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MediaZone è un progetto della Facoltà di Scienze della Comunicazione e del Dipartimento di Sociologia e Comunicazione dell'Università di Roma "la Sapienza"
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Opinioni

GOOGLE E LA CINA: ANTIDOTI ALLA CENSURA


Intervista con Ferry Bite



di Arturo Di Corinto
18/10/2004


Google è diventato il motore di ricerca su Internet per eccellenza. Sfruttando il business delle ricerche online, l'azienda omonima fondata ai tempi d'oro della new economy dai due studenti di Stanford, Larry Page e Sergey Brin non solo gode di ottima salute ma è diventata una vera macchina da soldi. Nel luglio del 2004 il suo debutto in Borsa sarà ricordato come uno degli avvenimenti economico-finanziari dell'anno, la sede, il Googleplex, ha 1.000 dipendenti, il suo prodotto di punta, il motore di ricerca, risponde a 200 milioni di domande al giorno, piu' di 2.300 al secondo in 88 lingue diverse, e classifica, grazie a 10.000 supercomputer basati su Gnu/Linux, ben 3 miliardi di informazioni. Il suo servizio di news raggruppa 4.000 fonti giornalistiche sparse ai quattro angoli del globo e la società si prepara ad offrire un servizio di posta elettronica, il Gmail, con capacità di magazzino cinquecento volte maggiore dei concorrenti.

Però Google è stata molto criticata per aver accettato di eliminare dalla sua edizione cinese di Google News le fonti sgradite al governo di Pechino. La società si giustifica dicendo che, trattandosi di un servizio a base di links, sarebbe inutile far puntare gli Url a pagine vuote bloccate dal "grande firewall cinese". Tuttavia Google è stata comunque contestata perchè posizionando nelle sue pagine solo le notizie gradite al governo in qualche modo le avalla come fonti informative.

Rispetto a questa vicenda abbiamo interpellato un esperto di motori di ricerca che è anche un famoso "privacy advocate" italiano, gestore della mailing list cyber-right di ecn.org la più antica lista di diritti digitali, per sentire la sua opinione.



Allora, Ferry Byte, tu che ne pensi?


Penso che Google in generale si comporta secondo principi di trasparenza e
correttezza rispetto agli utenti finali ma nel caso "cinese" si è
dovuto piegare alle esigenze delle rigide autorità locali.

Rispetto alla "buona volonta' di Google di cercare di mettere in
evidenza le informazioni realmente popolari in Rete basti pensare a come
mette in posizione marginale la maggior parte dei risultati a pagamento,
oppure a come ha trattato il caso Kazaa (prova a fare una ricerca con
questo termine). I link al famoso network di filesharing che sono stati rimossi in ossequio al Digital Millenium Copyright Act (legge fatta su sollecitazione dei discografici in perenne guerra contro il P2P) sono comunque messi in evidenza da un link alla fine dei risultati della prima schermata.


Insieme a Claudio Parrini tu hai pubblicato un  libro per la Shake edizioni "I motori di ricecra nel caos della rete. Kit di sopravvivenza", ci spieghi sinteticamente come funzionano le varie tipologie di motori di ricerca?



I motori di ricerca sono immensi archivi digitali arricchiti dal lavoro di spider (software che raccolgono informazioni in Rete) o da redazioni fatte di persone in carne ed ossa. Quelli basati su redazioni umane si definiscono directory (in Italia la più famosa Virgilio) mentre quelli alimentati  da spider sono i motori
di ricerca tradizionali (classico esempio italiano arianna, progetto di ricerca pubblico ed ora utilizzato da libero.it). Il problema a livello internazionale è che le directory sono sempre di più gestite in maniera commerciale e gli spider sono sempre meno numerosi e ormai si contano sulle dita di una mano (Google, Yahoo, Teoma fra i piu' conosciuti)


Il fatto che i motori di ricerca  definiscano la geografia dei
contenuti di Internet può essere un pericolo per la democrazia. Esistono delle strategie di ''autodifesa'' da questo ruolo improprio di "filtro" che i motori esercitano sulle notizie scomode?


Siccome sempre più spesso gli Stati che si sono accorti del peso comunicativo di Internet praticano la censura e irrigidiscono leggi e controlli soprattutto per chi la utilizza al fine di produrre "contro-informazione" e per "fare politica" ho personalmente proposto una forma di autodifesa dalla censura che sfrutta proprio i motori di ricerca per mettere in evidenza contenuti scomodi. Si chiama "Fuoritutto". E' ovvio che alla censura bisogna rispondere con i mezzi ed i toni della mobilitazione politica della vita reale ma non sono da disdegnare le semplici soluzioni tecniche che nel cyberspazio potrebbero risultare nell'immediato piu' utili.



Spiegacela

Allora, siccome la censura non è mai immediata: ci sono, avvisaglie, inviti, lettere di avvocati che ingiungono di rimuovere contenuti scomodi, per impedire che vengano compromessi preziosi servizi di comunicazione magari solo per penalizzare una singola pagina web con due foto o una frase ci si attiva affinchè il "network" sia pronto a replicare le stesse informazioni sotto accusa.



Come si fa praticamente?

Facciamo l'esempio del caso Fbi vs. Indymedia...Indymedia ha il sentore del sequestro in quanto ospita una certa pagina web "scomoda". Che chiameremo scomoda.htm. A questa pagina si antepone in piu' lingue un appello che dice: "La pagina scomoda.htm è sotto attacco dell'Fbi che sta per mettere in atto il sequestro del server di indymedia al fine di censurare la stessa pagina. Invitiamo tutt* coloro che pensano che questa pagina scomoda debba continuare ad essere consultata a replicarla ed ospitarla nel proprio server". Usando il titolo e la Url "fuorituttofbi" e come testo di introduzione "fuorituttofbi: antidoto alla censura attuata da FBI contro Indymedia" si invita a linkare questa nuova pagina ad altre pagine già esistenti con lo stessa stringa "fuorituttofbi". Grazie al lavoro degli spider e al tam tam della rete con questa procedura la pagina sarà replicata all'infinto e indicizzata automaticamente dai motori di ricerca attraverso cui sarà poi facilmente reperibile usando la parola di ricerca "fuorituttofbi".
stampastampa

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