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MediaZone è un progetto della Facoltà di Scienze della Comunicazione e del Dipartimento di Sociologia e Comunicazione dell'Università di Roma "la Sapienza"
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Un progetto di comunicazione digitale per "aumentare" la Facoltà di Scienze della Comunicazione

SDC++ Più che offline, più che online

di Vincenzo Iannetti
28/06/2007

Una Facoltà aumentata
Il modello di analisi e progettazione
La ricerca sulla Facoltà di Scienze della Comunicazione della “Sapienza"
SdC + VIDEO
L’outdoor tv e l’università
SdC+Blu
Il Bluetooth e gli studenti di SdC alla Sapienza
L’evoluzione di SdC++

Una Facoltà aumentata

Qui e ora tutte le informazioni producono il loro significato.

I dati sono altrove, sempre più spesso archiviati in formato digitale e veicolati attraverso la rete Internet a chiunque sia online, solo a chi è online. Nelle strade e nelle piazze, nei luoghi di transito e di attesa, siamo offline. Dovunque non ci siamo personalmente attrezzati per connetterci, in maniera più o meno costosa,  l’informazione ci manca.

Se ho dimenticato di controllarlo, chi mi dice in che aula si tiene quel seminario che mi interessa? Se mi trovo a passare di qui, come faccio a capire quali sono le attività in corso? Se ho consultato il sito Internet ieri sera, come faccio a sapere se ci sono aggiornamenti dell’ultimo minuto?

Qui e ora, posso chiedere alle persone, cercare sui muri e leggere le insegne, attingere al patrimonio di informazioni che si sedimentano nei luoghi.

Nel progetto SdC++ il sistema di comunicazione digitale non vuole sostituire, ma integrare queste conoscenze diffuse negli spazi dove abita e lavora quotidianamente una comunità scientifica. Le informazioni già disponibili su Internet vengono visualizzate sugli schermi posti lungo i muri della Facoltà, scaricate e conservate sui dispositivi mobili (cellulare, palmare, laptop). Senza andare su Internet. Passeggiando sotto il portico o salendo le scale, incontriamo una “finestra” (SdC+VIDEO) da dove osservare cosa c’è online, un “distributore automatico” (SdC+BLU) dove prelevare le informazioni. È difficile dire se in quel momento ci troviamo online o offline; SdC++ è più di una Facoltà semplicemente offline, è più di una Facoltà semplicemente online.

esempio dell'installazione nella Facoltà

Fig.  1 – Le applicazioni di SdC++

Il modello di analisi e progettazione

Non c’è un modo di aumentare la realtà fisica. Le scelte progettuali devono conciliare la mappa dei luoghi, i bisogni degli utenti e i loro comportamenti abituali negli spazi.  È necessaria una conoscenza approfondita del contesto per cui si progetta: il sistema di schermi digitali deve essergli cucito addosso, per determinare:

  • scelta delle zone di contatto;
  • numero di display da installare (in relazione all’investimento);
  • caratteristiche dei display;
  • ubicazione dei display all’interno delle zone di contatto;
  • tipologia di contenuto dei display;
  • autoconsistenza dei contenuti presenti sugli schermi / integrazione con altri mezzi;
  • presenza e misura di un loop di programmazione.

Le variabili che influenzano queste scelte riguardano l’organizzazione che commissiona il progetto di comunicazione, i contenuti inviati, le proprietà fisiche e tecniche degli schermi installati, le caratteristiche delle sedi e dell’utenza.

COMMITTENZA

CONTENUTI

SCHERMI

LUOGO DI INSTALLAZIONE

UTENZA

Possibilità di integrazione con altri canali a disposizione

Informazione oppure intrattenimento

Tipo di contenuto

Numero di contenuti

Rapporto tra numero di contenuti e numero di display

Quantità e lunghezza testi / velocità di consultazione

Pertinenza dei contenuti rispetto al luogo

Livello di personalizzazione

Grandezza del display e dei caratteri

Distanza di visione

Orientamento

Frequentazione degli spazi

Frequenza dei transiti

Successione dei segmenti di percorso fruiti dagli utenti

Fruizione in sosta oppure fruizione in transito

Tempo di visibilità del display

Variabilità dei percorsi

Dotazione tecnologica e dieta mediale


Possesso Bluetooth

Per rilevare questi dati vengono impiegati i seguenti strumenti d’indagine:

  • questionari somministrati agli utenti target;
  • osservazione dei percorsi (frequenza e velocità di percorrenza).

L’attenzione viene posta sui flussi oltre che sugli spazi:  per indagare questioni legate a una fruizione in punti di transito, e non solo in punti di sosta, viene considerata anche la dimensione del tempo.

La ricerca sulla Facoltà di Scienze della Comunicazione della “Sapienza”

All’interno della Facoltà di Scienze della Comunicazione sono stati somministrati questionari a 200 studenti e osservati 100 percorsi di utenti all’interno delle sedi di via Salaria 113 e via Principe Amedeo 184.[1]

Dalla ricerca [2] è emersa una stretta relazione tra i vari comportamenti messi in atto dagli studenti e gli ambienti frequentati. Alcuni spazi sono utilizzati soltanto per il transito da un ambiente all’altro, in altri invece si rimane per un tempo più lungo; in alcuni si preferiscono poche informazioni essenziali, da raccogliere velocemente, altrove si ricercano contenuti più approfonditi, anche relativi all’intrattenimento.

Il calcolo dei tempi di percorrenza e sosta degli studenti in ognuno di questi segmenti di spazio ha determinato la scelta di installazione dei display, mentre la selezione dei contenuti è stata ponderata sulla base delle preferenze espresse e del tempo di permanenza medio nell’angolo di visione del display.

Progettato coerentemente con questi risultati, SDC++ si articola in:

  • SdC+VIDEO
  • SdC+BLU

SdC + VIDEO

SdC+Video utilizza al momento 5 schermi LCD (4 nella sede di via Salaria  e 1 nella sede della ex caserma Sani), per informare sulle attività in corso e promuovere appuntamenti.

Nella versione attuale lo spazio dello schermo è dedicato alla trasmissione di due categorie di contenuti.

esempio sdcvideo

Fig.2: Esempio di una schermata del 13 giugno 2007

Nella sezione “Qui e ora”, viene trasmesso in tempo reale l’elenco delle attività in corso nella sede (lezioni, convegni, servizi organizzativi e didattici aperti al pubblico). Il restante spazio è dedicato alle news e agli appuntamenti culturali (vengono visualizzati 2-3 “strilli” al giorno) in programma nei giorni successivi alla trasmissione sugli schermi (vedi Fig.2).

Il sistema SdC++ è interamente web based e integrato nel sito della Facoltà, pertanto  può raccogliere tutti i contenuti pubblicati quotidianamente sul sito [3]. Il criterio utilizzato per selezionarli volta per volta è la prossimità: le lezioni in corso ora e in questa sede, le scadenze amministrative di domani, il convegno di questa settimana. In virtù di questa integrazione, i processi di pubblicazione sono ottimizzati e alcune procedure automatizzate.

Pur mantenendo un layout comune, su ogni singolo schermo si possono visualizzare argomenti diversi, per agevolare la selezione dei contenuti (criterio di prossimità) e per guidare via via gli utenti lungo un percorso (gira a destra, ora sali le scale, ora gira a sinistra). Allo stesso tempo, la possibilità di visualizzare gli stessi contenuti su schermi collocati in luoghi anche lontani permette di costruire un ponte virtuale che semplifica la comunicazione tra le diverse sedi di una stessa istituzione, tra i diversi spazi frequentati dallo stesso pubblico.

L’outdoor tv e SdC+Video

Da circa due anni in Italia, e soprattutto nell’area di Roma, va crescendo l’attenzione attorno al fenomeno della “videocomunicazione outdoor”.  Con questo  neologismo si indica  il processo di  riempimento degli spazi pubblici con schermi LCD sui quali vengono trasmesse informazioni di servizio, flussi video prodotti ad hoc, messaggi pubblicitari.

Durante la ricerca di sfondo sono stati analizzati i percorsi di videocomunicazione installati nelle stazioni della metropolitana di Roma, nell’area della stazione Termini e nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma TRE. Rispetto ai progetti citati, SdC++ marca le seguenti differenze:

  • scelte progettuali strettamente connesse allo studio del contesto specifico;
  • differenziazione dei contenuti erogati a seconda della localizzazione di ciascuno schermo;
  • integrazione di fruizione pubblica (schermi LCD) e privata (dispositivi mobili personali) ;
  • contenuti prevalentemente pensati per una fruizione rapida (punti di transito) piuttosto che flussi audiovisivi che richiedono la permanenza in uno stesso luogo (punti di sosta).
  • stretta integrazione con l’offerta web, sia dal lato front end (possibilità per gli utenti di recuperare e approfondire i contenuti trasmessi) che dal lato back office (possibilità per i redattori di automatizzare in parte le procedure di aggiornamento)

SdC+Blu

ProximaIl progetto SdC+Blu nasce dalla collaborazione con Medita Srl. Utilizza la tecnologia Bluetooth, accessibile a circa il 80% dei cellulari “attivi” in Italia, per gestire una comunicazione personale tra la Facoltà e ciascun utente.

Medita Srl ha messo a disposizione Proxima, una  soluzione di Digital Proximity Marketing basata su connettività Bluetooth.

Con Proxima è possibile inviare file di ogni genere a tutti i dispositivi dotati di Bluetooth nel raggio di 10-100 metri[4], senza nessun costo di connettività né per l’utente né per chi fornisce il servizio.

Studenti, docenti ed ospiti della Facoltà possono ricevere informazioni sui loro cellulari, laptop e palmari; gli aggiornamenti vengono gestiti comodamente attraverso la rete Internet.

I contenuti sono calibrati sulle esigenze del target e sulla sua dotazione tecnologica. La soluzione su cui ci si è orientati per SdC+BLU prevede:

  • immagini e testo (gif animate di pochi frame con un massimo di 100 caratteri ciascuno) per promuovere eventi e aggiornamenti legati alla didattica. La gif animata si è rivelata durante i test un formato ampiamente accessibile ad un gran numero di dispositivi, anche se la sua gestione non è sempre comoda per l’utente;
  • file di testo con le ultime notizie pubblicate dai docenti. La gestione di un file di testo somiglia a quella di un sms, ma il formato non è supportato da tutti i modelli di cellulari
  • documenti (prevalentemente pdf) destinati a laptop e palmari, scaricabili come “cartella stampa digitale” solo in occasioni di convegni dal “distributore” installato presso il Centro Congressi di Ateneo.

      esempio di campagna SDC+BLU

Fig.3: Esempio di campagna trasmessa via Bluetooth sui cellulari

SDC+BLU permette agli utenti di raggiungere le informazioni disponibili su Internet senza collegarsi a Internet e di archiviarle per poterle consultare in un secondo momento. Una volta scaricati i dati, gli utenti possono applicare cambiamenti ed aggiungere annotazioni, ma soprattutto possono inoltrarli a chi non si trova fisicamente in Facoltà.

A basso costo (via sms) o a costo nullo (via bluetooth) il contenuto si può diffondere in maniera virale tra gli utenti effettivamente interessati, lungo la rete di relazioni del “portatore”, con grandi vantaggi per chi li fruisce (aggiornamenti dell’ultima ora sulla didattica) e per la Facoltà (promozione di convegni ed eventi).

Il Bluetooth e gli studenti di SdC alla Sapienza

Nel variegato panorama delle tecnologie per la trasmissione wireless di contenuti digitali il Bluetooth, rispetto alle tecnologie alternative, presenta vantaggi relativi ai costi e alla diffusione dei dispositivi compatibili.

 

Bluetooth

Wi-Fi

UMTS

Rfid

Comunemente supportato da

Cellulari, palmari, laptop

Palmari, laptop

Cellulari 3g

Pochi dispositivi portatili, scarsamente diffusi.

Spazio coperto

10 -100 metri a seconda del dispositivo

Variabile

Copertura garantita dall’operatore di telefonia

Da pochi cm a diversi metri

Costo per l’utente

nullo

In relazione alle policy attivate nell’area coperta

Tariffe stabilite dall’operatore

nullo

L’indagine diretta ad indagare  il possesso e le modalità di utilizzo di questa tecnologia ha evidenziato  che il 66% del campione intervistato è in possesso di un cellulare, un palmare oppure un laptop dotato di tecnologia Bluetooth.

possesso bluetooth

Fig 4

Di questi studenti, più della metà utilizza almeno una volta alla settimana il Bluetooth per scaricare o scambiare contenuti e addirittura il 12,9% dichiara di farlo ogni giorno.

frequenza utilizzo bluetooth

Fig.5  – Frequenza di utilizzo della tecnologia Bluetooth da parte degli studenti in possesso di terminali mobili che siano dotati di questa tecnologia.

Sul totale degli intervistati (comprendendo anche gli studenti che non dispongono del Bluetooth) l’85,5% sarebbe disposto ad utilizzare i servizi di download in mobilità per i contenuti erogati dalla Facoltà.

disponibilità a usare il bluetooth

Fig 6

L’evoluzione di SdC++

Per essere aggiornati in mobilità non è necessario essere online. Nello spazio aumentato la comunicazione avvolge letteralmente l’utenza: non c’è bisogno di connettersi a Internet con un dispositivo personale, in maniera spesso onerosa,  o attraverso postazioni condivise, spesso affollate.

Procedendo in questa direzione, SdC++ grazie alla collaborazione con Medita Srl punta a rendere bidirezionale il flusso via Bluetooth verso un “muro” virtuale dove sarà possibile non solo prelevare ma anche depositare contenuti, indirizzandoli a un preciso utente. L’obiettivo finale è quello di costruire una rete tra persone che superi i confini di Internet e i confini della Facoltà, riproducendo e aumentando la ricchezza delle  comunicazioni che quotidianamente si instaurano nei luoghi, fino a connettere l’intera area della Sapienza, Università di Roma.

[1] Le due sedi presentano sostanziali differenze nell’architettura degli edifici e nella loro destinazione d’uso. La sede di via Salaria 113 è considerata centrale e vi si trovano, oltre alle aulee destinate alla didattica, il Centro Congressi, i laboratori, la biblioteca, gli uffici di presidenza. Nella ex Caserma si tengono lezioni e si trova la segreteria amministrativa.

[2] L’indagine si deve al lavoro svolto da Vincenzo Iannetti e confluita nella sua tesi di laurea magistrale ” I display di FollowSdC. Come videocomunicare la Facoltà di Scienze della Comunicazione”  conseguita ad aprile 2007.

[3] Il sito web della Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza ( www.comunicazione.uniroma1.it ) prevede accanto a una redazione centrale le “bacheche elettroniche” aggiornate continuamente e autonomamente dai singoli docenti. I contenuti sono pertanto  numerosi e gli aggiornamenti molto frequenti.

[4] Le dimensioni dell’area coperta dipendono dal dispositivo in possesso dell’utente e dalla numerosità di terminali connessi contemporaneamente.

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riferimenti

proxima evoProxiMa, la soluzione Medita per il digital proximity marketing

Engelbart, D. C. Augmenting human intellect: A conceptual framework (AFOSR-3223). Stanford Research Institute, Menlo Park, California, 1962.

Manovich, L. (2002). The poetics of augmented space: Learning from Prada, in Visual Communication 5(2), Sage Publications, London 2006, pag 219-240.

Weiser, M. The Computer for the 21st Century. Scientific American, 1991, 265 (3), pp. 94-104.

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