Uno sguardo a dati e statistiche per conoscere meglio i gestori italiani
Il mondo della telefonia mobile: numero di clienti e quote di mercato
di Domenico Flore
11/07/2006
NONOSTANTE la perdurante debole congiuntura economica, negli ultimi anni il mercato italiano dei servizi di telecomunicazione ha registrato una forte crescita. In particolare, grazie anche al consolidamento dell’offerta dei servizi UMTS, il mondo delle telefonia mobile ha confermato la tendenza espansiva che si registra ininterrottamente dal suo avvento sul mercato. A testimonianza di questa crescita dirompente, dal 2003, anno del sorpasso storico, si accentua il predominio della telefonia mobile su quella di rete fissa. Il numero totale delle SIM in commercio è infatti ben al di sopra delle previsioni, avendo toccato quota 71,5 milioni. Un dato dal quale emerge con forza l’esistenza, nel nostro paese, di un importante fenomeno di doppie e triple SIM, difficilmente quantificabile.
Con 28,5 milioni di linee, TIM conferma la sua leadership, detenendo una quota di mercato pari al 40,3%; la segue Vodafone con 23,7 milioni di clienti e una quota di mercato del 34% circa. Molto più indietro invece Wind, con i suoi 13,7 milioni di clienti, che le assicurano il 19,5% della torta dei ricavi del settore. Da sottolineare il progressivo consolidamento del gruppo 3, leader nella vendita di telefoni cellulari UMTS. In meno di tre anni, 3 ha conquistato oltre 6 milioni di utenti. La crescita di 3 ha causato, nel contempo, una diminuzione del peso di TIM e Vodafone, entrambe le quali hanno perso nell’ultimo anno un punto percentuale nella divisione dei ricavi.
Non di poca importanza è il dato relativo all’ARPU (Average Reveneu Per User) medio-mensile di ogni utente. Questo dato permette di sapere la spesa media di ogni cliente e di conseguenza è un utile indicatore dell’incidenza che ognuno di essi ha per i singoli gestori. Soprattutto a causa dei numerosi contenuti multimediali offerti, naturalmente più costosi del semplice traffico voce o dati, è la 3 a farla da padrone in questo ambito. L’ARPU mensile dei suoi clienti è infatti di 30,6 euro; la TIM si attesta sui 28,3 euro; la Vodafone sui 27,7 euro ed infine la Wind non va oltre i 19 euro. Quest’ultimo dato è significativo per spiegare come la Wind continui ad essere considerata essenzialmente come una seconda scheda, da utilizzare solo in certi momenti della giornata.