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"Un network per fare politica un quarto d'ora al giorno"/3

Intervista a Giulio Santagata (terza parte)
di Simone Esposito
30/01/2007

 Il video dell'intervista (terza parte)


Leggi l'intervista:   PARTE 1  |  PARTE 2  |  PARTE 3  |  PARTE 4

Una passione “risuscitata” dalle Primarie del centrosinistra: un terremoto nella tradizione politica italiana che ha generato aspettative enormi. Oggi “Incontriamoci” si candida a fare da traino a una di queste attese, quella verso il Partito Democratico. Cosa intendete fare?

"Le Primarie sono state un momento alto e anche gratificante, appunto. I militanti hanno visto per la prima volta che c’è la possibilità di contare in maniera diretta. Noi riteniamo che il Partito Democratico sarà davvero un partito nuovo e diverso se riuscirà a mantenere questo modello di partecipazione, che vuol dire tradurlo in un modello di organizzazione del partito che faccia spazio alla gente e che non ripercorra le forme tradizionali. La gente di “Incontriamoci” lavora per questo obiettivo, con la certezza che conviene alla politica avere una pluralità di canali e un rapporto diretto con i propri elettori. Poi la partecipazione è una brutta bestia, nel senso che più la alimenti più diventa esigente, quindi capisco le difficoltà della politica nei confronti dell’apertura. Ma se vogliamo essere davvero un partito nuovo a questo non possiamo rinunciare: vanno bene le idee di governo, ma a connotarci deve essere la pluralità. “Incontriamoci” lavora per dimostrare che tutto questo è possibile e funziona".

Apriamo una finestra sui risultati dell’e-campaigning in termini di consenso creato: la campagna 2006 è stata ancora una volta fortemente telecentrica, eppure sta arrivando qualche primo dato che dimostrerebbe una diminuzione del potere di influenza politica della tv, mentre la Rete starebbe aumentando la sua capacità di generare consenso attraverso l’influenza personale.

"Anch’io ero fra quelli che pensava che il potere della tv fosse calato, ma mi devo ricredere ancora una volta: in questo Paese non è così. Basta guardare dove anche stavolta ha preso i voti il centrodestra, che sfonda sugli anziani a bassa scolarità e su tutte le categorie più esposte alla televisione. Internet ha delle grandi potenzialità, ma non dobbiamo relegarlo ad essere un quotidiano elettronico o un sostituto della posta. Deve essere il canale della comunicazione bidirezionale, e su questo siamo molto indietro. “Incontriamoci” ha avuto dei bei risultati: i suoi militanti hanno organizzato più di mille incontri. E tutto questo nonostante una campagna elettorale senza territorio e senza candidati. Noi avevamo modellato il sito sul maggioritario, il ruolo del candidato di collegio sarebbe stato fondamentale per la riuscita della proposta. Il proporzionale, con liste bloccate e nessuna preferenza, ha rarefatto tutto ai leader che si scontrano in televisione e cancellato il contatto diretto con i candidati, togliendo appeal a un network come il nostro. Mille incontri sarebbero stati molto più produttivi con un rapporto personale con il candidato locale e avrebbero contato anche di più. È stata davvero una campagna strana: noi avevamo candidati che non sapevano cosa fare, dove muoversi, come comportarsi. In questo quadro non possiamo proprio lamentarci".


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riferimenti

Giulio Santagata è stato il responsabile della campagna elettorale di Romano Prodi. Attualmente è ministro per l'Attuazione del programma nel secondo governo del Professore


INDICE DELL'INCHIESTA
Introduzione: e-lettori.it
1. L'Italia digitale vota proporzionale: le novità della campagna 2006
2. I partiti: partecipazione? No, grazie!
3. "La svolta? Non c'è stata". Intervista a Sara Bentivegna

4. Navigo ergo partecipo: da "Incontriamoci" alle flash mob
5. "Un network per fare politica un quarto d'ora al giorno". Intervista a Giulio Santagata
6. Da e-elettori a cittadini in Rete

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