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Opinioni

Neja: "Internet è una risorsa per la diffusione della musica. Basta usarlo in maniera intelligente"


All'UMM Café di Gaeta l'incontro con la cantante che sta pubblicando il suo nuovo singolo: "Who's Gonna Be?"


di Glauco Di Mambro
08/11/2005

videoGuarda il video dell'intervista a Neja ( File .WMV - Size: 3,48 Mb )

videoGuarda il video dell'intervista a Neja ( File .RM - Size: 4,34 Mb )

audioAscolta l'audio dell'intervista a Neja ( File .WMA - Size: 1,04 Mb )

audioAscolta "Who's gonna be?", l'ultimo singolo di Neja in esclusiva per MediaZone ( File .MP3 - Size 3,47 Mb )


ALZI LA MANO chi non ha canticchiato almeno una volta “I don’t know why….We’re so Restless” oppure  “You’re gonna have a Shock!”: per quei pochi che non lo sapessero, si tratta di Restless” e di “Shock”, due successi dance che hanno fatto ballare le discoteche di tutto il mondo e che portano la firma di una cantante che, a dispetto del nome, è italianissima.

STIAMO parlando di Neja, un’artista che, partita dal jazz e dal gospel, è arrivata a rappresentare una delle realtà più importanti della Dance Made in Italy in tutto il mondo: basti pensare alla Tournée  del 1999, anno tra l’altro in cui ha vinto “Un disco per l'estate" con il singolo The Game”, che l’ha portata fino in Giappone.

DOPO aver sperimentato l’house ed essere entrata nelle classifiche dance degli Stati Uniti, e dopo il passaggio alla Universal, che nel 2002, l’ha vista strizzare l’occhio anche al Pop, Neja si appresta finalmente a pubblicare un nuovo lavoro che si allontana ulteriormente dal genere che le ha fruttato maggior successo, e cioè la dance, per dirigersi verso sonorità sempre più orientate alla “live music”.
Abbiamo incontrato Neja all’ UMM Café di Gaeta, e spinti anche dal fatto che il suo sito risulta particolarmente curato e ricco di materiali, le abbiamo rivolto qualche domanda…

Proprio in questi giorni stai rilasciando il tuo nuovo singolo, “Who’s Gonna Be?”, un singolo che sicuramente rappresenta un cambiamento importante rispetto al tuo passato dance...
“Esatto, sto cercando di tornare alle origini. Io ho iniziato con il gospel e con il jazz e poi sono passata al pop, girando tutta Torino con le band quand’ero piccola. E quando 8 anni fa ho iniziato a fare dance, è stato davvero per caso: quindi adesso ho deciso di ritornare al pop. Anche un po’ rock, se vogliamo.

Nonostante questo cambiamento di genere, la produzione è rimasta sempre la stessa?
“Sì, il produttore è Alex Bagnoli di Modena,  da sempre: la nuova etichetta invece è la Melodica di Brescia, che pur essendo prettamente dance, ha accettato questo progetto ben sapendo che di dance “pura” non si trattava.

Come mai hai deciso questo “ritorno alle origini”?
Anche se devo molto alla dance, il mio cuore propende più verso altri generi di musica. Poi c’è anche una questione di maturità: probabilmente non ho più nemmeno l’età per andare in discoteca e quindi sto cercando di portare nella musica il riflesso di quello che sono io in questo momento.

Da un punto di vista più musicale stai quindi abbandonando le sonorità elettroniche per una musica che in un certo senso è anche più “suonata” e che tende anche ad un’esperienza “live” con una band?
Ci sarà sempre qualcosa di elettronico, e mi riferisco soprattutto ai campionamenti, però stiamo lavorando per mettere un su un gruppo live per fare serate in giro per l’Italia. E per il prossimo album spero di inserire molti strumenti acustici.

Per quanto riguarda la promozione, invece, come vi state muovendo?
Il singolo si comincia già a sentire per radio, mentre nei negozi verso metà novembre ci sarà il disco con 5 versioni diverse e con il video. Poi sono già in programmazione alcune trasmissioni televisive come Cd Live su Rai 2, Telethon a dicembre e alcuni passaggi su Sky: e dopo ci regoleremo a seconda della risposta dei media. Un’importanza primaria però la stiamo dando al sito internet, www.neja.it, che vi invito a visitare.

In effetti abbiamo visto che il tuo sito è molto curato e ben fatto, sia dal punto di vista grafico che della richezza dei materiali e della facilità di navigazione per l'utente: come mai stai puntando così tanto sul web?
Penso che il futuro della musica non possa che passare per Internet, e  credo che il Web vada sfruttato come una risorsa per la diffusione della musica. Il fatto che sia sempre additato dalle major discografiche come una delle ragioni per la crisi del mercato è vero solo in parte: bisogna cercare di utilizzare internet in maniera intelligente. Sul mio sito ad esempio mentre l’utente naviga può ascoltare alcuni minuti delle mie canzoni che partono automaticamente: scaricarsi un cd intero da internet è sbagliato perché così sì fa un torto a chi ha lavorato molto duramente per realizzare un prodotto di qualità. Ma far ascoltare alcuni promo per far avere un’idea delle nuove canzoni e del proprio stile credo sia del tutto legittimo.
Oltre alle canzoni che fanno da colonna sonora alla navigazione e alle sezioni “classiche” come la Gallery o la Discografia, il tuo sito contiene  anche un Fan Club, un Forum e soprattutto un tuo Diario; senza dimenticare i tuoi videoclip che è possibile visualizzare in streaming e in 3 diverse versioni a seconda della velocità di connessione...
Sì, abbiamo cercato di rendere il sito molto ricco di sezioni e di materiali, mantenendo però allo stesso tempo una grande facilità di navigazione e cercando di rendere i contenuti fruibili dal maggior numero di persone possibile: anche perchè sappiamo che il target di questo disco e della mia musica in generale è un target di giovani, che sono sempre molto attenti e recettivi verso le nuove tecnologie.
Un’altra delle possibilità che ti dà internet inoltre è quella di mantenere un contatto con il pubblico che prima era impensabile: è per questo che tengo personalmente il Diario dove racconto ai visitatori del sito tutto quello succede durante i miei viaggi e durante la mia vita in generale.
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