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MediaZone è un progetto della Facoltà di Scienze della Comunicazione e del Dipartimento di Sociologia e Comunicazione dell'Università di Roma "la Sapienza"
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"La svolta? Non c'è stata"/3

Intervista a Sara Bentivegna - terza parte
di Simone Esposito
30/01/2007

 Il video dell'intervista (terza parte)


Leggi l'intervista:   PARTE 1  |  PARTE 2  |  PARTE 3  |  PARTE 4

Andiamo alla partecipazione “orizzontale”, quella dei naviganti che hanno dato vita a blog, a comunità, a dibattiti, a discussioni, e che hanno animato molto lo spazio web durante la campagna elettorale. Ci sono stati addirittura casi di mobilitazioni nati direttamente dalla Rete, le smart mobs, con il caso del blog “Sono un coglione”. Alcuni hanno gridato: è nata la possibilità di scendere in piazza da soli, senza bisogno di una convocazione, senza bisogno del leader, senza bisogno di qualcuno che chiama. A noi è sembrato un fatto positivo, ma ancora troppo prematuro per essere considerato rivoluzionario.

"Quel caso particolare non credo abbia dato vita a risultati così eclatanti e significativi sul fronte della campagna in sé. Penso però che sia stato un utile campanello d’allarme, se così vogliamo chiamarlo, per quello che riguarda la possibilità di uso di Internet da parte dei soggetti. È evidente che in quel caso c’è stata anche una forte componente di autoreferenzialità, nel senso che poi alla fin fine si sono ritrovati in 200 persone. Questo non  giustifica l’attenzione che è stata data all’evento in sé. Ma è giustificabile se si fa riferimento al fatto che tantissimi soggetti, pur senza essere andati all’appuntamento convocato, hanno comunque iniziato a mandarsi messaggi, a mandare messaggi allo stesso blog, o eventualmente a parlare dell’evento stesso. Allora da questo punto di vista sicuramente quell’episodio può essere ricordato come un timido, goliardico modo per manifestare un’alterità d’uso della Rete".

Lei ha parlato di goliardia, che è uno degli elementi da sempre caratteristici della campagna elettorale in Italia su Internet, a cominciare dalle parodie dei manifesti di Berlusconi del 2001. Perché proprio questo è uno degli elementi che  in questi anni si è sviluppato in Rete più velocemente?

"Non è un dato soltanto italiano, anzi. Negli Stati Uniti, così come anche in Inghilterra, è anche più diffuso. Quindi è un dato probabilmente frutto della diffusione della Rete, cioè Internet stesso facilita questa forma di espressione. Satira e goliardia possono essere considerate forme di partecipazione politica innovativa e non convenzionale. Forme di partecipazione, peraltro, che possono essere messe in atto dai soggetti più diversi, con costi in termini di tempo, impegno, e contenuti anche elevati, perché taroccare il manifesto, inventarsi delle vignette, non è una cosa veloce e priva di impegno".


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riferimenti
Sara Bentivegna è docente di Teorie delle comunicazioni di massa e di Comunicazione politica presso la Facoltà di Scienze della comunicazione dell'Università di Roma "La Sapienza"
INDICE DELL'INCHIESTA
Introduzione: e-lettori.it
1. L'Italia digitale vota proporzionale: le novità della campagna 2006
2. I partiti: partecipazione? No, grazie!
3. "La svolta? Non c'è stata". Intervista a Sara Bentivegna
4. Navigo ergo partecipo: da "Incontriamoci" alle flash mob
5. "Un network per fare politica un quarto d'ora al giorno". Intervista a Giulio Santagata
6. Da e-elettori a cittadini in Rete
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