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Opinioni

Informazione e bavagli: incontro con Marco Travaglio


"Il confronto Prodi-Berlusconi? Non paragonabile a quelli europei o americani"


di Nello Trocchia
20/03/2006


"NEL LINGUAGGIO giornalistico, Inciucio è un accordo informale fra forze politiche di ideologie contrapposte che mira alla spartizione del potere”. Inizia con una definizione , tratta dal dizionario della lingua italiana di Tullio De Mauro, il libro "Inciucio", a cura di Marco Travaglio e Peter Gomez. Edito da Bur, il volume, circa 600 pagine, è un ritratto spietato dell’Italia dell’informazione, sommersa da logiche di spartizioni, di accordi sottobanco e da storie di genuflessioni. Abbiamo incontrato Marco Travaglio, collaboratore di Unità, Repubblica e Micromega per parlare del libro, di informazione e del recente confronto Prodi- Berlusconi.

Inciucio è il settimo libro che scrive con Peter Gomez, perché avete scelto questo titolo?

Inciucio per richiamare gli accordi che le forze politiche sottoscrivono. Mentre in pubblico si contrappongono, privatamente si mettono d’accordo, nel caso specifico parliamo degli accordi taciti sull’informazione. Partiamo dall’accordo per lasciare il monopolio della tv privata a Berlusconi, fino alla recente spartizione della Rai.

Proprio alla Rai è dedicata la prima parte del libro, in particolare ai criteri di nomina del Cda, secondo la nuova legge Gasparri, perché parlate di lottizzazione ?

In realtà è peggio di una lottizzazione, si tratta di una vera e propria occupazione. La lottizzazione corrispondeva alle nomine dei partiti, in questo caso si tratta della scelta di uomini di partito, ex direttori di giornale di partito. Su 9 componenti, 8 sono parlamentari o direttori di giornali di partito. Una vera occupazione militare, almeno prima c’erano le nomine di intellettuali di area ma non si arrivava a questo punto di indecenza.

Nel libro si parla di grandi censure ma anche delle “ censure che non si spiegano altrimenti che con l’ignoranza e la stupidità”, come si esce da questo circolo vizioso?

Togliendo le mani dei partiti dalla televisione e dall’ informazione in generale. Bisogna che nella televisione entri il mercato ed escano le logiche di partito. Bisogna scegliere persone dello spettacolo, della musica, della cultura, esperti e capaci, quelli che non piacciono ai partiti che invece preferiscono servi e lacchè. In questa direzione è utile sottoscrivere la proposta di legge, consultabile al sito www. perunaltratv.it

In Italia si è radicata una brutta moda: il giornalismo precario, aumentano gli invisibili, nascosti dietro le formule di stage e collaborazioni, ma così non si abbassano i livelli di indipendenza?

Certo. Il precario è per natura ricattabile, se poi è precario in una struttura dove comandano i partiti allora gli conviene servire e obbedire, pratiche inqualificabili che nulla hanno da spartire con il giornalismo. L’indipendenza è un fattore individuale ma che discende anche dal sistema che oggi non la garantisce.

Cosa pensa del confronto Prodi-Berlusconi e quale domanda avrebbe posto ai due contendenti?

Avrei fatto delle domande e non degli assist, era tutto concordato. Il confronto non era paragonabile al tenore di quelli europei o americani, basta rivedere il duello Schröder Merkel per capire la “bontà” di quello nostrano. La domanda per Prodi? Presidente chiarisca al paese la seduta spiritica che la vide protagonista, durante il sequestro Moro, quando indicaste il covo (vero ma non scoperto dalla polizia) di via Gradoli, chi era la fonte che copriste con la trovata della seduta? Per Berlusconi? Presidente, lei si candida alla guida del paese, ma perché lei si avvale della facoltà di non rispondere quando i giudici di Palermo le chiedono conto dell’assunzione di un mafioso nella sua villa di Arcore e dei 250 milioni di euro entrati nelle sue holding, negli anni 1975-1982?

Erano due domande nei 30 secondi. Come è finita la causa di diffamazione che il premier ha intentato contro di lei per il libro l’Odore dei soldi?

Le cause in tutto erano 10, 5 per la trasmissione( Satirycon) e 5 per il libro (L’odore dei soldi, scritto con Elio Veltri) fino ad oggi ne abbiamo vinte 6. Quelle personali di Berlusconi erano due e le ha perse, la motivazione? Sempre la stessa abbiamo scritto il vero.

Grazie

In questi giorni è in uscita il nuovo libro di Marco Travaglio e Peter Gomez “ Le mille balle blu”, edito sempre da Bur, un viaggio-raccolta “dei detti e contraddetti” del premier Silvio Berlusconi.
stampastampa

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