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Dossier

Vox populi a Roma: poche idee, ma confuse

I cittadini e la legge elettorale


di Alessandro Mastroluca e Massimiliano Nespola di Alessandro Mastroluca e Massimiliano Nespola
06/04/2006

videoIl video delle interviste


interviste a Roma
SGUARDO SMARRITO, spiegazioni confuse, indecisioni. Queste le reazioni più comuni dei cittadini romani alla domanda “Cosa sai della nuova legge elettorale?”. Una legge che lascia perplessi, e che in pochi mostrano di aver compreso.

In molti si nascondono dietro un “non posso rispondere, ho fretta”. Altri, invece, accettano di confrontarsi con il microfono e la telecamera. La nuova legge elettorale è ancora ostica da comprendere. L’idea, anche se non sempre chiarissima, di dover esprimere una preferenza per una lista c’è. Ma per il resto il ventaglio delle posizioni è decisamente variegato.

Le confusioni tra lista e coalizione sono all’ordine del giorno. Quando si parla di lista vengono fuori discorsi sulle “tre punte” (Berlusconi, Fini e Casini) e su Prodi (candidato non solo dell’Ulivo, ma dell’intera sinistra). Non manca chi si esprime sull’ubiquità dei capilista, che vuole eleggere sia alla Camera che al Senato. Tra chi crede che “ogni collegio ha un numero di candidati da eleggere” e chi onestamente dichiara di non sapere assolutamente nulla, una cosa è certa: la conoscenza delle novità è bassa. Ma poi queste novità sono davvero così rilevanti?

Il passaggio dal maggioritario al proporzionale significa che non si vota più il candidato nel collegio uninominale, ma un partito. L’evoluzione, però, è meno netta di come potrebbe apparire. Gli elettori, infatti, nemmeno cinque anni fa sceglievano consapevolmente il candidato da eleggere. Quasi nessuno ricordava il nome del candidato prescelto; molti, invece, hanno indicato l’area di appartenenza. Anche prima, insomma, si sceglieva una lista, o al massimo si decideva “all’ultimo minuto” per il nome più noto.

L’evoluzione, dunque, sembra tradursi solo nel dover mettere la crocetta su un simbolo e non su un nome.
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