Il video dell'intervista (prima parte)
"Parto da quest’ultimo dato: io Trippi non lo conosco, non l’ho mai incontrato, forse avrà parlato con altri ma con me no".
Mi avrebbe fatto piacere il suo contributo, è uno dei migliori, ma non ha lavorato con noi.
"Incontriamoci” nasce dalla chiara percezione, avuta dalla “Fabbrica del Programma”, di una crescente disponibilità di una parte degli italiani a partecipare in forme diverse alla vita politica. Una richiesta di canali di partecipazione che non fossero quelli classici mediati dai partiti ma che fossero più diretti e autonomi. La “Fabbrica” ci aveva mostrato migliaia di cittadini interessati ai temi del programma, a dire la loro, a esporsi. Ho pensato di raccogliere questa cosa facendola uscire dalla gabbia programmatica e facendola “esplodere”, se possibile, sul versante più generale della partecipazione alla campagna. “Incontriamoci” nasce dall’esperienza di “Meetup”, non ce lo nascondiamo, cerca di applicare alcune sue logiche alla realtà italiana. Il punto centrale è scommettere sulla capacità di auto-organizzazione dei militanti: abbiamo chiesto loro di dimostrarci che c’è spazio per un’iniziativa che non prenda immediatamente la forma piramidale dell’organizzazione tradizionale, che rimanga totalmente reticolare, dove l’unico momento di coordinamento è un momento di servizio, appunto, il sito.
"Perché i partiti hanno un modello organizzativo di tipo “fordista”, si direbbe. Conoscono solo quello: divisione delle responsabilità a cascata, spesso dal vertice verso la base, e difficilmente il contrario; è un modello che non si presta alla bidirezionalità. Internet diventa un comodo, veloce canale informativo ma mai un canale di comunicazione bilaterale: è il vero limite dell’uso del web nella politica italiana. Noi abbiamo pensato che invece questa bilateralità fosse utile, anche se non abbiamo osato neppure noi fare fino in fondo l’operazione, ad esempio trasformando “Incontriamoci” in un blog, anche perché le esigenze di mediazione erano troppo forti per le nostre forze; quindi ci siamo limitati a offrire un nodo della Rete in cui favorire lo scambio di informazioni e dare visibilità e dignità organizzativa alle azioni dei singoli. Che è già una bella novità".

Giulio Santagata è stato il responsabile della campagna elettorale di Romano Prodi. Attualmente è ministro per l'Attuazione del programma nel secondo governo del Professore
INDICE DELL'INCHIESTA
Introduzione: e-lettori.it
1. L'Italia digitale vota proporzionale: le novità della campagna 2006
2. I partiti: partecipazione? No, grazie!
3. "La svolta? Non c'è stata". Intervista a Sara Bentivegna
4. Navigo ergo partecipo: da "Incontriamoci" alle flash mob
5. "Un network per fare politica un quarto d'ora al giorno". Intervista a Giulio Santagata
6. Da e-elettori a cittadini in Rete