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Dossier

Cosa non farebbero gli operatori di telefonia per avere un nuovo cliente?

La guerra dei popoli migratori


di Davide Muscillo
11/07/2006


UNA GUERRA ANCORA IN CORSO e che forse non finirà mai. Una battaglia tra titani a colpi di strategie di marketing e pubblicità, alcune volte anche ingannevoli per conquistarsi fette di mercato. Già in passato Tim, Vodafone e Wind, i tre grandi operatori di telefonia mobile in Italia, sono stati sotto i riflettori dell’Antitrust. L’Autorità Garante della Concorrenza ed il Mercato ha già condannato Wind per un messaggio ritenuto ingannevole con una sanzione amministrativa pecuniaria pari a 29.100 euro, mentre ha avviato da diversi mesi due procedure per inottemperanza a provvedimenti di sospensione nei confronti di Tim e Vodafone.
Proprio quest’ultima è stata accusata per la campagna pubblicitaria, poi sospesa, “Passa a Vodafone. Avrai 600 euro di telefonate in regalo”. Infatti il consumatore non riusciva con chiarezza a percepire le condizioni dell’offerta i cui benefici potevano essere fruiti solo ed esclusivamente attraverso ulteriori costi sostenuti dall’utente stesso.

Questo è solo uno degli esempi di campagna pubblicitaria aggressiva che adottano i vari operatori di telefonia mobile italiana. Obiettivo principale è quello di spostare fette del mercato dell’utenza dalla loro parte, mentre nell’ombra va crescendo pian piano l’operatore di telefonia di terza generazione H3G che sempre di più alletta numerosi consumatori con la sua offerta esclusiva di videochiamate. La competizione e la concorrenza quindi diventa spietata nell’era della “number portability”, che si traduce per i clienti nella libertà di passare da un gestore all’altro e quindi da un piano telefonico ad un altro, conservando il proprio numero di telefono.

Ma quali sono state le conseguenze più tangibili di quest’operazione che ha creato popoli di migratori? Forse la principale è quella di non riuscire più ad individuare l’appartenenza di un numero ad un determinato gestore telefonico, comunemente contraddistinto dal prefisso del numero. Quindi un 339 che prima indicava un cliente Tim potrà nascondere un cliente Vodafone, Wind o Tre. I costi per mettere in contatto due clienti appartenenti a diversi gestori sono considerevolmente più alti sia perché gli stessi operatori privilegiano nei loro piani tariffari le chiamate verso gli utenti dello stesso operatore sia perché i costi per connettersi ad un numero presente in un’altra rete sono più onerosi. Esiste un codice numerico (456) da anteporre ad un numero che si vuole chiamare, per sapere in tempo reale a quale operatore appartiene la persona che si troverà dalla altra parte della cornetta. Questo servizio è completamente gratuito ma per “inspiegabili” ragioni o per non volontà di informare, è poco pubblicizzato dai vari gestori di telefonia mobile. Il tutto ovviamente a deleterio della trasparenza tariffaria e delle tasche dei clienti/consumatori.
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