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Opinioni

Comunicare lo sviluppo sostenibile


La comunicazione non convenzionale del gruppo Soylent Green



di Barbara Chicca
03/08/2007


Parlare di eco-sostenibilità senza cadere nel consueto allarmismo: è l’idea alla base di Soylent Green, gruppo creativo nato pochi mesi fa, con l’intento di realizzare una comunicazione non convenzionale sul tema dell’ambiente. In tempi in cui i danni provocati dall’inquinamento sono sempre più evidenti e le prospettive per il futuro sempre meno ottimiste, la sensibilizzazione sul rispetto per l’ambiente è un’emergenza che non si può più ignorare. Raggiungere le persone, però, all’interno di un ambiente mediatico sovraffollato, è quanto mai difficile, soprattutto se il target cui si intende rivolgersi è quello dei giovani, i futuri responsabili della salute del mondo. Soylent Green si pone l’obiettivo di parlare di sviluppo sostenibile con i linguaggi contemporanei, vicini ai giovani, e in questo modo, mostrare loro che il cambiamento non solo è possibile, ma che è anche facile da realizzare a livello individuale.

Il gruppo, il cui nome è un omaggio al film futuristico del 1973, “2022: I sopravvissuti”, è stato creato da alcuni studenti di un Master in Comunicazione ambientale, con lo scopo di uscire fuori dai soliti canoni della comunicazione sull’ambiente, ed arrivare alle persone in modo più diretto. Le “molecole”, come amano definirsi i membri, provengono da settori diversi: grafica, informatica, comunicazione, musica, fotografia; ognuno partecipa con la propria esperienza e professionalità apportando uno specifico contributo al gruppo.

Angela Creta, addetta stampa, spiega la filosofia di Soylent Green: “Abbiamo cercato di aggregare persone che hanno delle inclinazioni diverse per mettere insieme le differenti competenze e capacità, e creare, così, eventi complessi, cioè non limitati alla sola spettacolarizzazione, ma capaci di veicolare il messaggio della sostenibilità ambientale, ovvero di una visione della quotidianità e di un modo di vivere che siano sostenibili al livello delle scelte quotidiane sulla mobilità, sui rifiuti, sul rispetto dell’ambiente e del mondo”.

Gli eventi sono il mezzo principale di contatto con il pubblico, e sono mirati a realizzare un coinvolgimento multisensoriale, accostando la musica alla danza ed alle videoproiezioni. Il primo evento realizzato da Soylent Green, “Disimballiamo la Sapienza. Siamo noi l’energia del mondo”, è stato inserito all’interno della manifestazione “Estate alla Sapienza”, ed ha visto la partecipazione dei dj Matteo Esse e Jan Funk, della vocalist Corinna Joseph (ex Basement Jaxx), e delle ballerine MeCube. “Cambiare il mondo sembra un’affermazione grande”, ha detto in proposito Matteo Esse “invece penso che anche con le piccole cose, anche con una serata di questo tipo gratuita, in cui si ascolta musica e si sta con gli amici, si può apprendere qualcosa, e magari poi si può insegnare a qualcun altro”.

L’arte ha un ruolo fondamentale nei progetti del gruppo; Valentina Clemente, altra molecola di Soylent Green, interviene su questo punto: “noi vogliamo lanciare, piuttosto che costruire, un messaggio, e vogliamo lanciarlo attraverso l’arte, la forma primordiale di comunicazione, in modo da arrivare direttamente alle persone senza mediazioni. E poi l’arte crea arte, perché dà ispirazione; in questo senso le nostre attività sono finalizzate alla generazione di un feedback: noi lanciamo un input ma poi sta all’altro trovare quello che può fare e dare il suo contributo”.

Anche a livello operativo il gruppo tiene fede alla propria filosofia, realizzando attività di promozione esclusivamente on line. “Il nostro obiettivo è organizzare  e comunicare eventi con il più basso impatto ambientale possibile”, racconta Angela, “anche quando organizziamo gli eventi cerchiamo di farlo nella maniera più pulita, evitando gli sprechi. Pensa che quando inviamo le e-mail, in calce scriviamo di non stampare la pagina se non necessario”.

Tra gli strumenti di comunicazione, il passaparola via web è la leva fondamentale: “il passaparola”, prosegue, “offre tre risultati: una comunicazione diretta, evitare gli sprechi e la certezza che quello che comunichi arriva al destinatario”.

Una comunicazione non convenzionale quindi, spettacolare, diretta al singolo e ad impatto zero. Tramite questa originale combinazione Soylent Green  tenta di apportare il proprio contributo allo sviluppo sostenibile, infatti, spiega Angela: “cerchiamo di trovare il nervo scoperto nella coscienza del nostro spettatore per innescare un cambiamento nell’agire quotidiano nei confronti del mondo e delle altre persone. Uno parte, un altro gli va dietro e si crea un filo, un andare verso questa direzione, solo allora, forse, si può cambiare qualcosa”.

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