Iniziative per gli stranieri in Europa
Quella radio è "clandestina"
STRUMENTO PRIVILEGIATO, la radio, grazie a costi di produzione ridotti, ma anche alla caratterizzazione locale del sistema radiofonico italiano, per cui accanto a pochi grandi network nazionali si collocano una miriade di piccole e medie emittenti capaci di assicurare una presenza territoriale capillare e più raggiungibile da soggetti esterni presenti sul territorio (singoli immigrati, enti locali, associazioni di volontariato) e, al tempo stesso, più adatte ad un target di nicchia come è quello degli immigrati.
Il medium radiofonico appare anche il più innovativo nel suo ruolo di megafono aperto sui problemi dei soggetti deboli, recuperando quella facoltà che le era propria prima dell’avvento della televisione di massa (Cospe, 2002).
Caratteristica della radiofonia odierna è la talk radio, sempre più coinvolta con internet in progetti multimediali, include il cittadino extracomunitario nella categoria dell’esclusione sociale di cui fanno parte i poveri, gli anziani, avvalendosi dell’aiuto di associazioni no profit e di volontariato. Strategia, quest’ultima, messa in luce proprio da trasmissioni come Permesso di soggiorno (Radiouno), che costituisce una sorta di tam tam fra gli immigrati non regolari. Oltre a testimoniare sulle varie facce del fenomeno immigrazione, la trasmissione offre un contributo concreto e una consulenza legale a chiunque lo chieda.
Altri programmi radiofonici prendono in considerazione le tematiche più scottanti connesse con la presenza ed i bisogni degli extracomunitari, testimoniando la precisa volontà di aprire un dibattito serio e concreto sul disagio e la solitudine dei soggetti deboli che hanno bisogno di solidarietà e stimoli veri per vivere con dignità ed ottimismo.
L’intento di questi programmi è quello di un inserimento graduale ma costante al loro interno degli argomenti relativi all’integrazione razziale, per coinvolgere la gente comune in una proficua collaborazione con i soggetti immigrati e per favorire una cultura della solidarietà che deve riguardare tutti i cittadini (Fondazione Censis 2003).
L’Italia oggi è un paese di “libertà”, ma da alcuni anni sta diventando un paese di tante culture. Culture che vanno raccontate e conosciute per permettere che lo straniero, operatore dell’informazione, possa mettersi in prima fila e mettere alla prova la propria sensibilità e professionalità. Faustin Akafack suggerì all’intera cittadinanza di mettere un asterisco sulle mancanze dei giornali e quindi rinviare a delle spiegazioni più dettagliate in fondo alla pagina. Questo era il significato del bello, utile e divertente programma radiofonico Asterisco che egli stesso ha promosso e realizzato.
La comunicazione interculturale cambia necessariamente fase con iniziative di questa natura. Diventa
impegno sociale; contribuisce alla diffusione delle culture altre, di generi musicali particolari, di avventure e disavventure altrui che in fin dei conti sono anche patrimonio di tutta la comunità cittadina (
www.iltamburo.it ).
Asterisco è un magazine radiofonico delle culture altre sulle tematiche dell’immigrazione, ricco di reportage, cronache, interviste, commenti, approfondimenti e musica.
L’organizzazione è curata da cittadini, professionisti o non, della comunicazione e desiderosi di trasmettere una informazione più giusta sulle culture di cui siano portatori.
Punto di riferimento di tali iniziative è il centro interculturale Massimo Zanarelli, crocevia e vivaio di associazioni di stranieri. In questo centro ha sede anche il Forum Metropolitano delle Associazioni dei cittadini non comunitari di Bologna e provincia. La redazione è composta, infatti, da membri di questa associazioni. Per dar voce al più grande numero di realtà e di persone che spesso non hanno spazio per esprimersi. L’obiettivo del progetto è la diffusione delle culture, esibire e raccontare la propria esperienza, valorizzare la situazione dei nuovi cittadini, informare sui servizi e la legislazione, per contribuire alla costruzione di una società multiculturale mutuamente accettata e pacificamente vissuta, aperta all’incontro, allo scambio, al confronto, nel rispetto delle alterità (
www.asterisco.it).
Nel 2004 il programma Asterisco, che trasmette da diverse radio locali bolognesi, vince la prima edizione del premio Mostafà Souhir per il miglior formato radiofonico multiculturale. Gli autori, Raymond Dessi e Faustin Akafack, ottengono il riconoscimento per l’originalità dell’idea di partenza, l’ottima padronanza del mezzo radiofonico, dei suoi tempi e dei linguaggi parlati, la capacità di trattare i temi legati all’immigrazione con un approccio informativo adeguato e l’ottima qualità del prodotto.
Il Premio giornalistico Mostafà Souhir è dedicato alla memoria di un giornalista e attivista di origine immigrata scomparso prematuramente, che ha operato a lungo sui temi della multiculturalità e della comunicazione in Italia e nel mondo e che ha collaborato spesso, nel corso della sua carriera, con Cospe e Controradio.
Il premio, promosso dall’o.n.g Cospe, dalla Fondazione Fabbrica Europa, dall’emittente Controradio, dall’assessorato alle politiche del lavoro e dell’immigrazione del comune di Firenze, con il Patrocinio della regione Toscana, è un riconoscimento concreto che acquista un valore simbolico e che mira non solo a valorizzare le professionalità di origine immigrata che si sono affermate in ambito mediatico, ma anche a fare emergere le potenzialità di un settore, quello dei media multiculturali, estremamente vivace. Un settore che, in Italia e in Europa, sta acquisendo un valore crescente nel panorama editoriale e nella società nel suo complesso. Oltre a svolgere un servizio di interesse pubblico fondamentale per la comunità, infatti, i media multiculturali rappresentano un luogo di discussione e scambio tra i migranti stessi così come tra le comunità minoritarie e quelle maggioritarie, promuovendo il pluralismo culturale e informativo in ambito mediatico. Il premio giornalistico è a cadenza annuale e nel 2004, come già detto è stato il programma Asterisco quello premiato; ora però i suoi autori si stanno già interessando ad un’ altro progetto altrettanto impegnativo e coinvolgente.
Comunicando, il festival della comunicazione interculturale, è un incontro che, nelle intenzioni degli organizzatori, punta a diventare un riferimento, una bussola, per tutti coloro che si interessano ai temi dell’immigrazione partendo dalla comunicazione come elemento strategico. “L’iniziativa” sostiene sempre Akafack “è una proposta di riflessione fra esperti e pubblico utilizzando come collante i servizi video realizzati appositamente. Siamo contrari ad un semplice incontro chiuso tra professionisti, che rimane un discorso fra addetti ai lavori e non amiamo le solite conferenze che lasciano passive le persone, sotto il palco”. Il Festival è in sintonia con la nascita, negli ultimi anni, di diversi progetti comunicativi che lavorano a una rappresentazione dei nuovi cittadini diretta a contrastare l’immagine spesso superficiale che i grandi media restituiscono dello “straniero”. Gli organizzatori puntano alla creazione di un network che copra il territorio nazionale e che riesca a produrre sinergie e prodotti efficaci rispondenti al panorama reale e vicini al sentire di ascoltatori, spettatori, lettori. Il festival può rappresentare un passo importante, a partire dal coinvolgimento di professionisti stranieri.
Questo evento ha incontrato qualche
ostacolo dal punto di vista radiofonico per trovare uno spazio dal quale esprimersi. Ma, dato che la radio, oggi, rappresenta solo
uno fra i canali, si è potuto sopperire attraverso la produzione di alcuni siti internet:
www.asteriscoradio.com e
www.iltamburo.com.
Un’altra esperienza nella multiculturalità è nata a Firenze attraverso il fiorire di
MMC Europe 2000. L’indirizzo web è
www.mmc2000.net ed è destinata alle minoranze etniche in Europa per promuovere “il diritto di parola di milioni di persone nella lingua da loro meglio conosciuta”. Il nuovo progetto è stato presentato nella sede di Controradio a Firenze, emittente che ha curato la messa in onda e in rete, mentre la parte giornalistica ha prodotto i programmi con la regia di Raffaele Palombo.
La prima radio multiculturale on line vede collegate nel progetto MMC Europe emittenti di altre cinque nazioni europee (Svezia, Spagna, Olanda, Inghilterra, Grecia) ed in futuro si prevede di far diventare l’emittente un portale tematico della multiculturalità, allargando il network ai nuovi soggetti extraeuropei (in particolare Africa e America del sud) ed ai nuovi media, quali tv e giornali multilingue on line ed anche una agenzia di stampa.
Presentando dal vivo le nuove trasmissioni, i promotori hanno sottolineato il carattere di servizio dell’emittente e la particolare attenzione ai temi culturali e social, anche con inchieste. La prima è stata sui matrimoni misti (
www.broadcast&video.it ).
Una iniziativa da tenere in considerazione è quella tedesca. Gli immigrati arrivati in Germania negli anni ottanta e novanta sono cambiati nel tempo. Oggi è soprattutto la mappa artistica che parla: la Berlino est di un tempo, ancora riconoscibile, attraversa una profonda trasformazione. Da una parte si spinge verso occidente, si ritrova neo-liberalista e globalizzata, riempie i suoi austeri viali di marche, insegne, neon e discoteche; dall’altra viene “invasa” dai nuovi reduci di paesi excomunisti, che forse vi vedono un legame con il passato e un ponte verso il futuro.
Il fermento artistico e molto creativo della Germania nel biennio successivo alla caduta del Muro, è stato voluto proprio dai giovani dell’est europeo; punto di riferimento di quest’ultimi è Radio Multikulti, la prima radio multiculturale di Berlino, che fin dai suoi esordi ha capito l’importanza e la ricchezza del cosmopolitismo. Nata nel 1994, Radio Multikulti ha nel suo palinsesto programmi russi, dell’ex Jugoslavia, polacchi, turchi, italiani, albanesi.
Dalla sua nascita la Radio ospita una redazione russa una dell’ex Jugoslavia. Il nome di quest’ultima è Most indica l’appartenenza all’Europa centro orientale (Middle-ost) ma in serbo-croato significa “ponte”.
“A guardare il nostro pubblico - dice Adrian Kostrè, il redattore capo - si potrebbe pensare che la Jugoslavia non si sia mai divisa: i serbi ascoltano il programma bosniaco, i bosniaci i notiziari serbo-croati e sloveni, tutti cantano e ballano le canzoni gitane. Quando abbiamo capito che la Jugoslavia non si sarebbe mai più unita, abbiamo cambiato il nostro nome: Most indica questo, un ponte fra i diversi popoli dell’ex Jugoslavia e fra loro e gli abitanti di Berlino”. Radio Multikulti è stata caratterizzata da un movimento vivo ed eterogeneo, che nell’anno dell’allargamento a est dell’UE e quindici anni dopo la caduta del Muro, conferma che l’interazione fra est e ovest è ben avviata. Oggi Berlino è uno dei simboli della civiltà europea, ma in modo del tutto diverso da quello che si aspettavano i tedeschi nel 1989.
Non il motore economico, ma una porta girevole fra est e ovest, fra chiusura e apertura, fra nuovi stimoli e anche nuovi problemi (
www.carta.org ).
È chiaro che quella di Radio Multikulti è una operazione rivolta e pienamente inserita nel contesto ambientale e sociale della Germania; in Italia la situazione è sicuramente differente, ma sono molte le emittenti radiofoniche e i progetti legati alla multiculturalità che portano avanti l’ ideale di abbattimento delle barriere sociali nei confronti delle diversità.
Tra i progetti più interessanti nel panorama italiano c’è un programma radiofonico interamente gestito dagli studenti del primo Corso per operatori nella Comunicazione Multiculturale promosso dall'Agenzia per lo sviluppo Empolese Valdelsa in collaborazione con Radio Fatamorgana.
Il 21 novembre 2003, a pochi giorni dall’elezione del Consiglio degli stranieri per la provincia di Firenze, l’Agenzia ha presentato il suo nuovo progetto per una sempre maggiore integrazione delle comunità straniere presenti sul territorio.
Nato dalla volontà di fornire uno strumento utile ai giovani stranieri che intendono affacciarsi al mondo del lavoro nel nostro paese in modo qualificato e con strumenti aggiornati, e di migliorare i rapporti di comunicazione con le comunità straniere locali, il progetto si propone di favorire l’accesso di queste ultime ai mezzi di comunicazione, fornendo loro le competenze necessarie per operare nella comunicazione a 360° e per ovviare a tutte le problematiche e incomprensioni che potrebbero nascere quando culture, lingue, mentalità, usi e costumi differenti si incontrano. Iniziato nel mese di giugno, il corso sta dando oggi i suoi primi frutti; il percorso formativo, dopo una prima fase teorica durante la quale sono state illustrate le tecniche di comunicazione, il funzionamento di una redazione giornalistica, le strategie di comunicazione, si è spostato sul campo; questa seconda fase pratica si concretizza in un periodo di stage in azienda che è iniziato nel mese di novembre presso Waypublishing, proprietaria di Radio Fatamorgana.
Il progetto affidato agli studenti del corso consiste nello sviluppo del programma radiofonico “Senza confini” che li ha visti impegnati con le tribune elettorali per le elezioni per il Consiglio degli stranieri tenutesi il 30 novembre, coinvolgendo i candidati in dibattiti ed interviste in lingua.
“Crediamo - afferma Tiziano Cini, direttore dell’Agenzia per lo sviluppo Empolese Valdelsa - che un corso come questo oggi sia fondamentale per un paese civile e multietnico come il nostro. Per una duplice funzione: da un lato, non possiamo prescindere dai numerosi stranieri che, in possesso di regolare permesso di soggiorno, sono alla ricerca di un lavoro nel nostro Paese e incontrano serie difficoltà nel trovarlo. Dall’altro, la creazione di professionalità giovani e dinamiche come queste agevoleranno e renderanno più trasparenti le comunicazioni e lo scambio di informazioni con le comunità stranieri locali”.
Sono molti e di diverso rilievo i progetti multiculturali radiofonici che si sono sviluppati negli ultimi anni. TAM TAM è uno di questi, uno spazio d’informazione settimanale sul mondo dell’immigrazione realizzato in sette lingue (italiano, albanese, arabo, francese, serbo-croato, spagnolo) da una redazione composta da immigrati e da giornalisti locali.
La trasmissione, “Maqram-Macor: il Fruili alla prova dell’accoglienza”, è prodotta ormai da sette anni da Radio Onde Furlane con il finanziamento della provincia di Udine, nell’ambito dell’iniziativa Equal.
Il notiziario tratta informazioni di vario genere che riguardano la realtà regionale italiana ma, soprattutto i paesi d’origine degli immigrati. Della redazione fanno parte persone che provengono dall’Albania, dall’Argentina, dal Marocco, dal Camerun, dall’Unione di Serbia e Montenegro, dall’Argentina e dal Ghana.
Tam Tam trasforma, anche se solo per due ore Radio Onde Furlane nella radio delle voci delle culture immigrate, offrendo alla società locale uno spaccato diretto e confidenziale di chi sono cosa portano con se gli stranieri. Attraverso internet, le antenne paraboliche, tv e radio, la redazione raccoglie ogni settimana notizie dal continente africano, dal sud America, dalla Jugoslavia, dall’Albania. Inoltre quasi tutte le comunità, presenti sul territorio, sono organizzate con associazioni che ne rappresentano gli interessi e aiutano l’inserimento dei nuovi arrivati; quindi tali associazioni sono referenti essenziali per il progetto informativo Tam tam (
www.tamtam.udine.it).
A Ravenna, altra città altro progetto, ha visto la luce Radio Xenos che sarà la voce degli immigrati. Prima radio africana in Italia, un servizio di informazione di qualità con notiziari, rubriche, spazi di approfondimento in più lingue possibili.
Alionne, direttore di Radio Xenos, non ha dubbi che la sua radio per ora fruibile solo nel web “sbarcherà” in FM; tali propositi così entusiasti sono stati sanciti, nella giornata d’apertura, dalla presenza di personalità importanti come l’ambasciatore del Senegal in Italia, Momer Guey e il suonatore di kora, Pepe Simon Kanante.
I temi affrontati dal palinsesto sono quelli dell’alloggio, del lavoro, del permesso di soggiorno, della padronanza linguistica, dei ricongiungimenti famigliari, dall’incentivazione della microeconomia. I promotori del progetto sono Radio Sherwood e Teleradiocity, emittenti impegnate da tempo nel settore multiculturale e sociale in genere (
www.meltingpot.it ).
La più recente iniziativa di radiofonia multiculturale è rappresentata da Radio voce senza frontiere, domenica 21 marzo 2005 è il 42° anniversario del massacro di Sharpeville, Sudafrica, il giorno in cui furono assassinati diversi manifestanti che protestavano contro l’aparthaid.
Proprio in questo giorno, per la “Giornata nazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale”, l’Amarc, Associazione mondiale delle radio comunitarie, ha organizzato una maratona radiofonica in diretta con le radio comunitarie di tutto il mondo: America del nord, America latina, Africa, Asia, Europa.
E’ stato possibile ascoltare la trasmissione sul canale satellitare di Global Radio e sui siti internet
www.amarc.org e
www.amisnet..org e su quest’ultimo si possono ascoltare, i contributi delle radio europee del broadcast di Radio voci senza frontiere ed una serie di interviste a migranti, operatori ed esperti del settore (
www.meltingpot.it ).
Radio Orange (94.0), austriaca, ha coordinato il canale europeo di “voci senza frontiere”, perciò per questo avvenimento Vienna è stata il centro di raccolta di tutti i servizi europei, la responsabile per la trasmissione e moderazione del programma in Europa e per i collegamenti dal vivo con le radio libere che hanno collaborato. Orange ha approfittato del suo ruolo per svolgere, già nei mesi precedenti, una frenetica attività di contatti con associazioni di migranti in Austria a cui potere offrire la radio come piattaforma pubblica per esprimersi, o ne ha approfittato per curare in modo più intenso e attivo le trasmissioni già esistenti.
Le risorse umane e tecniche che si sono impiegate si sono consolidate poi in tre nuove trasmissioni che vengono trasmesse regolarmente da Orange: una curata da un gruppo di donne persiane, una realizzata da donne e uomini curdi e una fatta da donne dell’America Latina. Tutte e tre le trasmissioni si confrontano con la situazione dei migranti in Austria.
Legata a “voci senza frontiere” c’è il progetto di Polyphonia nel quale radio partner si sono unite. La stessa Radio Orange fa parte del suddetto progetto e all’interno di questo a sviluppato il lavoro di Radio voix sans frontiers.
Si è adoperata all’iniziativa anche Radio Dreyeckland, che attraverso Polyphonia ha coordinato una redazione speciale formatasi per l’occasione e costituita da diverse redazioni, molte delle quali soprattutto in lingue straniere. Oltre a realizzare un servizio tutti insieme per Radio VSF, ci si è anche preoccupati di realizzare uno scambio di trasmissioni tra le più di 50 radio libere presenti in Germania.
Grazie agli incontri regolari che si sono svolti per la preparazione dei servizi e al lavoro di pubbliche relazioni si sono accostati per lavorare regolarmente in radio organizzazioni di migranti che fino ad allora non l’avevano mai usata.
La fase di preparazione non è servita solo per realizzare un palinsesto di 24 ore che è stato trasmesso per tutta la giornata, ma anche per gettare le basi per una collaborazione e un “mescolarsi” tra le diverse redazioni che ha reso possibile una scelta molto varia di servizi per quel giorno e contemporaneamente per collaborazioni future.
Per la Spagna è “scesa in campo” Radio Controbanda, la cui fase preparatoria al progetto ha significato la creazione di un collegamento tra i movimenti e i progetti e le radio libere nazionali.
Nella prima fase è stata fatta una selezione dei contatti possibili ed è stato promosso l’avvicinamento di associazioni di migranti in Spagna nelle radio libere, cosicché gran parte dell’attività è consistita nello stimolare nuovi progetti e nel rafforzare quelli esistenti.
Questo sforzo a comportato l’incremento della presenza di migranti nelle radio libere spagnole e la possibilità di informare in modo diretto e continuo sul movimento dei sin papeles, cosa che ha reso possibile un primo contatto con i loro gruppi e i loro programmi.
La giornata dedicata a Voix sans frontiers è stata ricca, in tutta la Spagna, di trasmissioni sul tema della migrazione e del razzismo; sono state realizzate interviste con migranti, musica da tutte le parti del mondo e continuamente si è informato sulla disobbedienza e manifestato.
Radio OndaRossa è stata la portavoce e la fautrice, per l’Italia dell’iniziativa Radio voci senza frontiere; il coinvolgimento delle diverse redazioni per la giornata è stato indispensabile, è stato analizzato attentamente il caso e come spesso accade ci si rese conto che il problema era più che altro strutturale. Le radio, in Italia, che si occupano di migrazione sono molte ma alcune volte se ne ignora l’esistenza anche dall’interno.
Dal momento che ROR è una radio libera è stato più facile creare in essa un dibattito e un contatto costruttivo fra le parti, visto che non si voleva solo “parlare di” , ma dar voce direttamente ai soggetti in prima persona, si è cercato di allargare il più possibile il numero delle realtà presenti in radio.
Per la giornata di Voix sans frontiers si sono organizzati dibattiti in studio sull’immigrazione in particolare permessi di soggiorno, centri di permanenza temporanea e sono stati coinvolti sia rappresentanti del movimento nato contro l’istituzione dei centri di permanenza temporanea, sia gruppi di immigrati che lottano per garantire i diritti fondamentali di tutti i migranti che arrivano in Italia.
Polyphonia è un progetto che coinvolge radio libere in tutta Europa e non solo sul tema dell’immigrazione ma si adopera in ogni ambito del sociale. Sono stati, infatti, costituiti degli eventi come “Christofer Street Day”, sui diritti degli omosessuali e dei transessuali e poi la “Giornata mondiale dei portatori di handicap”. In questo incontro, oltre alle consuete tematiche affrontate sull’argomento, si è dato spazio all’ipotesi di inserire nelle redazioni radiofoniche portatori di handicap.