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Dossier

Una panoramica su quello che avviene in radio e tv

La stampa in rassegna


di Andrea Prosperi
26/05/2006


E' FORSE UNA delle forme più autoreferenziali della comunicazione politica, perché a farla, generalmente, sono i giornalisti, all’interno di formati di approfondimento che variano a seconda del mezzo utilizzato, oppure i politici, all’interno dei loro uffici stampa. Stiamo parlando della rassegna stampa, la principale modalità di comunicazione che permette all’opinione pubblica di conoscere, e di confrontare, la titolazione dei maggiori quotidiani a diffusione nazionale.

Le prime rassegne stampa radiofoniche vengono realizzate a partire dalla seconda metà degli anni settanta, facendo da subito riscontrare indici di gradimento molto elevati. Prima Pagina (in onda su Radio Tre a partire dalle 7,15), e la rassegna stampa di Radio Radicale (in onda sull’omonima radio a partire dalle 7,30) nascono proprio in quel periodo, e sono ancora oggi tra i programmi radiofonici più ascoltati dai professionisti dell’informazione e dai politici.

Prima Pagina si articola in due momenti differenti. Nella prima parte del programma il conduttore (un giornalista della carta stampata che cambia di settimana in settimana) confronta la titolazione delle principali testate, soffermandosi, quando lo ritiene opportuno, sugli articoli più significativi. A partire dalle 8,00 c’è il filo diretto con gli ascoltatori, che hanno la possibilità di intervenire per esporre le proprie opinioni e porre domande al conduttore.

A Radio Radicale il filo diretto con gli ascoltatori non c’è, ed il tempo a disposizione viene utilizzato non solo per confrontare i titoli, ma soprattutto per leggere, in modo approfondito e completo, gli articoli. La selezione dei temi privilegia gli articoli di natura politica, letti ed interpretati a partire dalla linea politico-editoriale della radio.

In televisione il panorama è differente. La possibilità di far pervenire in tempo congruo alle redazioni televisive le prime pagine dei principali quotidiani ancora non è sfruttata a pieno, perchè le grandi testate si rifiutano ancora di annunciare in modo completo quale sarà la titolazione del giorno successivo. Per questa ragione, l’unica vera, perchè completa, rassegna stampa fatta in tv, è quella condotta da Andrea Pancani a Omnibus, su La Sette, a partire dalle 7,30 di mattina.

L’utilizzo del mezzo televisivo in questo ambito è controverso. Da un lato la possibilità di mostrare i giornali rende giustizia delle scelte grafiche e dei significati che da esse promanano. Dall’altro, come è noto, l’ascolto televisivo è più distratto di quello radiofonico, dove, mancando l’elemento visivo, l’ascoltatore è costretto a focalizzare maggiormente la propria attenzione su quanto viene detto.

La terza tipologia di rassegna stampa su cui ci soffermiamo è quella realizzata all’interno dei partiti politici. I suoi scopi, e le modalità con cui viene realizzata, sono molteplici. Innanzitutto, bisogna cercare tutte le notizie riguardanti il partito e la politica in generale. Successivamente, armati di forbici, carta e fotocopiatrice, si realizza un vero e proprio plico cartaceo, da distribuire alla segreteria e a tutti i dipartimento di partito.

E Gianni Ippoliti? Cosa dire di quanto fatto in collaborazione col suo staff ogni settimana all’interno di Alice? A detta dello stesso Ippoliti, all’interno della sua rassegna stampa nacque il primo giornale della Lega Nord, prima ancora che La Padania uscisse in edicola. Sarà vero?

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