Il processo di digitalizzazione legato al mondo della Tv non solo sta portando un considerevole aumento dell’offerta, ma sta progressivamente ridefinendo il modo di usare questo mezzo: il passaggio dall’analogico al digitale non è rappresentato solo dalla semplice conversione del segnale in bit, ma propone all’utente nuove opportunità di interazione e di personalizzazione.
La Tv digitale può offrire molto al suo pubblico (centinaia di canali, programmi di nicchia, contenuti di archivio ecc…), ma si pone un problema: il telespettatore, in molti casi, si ritrova a non saper gestire tutte queste proposte. Un abbonato, ad esempio, della Tv satellitare o via cavo ha a disposizione centinaia di canali, ma solo alcuni sono veramente conosciuti e utilizzati e, spesso, non riesce a trovare ciò che desidera e non visiona molti contenuti potenzialmente di suo interesse.
Si sta verificando per la Tv digitale un sovraccarico di informazioni che non permette all’utente di usufruire di tutto ciò che è pertinente alle sue esigenze.
Una soluzione al problema dell’abbondanza di contenuti possibili con la Tv digitale e alle difficoltà dell’utente a gestirli, è stata elaborata dai ricercatori dei laboratori HP di Palo Alto e dell’USC School of Cinema Television con il progetto PHIZ, che prevede l’elaborazione di canali virtuali costruiti in base ai gusti e gli interessi dell’utente stesso.
Proprio come accade sul Web, dove l’utente ha una serie di modalità per ricercare le informazioni di proprio interesse (come i motori di ricerca e i suggerimenti di altri navigatori offerti dai sistemi di recommendation), allo stesso modo si vogliono offrire degli opportuni strumenti di ricerca anche per la Tv digitale che permettano di selezionare in maniera più agevole e funzionale i contenuti richiesti dal telespettatore (rispettando il più possibile la metafora televisiva).
Gli ideatori di PHIZ (Rowson, Gossweiler e MacDonald) hanno elaborato un prototipo predisponendo diversi modi in cui l’utente può costruirsi il proprio canale virtuale (Virtual Channel) e il proprio programma (Custom Show): per effettuare le ricerche sui contenuti disponibili, si sfrutta la stessa logica dei motori di ricerca e dei recommendation system del Web, ma è adattata al formato televisivo utilizzando come risultato visivo, al posto dei link, dei video preview e specifici template dove organizzare le informazioni.
La logica alla base del progetto PHIZ è quella dei database: c’è un grande archivio di contenuti indicizzati (canali, programmi Tv, clip video su specifici argomenti) che sono selezionati dall’utente in base alla propria lista di preferenze, temi chiave, scelte effettuate da un gruppo di amici o suggerimenti (visibili come anteprime video) collegati agli interessi manifestati; il risultato della ricerca (elaborato con l’ausilio di un Set Top Box dotato di hard disk) è mostrato attraverso un “Virtual Channel” a tema (cioè è un canale tematico, il cui argomento è scelto dall’utente, che aggrega ciò che è stato registrato o scaricato) o direttamente in un “Custom Show”, dove attraverso specifici template, si confeziona, utilizzando più fonti, un proprio programma in maniera accattivante ed agevole per l’utente abituato ad utilizzare la televisione.
Ad esempio, il telespettatore di PHIZ, utilizzando uno dei template disponibili, può elaborare il proprio canale di news selezionando le fonti giornalistiche, ovvero scegliendo i programmi di informazione che preferisce; oppure può costruire il proprio show sportivo scegliendo da quale canale/clip/programma riprendere le azioni, le interviste e i commenti.
Ciò che si vuole offrire al telespettatore (attraverso opportuni metodi di ricerca e sistemi di recommendation) è il potere di cercare e scoprire i programmi preferiti e, quindi, dare l’opportunità di costruire un palinsesto su misura che rispecchia le proprie esigenze e gusti realizzando una forte personalizzazione del mezzo.
L’intenzione è quella di fornire un prodotto in grado di soddisfare le esigenze delle varie nicchie utilizzando al meglio l’abbondanza di contenuti disponibili. Non bisogna dimenticare, infatti, l’importanza delle nicchie che, come ha evidenziato Chris Anderson in un suo articolo, popolano la “Long Tail”, ovvero una “lunga coda” rappresentata da tutti quei prodotti non popolari che in un’economia digitale possono costituire una nuova opportunità di business.
L’abbondanza di contenuti disponibili in un mondo dell’entertainment sempre più digitale, pone le basi per avanzare riflessioni sempre più concrete sul prossimo scenario mediale che vede una progressiva ridefinizione dei modelli di fruizione dei mezzi, grazie anche alle nuove possibilità di personalizzazione e di interazione offerte all’utente.
