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Attualità

La parabola del boss tra mito e realtà

I due volti del personaggio Provenzano

di Alessandro Mastroluca
13/04/2006

Bernardo Provenzano
IL PADRINO E IL PASTORE: le due anime di Provenzano. Quarantatrè anni di latitanza ci restituiscono “il boss dei boss” vecchio, malato, rinchiuso in una masseria cadente, mentre fa bollire la cicoria e si fa il formaggio. Possibile che quest’uomo, con i foglietti di carta e una vecchia macchina da scrivere elettrica, sia davvero il capo di Cosa Nostra?

Le immagini dell’arresto generano un misto di soddisfazione, di gratitudine verso le forze dell’ordine, e un pizzico di delusione. Perché Provenzano è così diverso da quello delle foto segnaletiche? Il boss ha fatto dell’assenza la natura della sua quasi-leggenda: da questo punto di vista, è simile a Enrico Cuccia, capace come pochi di alimentare il mito di sé stesso semplicemente nascondendosi da tutti. Provenzano è stato, per quattro decadi, un boss virtuale, un uomo d’aria. I media ne hanno coltivato un’immagine nutrita di cinema hollywoodiano. L’hanno chiamato padrino, “l’ultimo padrino”, e la mente correva al primo, Michael Corleone. Dicevano Provenzano e vedevano Marlon Brando.

Gli è stato cucito addosso un personaggio, un modo di essere, e le foto segnaletiche, costruite invecchiando l’unica disponibile, lo dimostrano. Sono foto “artificiali”, che riflettono uno schema mentale, magari anche involontariamente. Lo sguardo fiero, gli zigomi pronunciati, il mento tagliente: è l’immagine vitale di un boss hollywoodiano. Eppure i pentiti lo hanno definito un assassino senza scrupoli con un cervello di gallina. Ma il personaggio per anni ha preso il sopravvento sull’uomo. Per questo ci saremmo aspettati di vederlo in abito grigio, magari in gessato, le scarpe lucide, in una villa piena di comfort. Invece ci siamo ritrovati un vecchio con le guance cascanti, gli occhiali, una camiciola da due soldi in una masseria abbandonata.

La cornice è a dir poco agreste: la cicoria che bolle, il formaggio fatto in casa, un sacco a pelo su una rete. Questa è stata la vita del boss, tornato nella sua Corleone, crocevia delle due storie. Don Michael iniziò la sua avventura a Corleone, a Corleone finisce la parabola di Provenzano. Il personaggio e l’uomo si toccano senza incontrarsi. Abbiamo cercato il padrino, abbiamo trovato il pastore.
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