Rosario Trefiletti, presidente Federconsumatori: "Bisogna tutelare il consumatore"
Quanto conta la trasparenza?

La Federconsumatori è un’associazione che si pone come obiettivi prioritari l’informazione e la tutela dei consumatori. Il suo ruolo è di controllo e di monitoraggio del mercato della telefonia mobile, in forte espansione e assai importante come ci spiega il presidente Rosario Trefiletti.
Cosa ci può dire riguardo la competizione tra gli operatori di telefonia mobile in Italia?
Una sana competizione deve basarsi sulla trasparenza, sull’offerta di servizi qualitativamente elevati e a prezzi il più possibile bassi. Il mercato ha bisogno di diversi operatori che competono tra loro, e dalla competizione il consumatore ha sempre da guadagnare purché questa si basi su regole precise e ferree, impedendo distorsioni che vanno a discapito dei consumatori.
Qual è il ruolo dell’Antitrust nel settore della telefonia mobile?
L’Antitrust interviene in questo specifico campo per vietare la competizione non regolamentata, la pubblicità ingannevole e le posizioni dominanti da parte di singole imprese. Si auspica che l’Antitrust sia sempre attenta a svolgere queste funzioni perché la telefonia mobile, caratterizzata da una grande articolazione di gestori e di contatti, è difficile da monitorare.
É rilevante la pubblicità ingannevole in questo settore?
La pubblicità nel settore delle telecomunicazioni è articolata e complessa: ci sono milioni di tariffe molto diversificate tra loro (alcune basate sui consumi al secondo, altre su quelli al minuto). Quindi è difficile capire gli andamenti tariffari. La cosa certa è che in questo campo si è registrata molta pubblicità ingannevole. E questo è uno dei problemi grossi della telefonia mobile.
Cosa ne pensa della SIM lock, ovvero di quel meccanismo che impedisce l'uso di un telefono cellulare con la SIM di altri operatori ?
Il caso SIM lock non può essere definito una truffa (che si verifica nel momento in cui un terzo si inserisce all’interno di un gestore e offre un servizio non richiesto). In questo caso ci troviamo di fronte a questioni che non condividiamo perché bloccano la competitività del mercato e la possibilità e libertà che un consumatore passi da un operatore ad un altro.
É un sistema che noi abbiamo contestato. Soprattutto con Tre noi della Federconsumatori siamo in lite temeraria sia per la questione della SIM lock che per la pubblicità ingannevole.
Quali sono i consigli che si possono dare ai consumatori?
Noi possiamo suggerire di stare attenti alle tariffe che i vari gestori propongono e poi effettuare un controllo e una verifica se effettivamente coincidono con il reale utilizzo. É difficile fare queste comparazioni, ma si può comunque conteggiare il costo dell’utilizzo del servizio in un periodo di tempo prestabilito (un mese o due) e verificarne la corrispondenza con quanto promesso dal gestore.
La problematica sul costo (oneroso) della ricarica ci può far parlare di un vero e proprio “Caso Italiano”. Cosa ci può dire a riguardo?
Tale fenomeno ha un’enfasi maggiore in Italia rispetto agli altri paesi poiché quasi il 95% delle utenze mobili sono gestite con un contratto pre-pagato.
Negli altri paesi invece le modalità contrattuali sono molto più equilibrate tra il pre-pagato (la ricarica) e l’abbonamento; ed essendo quindi la proporzione diversa, un confronto equo tra paesi è impossibile farlo.
Nello specifico bisogna notare un certo allineamento dei costi di ricarica tra i diversi operatori, i famosi 5 euro, che per entità piuttosto basse cominciamo ad avere una significatività piuttosto notevole.
Infatti 5 euro su una ricarica da 10 euro è un costo abbastanza rilevante, che si ammortizza all’aumentare della ricarica.
Le associazioni dei consumatori hanno fatto notare l’onerosità di questo costo che comunque necessita di essere sostenuto. Più equo sarebbe stato includere questi costi di gestione della ricarica sui costi generali di fornitura del servizio.
Cosa può fare Federconsumatori a riguardo?
Il nostro obiettivo è quello di attirare l’attenzione sull’eccessivo costo della ricarica. È singolare che tutti gli operatori abbiano fissato questo costo su questa grandezza dei 5 euro. Si può dire che non c’è concorrenzialità in quest’ambito tra i diversi gestori. Vogliamo che si faccia chiarezza su quanto è avvenuto e speriamo che in futuro questi costi vengano remunerati all’interno dei costi che ogni operatore deve sostenere come costi fissi. Non devono essere addebitati al singolo consumatore.