Grande successo per la maratona notturna dell'Università
Accadde una notte
menabo per mediazone
videoclip dalla notte
HA IL SUO FASCINO, la notte. Forme che sfumano nell’oscurità, l’aria ferma e tranquilla, un senso di sospensione e di pace che sostituisce la febbrile attività diurna. Ci sono però serate particolari, in cui l’oscurità e l’aria ferma diventano lo sfondo perfetto per improvvise esplosioni di movimento. Quella dell’equinozio, la notte bianca dell’Università, è stata una di queste serate.
Per il primo ateneo romano la lunga marcia nottambula ha avuto inizio già a partire dalle 20, quando il
vialone d’ingresso della città universitaria ha cominciato ad animarsi. Luci avvolgenti e multicolori hanno fatto strada verso le aule e le facoltà, teatro dei più disparati appuntamenti. Quella di Giurisprudenza, ad esempio, che alle 20.30 era già gremita per l’attesa
lectio magistralis tenuta da Corrado Augias. Un affascinante intervento su Roma e la sua "tradizione notturna", e 600 persone a fare da uditorio. Molti giovani, molti adulti, e incredibilmente anche qualche bambino; tutti attenti, pronti all'ascolto.
Di lezioni, oltre a quella
magistralis, ce ne sono state diverse. Estetica, semiotica, psicologia, astronomia; una buona fetta del sapere umano concentrato in una sola notte. Ma anche gli aspetti più ludici hanno dominato la serata: il
concerto della Steve Martland Band, la diretta di
Radio Città Futura, le installazioni visive nel viale d'ingresso. E poi, ancora, l'ampio spazio dedicato al cinema, con proiezione di film e cortometraggi in più punti della cittadella.
È stato il continuo intreccio tra divertimento e impegno a caratterizzare la serata. Alla lezione dedicata all'intrattenimento notturno ha fatto da contrappeso quella di Antonio Padellaro, direttore de
L'Unità, che ha parlato di giornalismo e cronaca nera. Così come a cortometraggi "leggeri" si sono alternati momenti più impegnati, con il
film-documentario sulla mafia. E poi il
concerto di Eugenio Finardi, a fine serata, che poco prima aveva ricordato gli anni '70, con il loro furore politico, il loro impegno civile; i banchetti allestiti dal "commercio equo e solidale"; le vivaci bancarelle piene di colore. Il tutto amalgamato in modo perfetto.
Le persone. Probabilmente l'elemento più bello e magico di tutta la nottata. In
migliaia, dentro e fuori dagli edifici. Senza nessuna organizzazione, animati solo dall'entusiasmo, sono riusciti a costruire un evento nell'evento. Improvvisando musiche, balli, fotografie, riprese. Tutto in una vulcanica esplosione di creatività, in lampi di gioioso delirio (che ha anche portato qualcuno ad un
bagno fuori programma). Tutto insieme, tutti insieme, per una notte.