.

Latino Americana, è una trasmissione in lingua italiana a cura del comitato C. Fonseca, attiva dal 1999. Ha un bacino d’utenza allargato, oltre che alla città di Roma, al Lazio.
All’interno del palinsesto radiofonico occupa la fascia preserale, anch’esso con cadenza settimanale; il personale redazionale è composto da italiani e stranieri.

Latino Americana, come esplica il titolo stesso, si occupa della cultura e della politica di queste terre, ed è preposto e quindi progettato soprattutto per un pubblico autoctono ma, dato l’utilizzo della lingua italiana, è fruibile anche dalla popolazione del nostro Paese, ed è un’emanazione dell’attività di un collettivo sul Sud America.

Bato Bato, è una trasmissione in lingua filippina che con cadenza settimanale occupa lo spazio mattutino domenicale del palinsesto dalle ore 9,00 alle ore 11,30.
Come tutti quelli esaminati è prodotto internamente alla stessa emittente, grazie al lavoro di una parte della comunità filippina residente in Italia.
Il programma è incentrato proprio su questo gruppo etnico mettendone in risalto, come è avvenuto per la comunità dello Sri-Lanka e per quella del sud America, la cultura, le notizie di pubblica utilità e  l’informazione.

La lingua tra ascoltatori e “ascoltati” fa di programmi come Bato Bato un punto di riferimento per le comunità straniere, in questo caso specifico filippina, che vivono nel nostro paese.

Radio Città Aperta

Radio Città Aperta nasce nel 1978 con il nome di Radio proletaria, nella zona Tiburtina e viene gestita da una cooperativa. Tra il 1978 e il 1990, avendo valutato come esaurita la funzione delle “radio di movimento” è stato sviluppato un progetto politico/editoriale differente.
L’obiettivo prefissato era rappresentare un punto di riferimento del dibattito della sinistra in un momento molto critico. Il PCI si andava sciogliendo nel PDS, muoveva i primi passi il partito per la Rifondazione Comunista e le eredità del “movimento”si frammentavano in diverse esperienze fra cui emergevano quelle dei centri sociali e il sindacalismo di base.

Divenne indispensabile sottolineare il ruolo di una radio calata nelle problematiche e nelle contraddizioni metropolitane dando rilievo alle inchieste sul “campo” e prestando attenzione alle lotte sociali; una radio profondamente impegnata nella battaglia per la libertà e l’indipendenza dell’informazione.

Nel 1990, si colloca il cambio di nome: “Radio Città aperta” che coincide con le trasformazioni sociali e politiche che modificarono l’assetto e alcune priorità della stessa  emittente.
Radio Città Aperta è la voce di settori sociali come i lavoratori, dipendenti in senso tradizionale o le più nuove forme di impiego legate alla precarietà e allo sfruttamento e delle loro lotte che hanno l’esigenza di farsi rappresentare da un polo politico che al momento stenta ancora a definirsi.
Si tratta di sviluppare un punto di vista autonomo non omologato ad un pensiero unico ma intriso di cultura sociale e di ragionamento personale. È un compito che RCA ritiene di dover svolgere come soggetto editoriale e strumento di comunicazione.

Radio Città Aperta  ha cominciato ad affrontare in modo nuovo il problema della ricerca di risorse economiche avviando, a metà degli anni 80, quella che è forse stata la prima esperienza di informazione istituzionale locale e di servizio condotta da una emittente locale comunitaria: la trasmissione in diretta radiofonica delle sedute del Consiglio Comunale di Roma e del Consiglio Regionale del Lazio.

La sua “vocazione” verso il sociale è stata la motivazione principale che ha fatto di RCA una delle prime emittenti a creare una redazione multiculturale e a dedicare ampio spazio ai problemi e alla cultura dell’immigrazione. Questa emittente radiofonica è una delle più feconde in tale settore che produce trasmissioni come: Ugnayan sa impapawid, Radio b-Leze, Vishvashavani  e El guyacan.
Ugnayan sa impapawid è una trasmissione in lingua tagalog delle Filippine, il suo bacino d’utenza è la città di Roma e la regione del Lazio; nasce nel 1989, come emanazione dell’omonima associazione.
Il programma, che ospita notizie dalle filippine e dal mondo, è pensato per le persone che lavorano e hanno a disposizione solo i giorni festivi per ascoltare la radio, ciò viene esplicitato dal tipo di cadenza di programmazione e dalla fascia oraria che occupa: settimanale, preserale.

La trasmissione è frutto del lavoro di un gruppo di persone che, negli ultimi anni, hanno acquisito capacità e dimestichezza nell’utilizzo del mezzo radiofonico ed è quindi autogestita e autofinanziata.
Radio b-Leze è una trasmissione in lingua creola, portoghese ed in lingua italiana, anche in questo caso il bacino d’utenza è Roma e il Lazio; nasce nel 1989 e oggi occupa la fascia mattutina del palinsesto con cadenza settimanale.

La trasmissione è a cura dell’associazione Donne Capoverdiane, che la gestisce anche economicamente. Radio b-Leze, con il tempo, è riuscita a ritagliarsi un posto rilevante come punto di riferimento e di partecipazione per le comunità capoverdiane di Roma e del Lazio. Svolge spesso parti di programma in interconnessione con le radio di Capo Verde e una parte è, invece, specificatamente dedicata ai giovani.

Vishvashavani è una trasmissione in lingua cingalese e tamil. Il bacino d’utenza è Roma e il Lazio. Nasce nel 1989 come un programma “comunitario” anche perché curato dalla comunità dello Sri-Lanka residente nella capitale, con la collaborazione e il lavoro di un insieme affiatato di soggetti.
Il programma è collocato nella fascia mattutina del palinsesto radiofonico della radio che la trasmette e si occupa di attualità, cultura, musica, sport e del notiziario delle comunità Sri-Lankesi di Roma. La trasmissione oltre ad essere, come già detto, curata da suddetta comunità è dalla stessa gestita e finanziata con un periodo di programmazione annuale.
El guyacan è una trasmissione in lingua spagnola, nata, anch’essa, nel 1989, ed interessa il territorio di Roma e del Lazio. È trasmessa nella fascia mattutina della programmazione radiofonica con cadenza settimanale.

Ideato e condotto da un cittadino colombiano impegnato nella mediazione culturale, il programma abbraccia la cultura Latino Americana a 360 gradi quindi non solo relegato ad una funzione informativa ma anche di intrattenimento e di svago soffermandosi, dunque, sulla musica, cultura, notizie, politica riguardando il sud America. Per i cittadini di quelle terre che vivono in Italia diventa assolutamente indispensabile essere messi al corrente sulle problematiche relative all’immigrazione, quindi sugli iter e le procedure da attuare.

Radio Mambo

Ogni giorno, 24 ore su 24, il ritmo della musica salsa, mambo, caraibica riesce in parte a distrarre gli ascoltatori dallo stress urbano, per calarli in atmosfere lontane che evocano sole, palme e frutti esotici.
Radio Mambo è ormai una realtà consolidata nell’emittenza romana, nata nel 1994.
Roma ha accolto al suo interno una solida comunità latino americana che presto è andata espandendosi e contemporaneamente questa radio ha affiancato l’incontro fra la città ed i suoi nuovi abitanti contribuendo alla conoscenza reciproca e non solo attraverso le note accattivanti della sua musica.

Attraverso le sue frequenze, Radio Mambo, è riuscita a raccontare le tradizioni e la cultura popolare di un mondo che non smette di affascinarci; inoltre, in questi ultimi anni ha collaborato con importanti mezzi di comunicazione. E lo ha fatto sia come struttura, sia attraverso i suoi collaboratori, partecipando ad importanti manifestazioni culturali di richiamo internazionale e a trasmissioni televisive su reti nazionali.

Tra le numerose trasmissioni:
Pina Colada, Cuba Cubita Cubera e Cucinando con la musica
Pina colada, è un programma molto diverso da tutti quelli esaminati precedentemente nelle diverse radio.
La trasmissione va in onda con cadenza settimanale, dal lunedì al venerdì, nella fascia oraria pomeridiana del palinsesto radiofonico.
Le caratteristiche fin qui esposte non sono caratterizzanti di una sostanziale diversità poiché il vero “distacco” si ha dal punto di vista dei contenuti.
Pina colada non è un programma informativo o legato strettamente al sociale o alla politica ma è una trasmissione musicale dove vengono proposti i ritmi coinvolgenti e solari della musica latino americana.
Il conduttore è di origine straniera ma la trasmissione è  in italiano proprio perché non c’è la volontà di attrarre la sola parte immigrata della popolazione ma tutti coloro che vengono coinvolti e travolti dai ritmi sud americani.

Cuba, Cubita, Cubera è una trasmissione in lingua italiana anche se condotta da stranieri.
È prodotta internamente alla stessa radio e va in onda in fascia preserale con cadenza settimanale, abbracciando la città di Roma.
Il programma si basa sulla musica di origine cubana e quindi i ritmi, le sonorità, i ritrovi, i luoghi dove poterla ascoltare e dove incontrare altre persona che amano il genere.

Cuba, cubita, cubera non è un programma di aiuto o informazione sociale direttamente impegnato sul campo, il loro scopo è quello di aggregare e di far conoscere queste culture.
Cucinando con la musica, è una trasmissione in lingua italiana, come tutte quelle appartenenti a questa emittente radiofonica, che affonda le proprie basi nella musica ma che in questo caso fa da sottofondo a ricette, curiosità della cultura latino americana.

Il programma va in onda in fascia pomeridiana con cadenza settimanale sulle frequenza di 106.850 da diversi anni e riscuote molto successo non solo nelle comunità sud americane residenti in Italia ma anche nella stessa popolazione italiana che vede con fascino e curiosità gli argomenti trattati dal programma.

Radio1 Rai

Permesso di soggiorno nasce e si sviluppa in una emittente, la Rai, che non ha bisogno di presentazioni. Fare un excursus storico sulla Rai sarebbe alquanto difficile e complicato data la sua lunga vita e le sue innumerevoli attività. È quindi più corretto interessarsi di un ambito, il sociale, nel quale viene collocato il programma così da non addentrarsi in discorsi fuorvianti.
Lo spazio dedicato al sociale all’interno del palinsesto radiofonico è occupato da Tam-Tam lavoro, Diversi da chi, La radio ne parla e Permesso di soggiorno , tutti programmi che svolgono funzioni diverse se pur nello stesso campo.

Quest’ultimo è l’unico programma di Radio1 Rai che si occupa di migrazione da e verso l’Italia  e lo fa da nove anni, nel palinsesto odierno, dalle ore 5.50 alle ore 5.58, tutte le mattine dal lunedì al sabato.
A differenza delle altre trasmissioni prese in esame, proprio per l’emittente che la ospita, ha un bacino d’utenza a carattere nazionale e anche la già citata cadenza di programmazione quotidiana è un dato distintivo. Le comunità straniere e le piccole associazioni sono i maggiori interlocutori anche se il programma non è a cura, direttamente, di nessuna “etnia”. La trasmissione si avvale però di una redazione multietnica che singolarmente è spesso presente ad iniziative interculturali in veste di esperti o comunque persone informate del tema.

Il programma viene raccontato attraverso un microfono discreto ma curioso e indagatore che cattura frammenti vivi di realtà fatte di suoni, rumori, silenzi e voci.
L’obiettivo fondamentale di coloro che realizzano tale programma non è quello di proporre i problemi dell’immigrazione fini a se stessi ma andare oltre quello che spesso sembra essere il fine ed immergersi nel contesto ambientale; attraverso interviste situazionali caratterizzate dall’eliminazione di qualsiasi intervento in voce del giornalista, per lasciare direttamente parlare le cose, i fatti , le storie, si può comprendere come, in realtà, le cose che ci accomunano siano legate alla quotidianità, agli affetti, alla mancanza di lavoro, alla difficoltà nel trovare un alloggio.

Permesso di soggiorno non nasce come un programma di “immigrazione news” ma come un programma culturale adatto a tutti coloro che hanno la voglia e la volontà di avvicinarsi a quello che è il futuro del mondo: la multiculturalità.


A conclusione dell’analisi condotta si devono, necessariamente, fare alcune riflessioni sul tipo di programmi multiculturali offerti nella città di Roma. La suddivisione qui riportata, più che una rappresentazione tipologica è da vedersi come un’aggregazione ricorrente di caratteristiche con criteri ampiamente eterogenei.

1)    le iniziative militanti.
Questo tipo di iniziativa è abbastanza ricorrente fra quelle analizzate soprattutto per le sue caratteristiche salienti che la rendono facilmente riconoscibile.
La sua produzione, gestione e spesso anche l’intero finanziamento è a carico dell’associazionismo italiano; alla base c’è il principio di solidarietà e di impegno ideologico/politico.
Al centro viene posta la lotta per la promozione dei diritti, per la realizzazione della cittadinanza politica e sociale degli immigrati, visti come soggetti svantaggiati.

In questo tipo di iniziativa capita spesso che anche se la proposta viene dall’emittente, la gestione del programma è spesso affidata a singoli immigrati o a membri di una stessa comunità linguistica. I contenuti vanno dall’informazione a servizi di pubblica utilità, toccando anche la cultura degli immigrati. Un concetto base da cui partono i promotori di tali iniziative è la creazione di legami fra gli immigrati, nei quali i soggetti più integrati danno aiuto e supporto ai “nuovi arrivati”.

Ugnayan sa impapawid è riconducibile a questa tipologia, il programma è promosso dalla stessa radio, Radio Città Aperta, dal punto di vista gestionale e produttivo. L’impegno principale è rivolto all’aspetto ideologico, solidale e di promozione dei diritti. Ma per quanto riguarda la messa in onda, è affidata ad un cittadino straniero, in questo caso filippino, che si esprime in lingua tagalog. I contenuti sono quelli relativi all’informazione, indirizzati, data l’esclusività della lingua, alla sola comunità filippina residente in Italia.

Questo appena citato non è l’unico programma dell’emittenza radiofonica romana che abbraccia il campo delle “iniziative militanti”, da tenere presenti sono anche El guayacan e Bato Bato. Il primo, appartenente a Radio Città Aperta, rispecchia i canoni e la struttura sostanziale di Uguayan sa impapawid, naturalmente viene modificata la lingua che in questo caso è lo spagnolo e il punto di riferimento che è la comunità sud americana che vive nel nostro Paese.

Bato Bato, è prodotto e gestito da un’altra emittente della capitale che è Radio Onda rossa, il programma è in lingua filippina e condotto da cittadini stranieri ma restano comunque indispensabili l’informazione e le notizie di pubblica utilità per un approccio più facile all’integrazione.

2)    Trasmissioni di servizio.
In questo tipo di esperienze è l’informazione di pubblica utilità e la promozione dei diritti e dei doveri a occupare la parte più importante. È, infatti, il diritto all’informazione che nella maggior parte dei casi guida la realizzazione dei programmi.

La peculiarità è che questo tipo di trasmissioni pur mantenendo il loro carattere informativo non hanno la necessità e l’intento di essere caratterizzanti di una singola comunità, questo è esplicitato dall’utilizzo della lingua italiana e dalla collaborazione di personale straniero ed italiano sia nella conduzione che nella progettazione del programma stesso.

Permesso di soggiorno (Radio1 Rai), ne rispecchia pienamente i canoni, in quanto la cultura e l’informazione, non settoriale di una comunità, ma a 360° sull’immigrazione sono le colonne portanti di questa iniziativa; gestita da personale straniero e italiano ma con l’utilizzo esclusivo della “nostra” lingua.

L’informazione è vista come processo di integrazione e conoscenza attraverso la messa in risalto delle diverse culture e degli interscambi, che ci sono e che potrebbero esserci in futuro.
Realtà diversa, poiché settoriale, è Radio Rom per cui per certi versi potrebbe appartenere ad un altro tipo di iniziativa. La caratteristica che la collega alle trasmissione di servizio è proprio la sua mission: far conoscere e informare sulla cultura zingara soprattutto noi italiani che ci troviamo a stretto contatto e che ignoriamo quasi totalmente. L’utilizzo della lingua italiana e la conduzione italiana sono i particolari che ci fanno capire che le notizie non vogliono essere ripiegate sulla comunità rom ma vogliono uscire ed essere capite dall’esterno.

3)    Prodotti di comunità.
Le comunità di immigrati, residenti in Italia, da più tempo, rappresentano i promotori di tali iniziative, si tratta di iniziative di vario genere, autogestite, spesso incentrate sulla promozione culturale legata ad un gruppo o ad una nazionalità specifica con l’obiettivo di valorizzare la propria cultura d’origine, il rafforzamento di una appartenenza identitaria minata dal vivere in un altro paese e il mantenimento della memoria e dei rapporti con i paesi di provenienza.
Senza dubbio, i prodotti di comunità sono quelli più importanti nella produzione radiofonica, se non altro per motivi quantitativi.

Sia Radio Città Aperta che Radio Onda Rossa, che rappresentano le emittenti più importanti nel sociale per la capitale, hanno nel loro palinsesto questa programmazione.
VishVashvani, trasmissione a cura della comunità dello Sri-Lanka, è una realtà ormai consolidata va, infatti, in onda dal 1989 come anche Radio b-Leze, cura dell’associazione Donne capoverdiane, sulle frequenze di RCA.

I connotati distintivi di questi due programmi sono gli stessi:  la promozione e gestione da parte di soggetti appartenenti alle comunità straniere interessate, nel primo caso Sri-Lanka e nel secondo Capo Verde, la vicinanza ad associazioni inerenti alle comunità stesse, la valorizzazione della propria cultura  e soprattutto un legame stretto e saldo con la propria terra che è demarcato anche dall’utilizzo della lingua d’origine. Che ne circoscrive il “campo d’azione” e di fruizione.
Radio Onda Rossa entra in questa tipologia per due dei suoi numerosi programmi “sociali”: la trasmissione a cura della comunità dello Sri-Lanka e Latino Americana a cura del comitato C. Fonseca.

La comunità Sri-lankese a Roma è attiva e presente da diversi anni tanto che le stesse associazioni comunitarie si sono riuscite a ritagliare un loro spazio autogestito all’interno di diverse emittenti. Il programma che viene svolto, da tale comunità, all’interno del palinsesto di ROR è prettamente di servizio, utile per l’integrazione e come aiuto per i meno informati. Simile è Latino Americana, anche se i contenuti di questo programma sono più ampi, oltre all’informazione, si interessa di cultura e di politica ed è un’emanazione di un collettivo sul Sud America. A parte questo, la struttura resta la stessa: un programma a cura di una associazione, utilizzazione della lingua e della cultura d’origine, nella maggior parte dei casi autogestione o produzione della trasmissione stessa da parte della comunità in questione.

4)    Le iniziative della multiculturalità.
Sono cogestite spesso da italiani ed immigrati. Gli obiettivi, espliciti o meno, dei programmi diventano l’educazione alla diversità e la sensibilizzazione alle altre culture ma anche lo svago e l’allegria.
I contenuti dei programmi variano dalla musica, alla cucina, alla letteratura, agli stili di vita. Questi sono programmi concepiti anche con un fine di mercato, quindi indirizzati sia agli immigrati ma anche alla stessa popolazione italiana. È il caso delle trasmissioni musicali e di intrattenimento che non hanno necessariamente fini “pedagogici”.

Questa ultima tipologia è sicuramente quella che ha una maggiore diversità  fra quelle esaminate; mantiene, infatti, il carattere conoscitivo, culturale e quindi di vicinanza fra le diverse culture ma acquista un carattere in più “la leggerezza”. Viene infatti esaltata la musica, la cultura culinaria di questi paesi e tanti altri aspetti che sono legati ad una fruizione più soft rispetto ai temi impegnativi e spesso, per la loro problematicità, tragici.

Esempio calzante è Radio Mambo, che si inserisce pienamente in questa classificazione.
Tale emittente è dedicata ai paesi Latino Americani poiché il suo intero palinsesto è, attraversando diversi generi, legato a questo territorio. Prendere in esame alcuni programmi specifici rispetto all’intera programmazione è stato un modo per avere un’idea più ampia del fenomeno da affrontare, le trasmissioni  Pina Colada, Cuba Cubita Cubera e Cocinando con la musica, mantengono un filo conduttore che è il Sud America ma lo espongono sotto diverse sfaccettature.

Pina Colada è un programma di musica latino-americana quindi l’allegria e lo svago portato dai ritmi e dalle sonorità rispecchiano sicuramente il tratto ilare e leggero; dello stesso genere è Cuba Cubita Cubera anche se in questo caso la musica è cubana i caratteri restano invariati.
Infine prendiamo in esame Cocinando con la musica, ricette e curiosità latino-americane condite con la musica di queste terre.

L’obiettivo sostanziale di questa emittente e dei programmi da essa estrapolati è la conoscenza della cultura sud americana attraverso quelli che sono i caratteri gioviali e solari che da sempre l’hanno contraddistinta; vengono messe in onda trasmissioni di intrattenimento senza fini pedagogici specifici dettati anche dal fatto che Radio Mambo, nonostante la collaborazione di personale straniero, non ha l’intento di essere una radio solo per gli immigrati ma di rappresentare un punto di riferimento per chiunque ami la cultura sud americana.

Gli idealtipi ricostruiti rappresentano una sorta di razionalizzazione delle informazioni raccolte anche se non è totalmente appropriata una categorizzazione così netta in quanto si è spesso di fronte ad ibridazioni.
Il filo conduttore di tutte le iniziative censite è il loro carattere sperimentale, legato soprattutto a spinte volontaristiche e solidaristiche e perciò in continuo cambiamento ed evoluzione, anche se in realtà molte sono attive da diversi anni.

Da un’esame dei programmi censiti e dallo studio delle loro emittenti possiamo dedurre che l’interesse verso una programmazione multiculturale a Roma è abbastanza esteso, se consideriamo: la mancanza di introiti cospicui, i pochi finanziamenti, il carattere sociale profondo e non così ampiamente sentito.
Non possiamo, però, escludere piccole “debolezze” nell’emittenza radiofonica ma dobbiamo tenere presente che gli stessi prodotti costituiscono un elemento importante di prima accoglienza per gli immigrati che altrimenti sarebbero disorientati in un mondo a loro pressoché sconosciuto.
La costituzione di una “società polifonica” in cui le diverse nazionalità possano esprimersi egualmente sarebbe un grande successo per coloro che sono quotidianamente coinvolti nella multiculturalità.
stampa
Gli altri articoli dei dossier

Social networking oggi
Viaggio tra blog e videocarne
di Mattia Gangi
Cervelli in fuga, le difficoltà della ricerca
Grazie al Dulbecco Telethon Istitute giovani scienziati tornano in Italia
Speciale Telethon
La maratona in tv che corre per la ricerca
di Valerio Palumbo
L'incidente aereo e il frame giornalistico
La comunicazione giornalistica degli incidenti della Tam
di Flávia Santos
Perché Sanremo non sia per sempre Sanremo
Riflessioni sul Festival della musica italiana e dintorni
di Mario Morcellini e Stefania Di Mario
Breve identikit della “tribù del pollice"
Il nostro questionario: chi usa il cellulare?
di Erminio Cipriano e Francesca Pasquali
Come l'Agcom interviene per controllare la correttezza nel campo della telefonia mobile
Intervista a Paola Calestani, addetta stampa Agcom
di Sara Alesi e Erminio Cipriano
Telefonia mobile in Italia: il punto di vista statistico
Angelo Montani dell'ISTAT: "Un mercato sempre in crescita"
di Sara Alesi
Quanto conta la trasparenza?
Rosario Trefiletti, presidente Federconsumatori: "Bisogna tutelare il consumatore"
di Davide Muscillo
La giungla dei piani tariffari
Ecco una tabella per meglio orientarsi
di Francesca Pasquali
Pagine: <<< 1 ... 12 >>>
H
T
A
D
O