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MediaZone è un progetto della Facoltà di Scienze della Comunicazione e del Dipartimento di Sociologia e Comunicazione dell'Università di Roma "la Sapienza"
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Opinioni

Franco Carlini: il "glocalismo" per evitare i conflitti


"La società moderna ri-abilita le pratiche di altruismo"


Intervista di Massimiliano Nespola, riprese di Chiara Fontana, testo di Vincenzo Carbone

30/09/2005

videoGuarda l'intervista a Carlini


FRANCO CARLINI, giornalista e saggista, è laureato in fisica ed è stato ricercatore presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche, occupandosi di biofisica e di psicologia della percezione visiva.

Dal 1989, come giornalista professionista, segue i problemi delle tecnologie per il "Corriere della Sera", dove tiene la rubrica "Web Economy", per il "Manifesto", per il settimanale "L'espresso" e per diverse altre testate radiofoniche e televisive.

Ha pubblicato diversi libri e saggi. Tra i più recenti: "Tornano i DNAsauri" (1993), "Chips & Salsa. Storie e culture del mondo digitale" (1995), "Internet, Pinocchio e il Gendarme" (1997), "Lo Stile del Web" (1999) che gli studenti di Scienze della Comunicazione conoscono bene.

Ha fondato e coordina la società di Web Design e Web Contents www.totem.to

Mediazone ha incontrato e intervistato Franco Carlini, un occasione per parlare di partecipazione, politica e democrazia nella società della conoscenza.

Fino a che punto le nuove tecnologie sono funzionali in chiave dell'altruismo?

In realtà grazie ad esse stiamo riscoprendo che si possono fare cose nuove, "ri-abilitando" pratiche del passato, quelle dell'altruismo,del dono, dello scambio. Cose che sono sempre esistite sin dalle prime comunità di cacciatori, e che vengono modernamente concepite come retaggi del passato. Invece ciò sta tornando estremamente attuale.

Una continuità, quindi, tra innovazione e tradizione. Che spazio, in questo processo, per le culture locali?

C'è spazio per diversità di pratiche, linguaggi. Hanno la possibilità di non rimanere in un ghetto divenendo globali. Locale e globale interagiscono, la globalizzazione non schiaccia tutto, il localismo non limita al proprio campanile.

Il controaltare di questa visione, presenta dei rischi. Quali sono?

Più che rischi ci sono dei conflitti nei momenti in cui questi spazi che si  sono aperti diventano pubblici. Questo è terreno di scontro dentro alle aziende e tra le aziende, oltre che con i cittadini.

Una visione orientata agli aspetti economici. E dal punto di vista socioculturale?

Tanti conflitti. Non è facile tracciare le linee, tutto è in movimento e cambia. La pratica alternativa può essere presa dai poteri .Servono glriglie valide di interpretazione. Preferisco lavorare con gli altri per cercare di individuare le linee.

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