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MediaZone è un progetto della Facoltà di Scienze della Comunicazione e del Dipartimento di Sociologia e Comunicazione dell'Università di Roma "la Sapienza"
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Attualità

La trascrizione del duello

Sfida Tv, parola per parola: dal fisco all’appello finale, 92 minuti di stoccate

di Vincenzo Sassu
30/03/2006

Dalla riduzione del cuneo fiscale, passando per il conflitto di interessi, la Tav, le grandi opere, fino agli appelli finali. Berlusconi e Prodi incrociano le armi per  un'ora e 32 minuti. E non risparmiano le stoccate. Ecco un'ampia sintesi della prima sfida tv della campagna elettorale 2006.


Tema: FISCO

  PRODI: "Per tagliare il cuneo fiscale, non si  aumenteranno le imposte indirette. L'ora di lavoro è gravata da  un'imposta del 32,5%, questo danneggia moltissimo la concorrenza  delle imprese. Per reggere dobbiamo abbassare il costo lavoro,  dando una spinta al sistema produttivo. Abbiamo fatto tutti i  calcoli, di cinque punti lo possiamo abbassare. In Italia siamo  devastati dal lavoro precario, che costa molto meno di imposte  del lavoro a tempo indeterminato. Dobbiamo aumentare il costo  del lavoro precario, diminuire il costo dell'ora lavorata, fare  in modo che non convenga assumere lavoratori precari. Non  possiamo avere un sistema in cui costa meno prendere un ragazzo  tenerlo due mesi, poi licenziarlo, poi riprenderlo, che non  assumerlo a tempo indeterminato. L'evasione fiscale è uno dei  tarli del nostro paese, non è retorica. Quando sono stato al  governo, senza variare minimamente il tasso delle imposte,  arrivavano sempre più soldi. Perché la gente aveva capito che  noi le imposte le facevamo pagare a tutti. Eravamo seri. Gli  italiani, quando c'è una giustizia distributiva, non sfuggono a  questo obbligo. Dobbiamo far capire che è necessario  ripristinare un'etica del dovere per tutti i cittadini."

  BERLUSCONI: "Prendo atto che il signor Prodi adesso ha a cuore  la riduzione del costo del lavoro, ma proprio durante il suo  governo il suo ministro Visco fece approvare l'imposta che  abbiamo chiamato imposta rapina, l'Irap, che colpisce il lavoro  delle aziende ed è assolutamente negativa. Il nostro è l'unico  Paese che ce l'ha in Europa. Le tasse noi le abbiamo ridotte  alle famiglie meno agiate. Sono oggi 10 milioni in più i  contribuenti che non devono fare la dichiarazione dei redditi,  ne avevamo trovati 2,5 milioni. Ma sono l'80% i contribuenti che  pagano qualcosa di meno. Per quanto riguarda il progetto  dell'Unione di ridurre di 5 punti il cuneo fiscale, intanto il  professor Prodi è stato smentito da Fassino. Lui ha detto “lo  farò nei primi 100 giorni”, Fassino dice “lo faremo in 5 anni”.  I sindacati sono contrari. Perché 3 punti possono essere  ridotti, essendo oneri vari che attengono a destinazioni  diverse, mentre i successivi due punti dovrebbero intaccare i  contributi pensionistici. Ne deriva che, se si dovesse andare a  ridurre di ulteriori due punti oltre i tre, in futuro le pensioni verrebbero ridotte. Immagino che la risposta possa essere  l'aumento dei contributi ai lavoratori autonomi. Non credo si  possa fare perché artigiani, commercianti, professionisti  chiederebbero pensioni più alte. Per quanto riguarda invece  l'evasione fiscale, noi abbiamo messo in atto strumenti concreti  affinché l’evasione sia ridotta."

  PRODI: "L'Irap è un'imposta che ne ha sostituite sette e che costituisce la base per finanziare la salute. E' un'imposta  estremamente importante. Non è stata dichiarata illegittima e sarà giudicata dalla Corte. Il governo non l'ha affatto  abolita, ma la tiene anche nel programma futuro. Se fosse stata un’imposta così disgraziata, il governo l'avrebbe rivista dato che ha avuto 5 anni in cui ha fatto tutto quello che ha voluto.  Sia chiaro che il cuneo fiscale lo ridurremo di 5 punti nel  primo anno, lo confermo: nessuna pensione sarà intaccata. Anzi,  sarà nostro preciso impegno assicurare alle persone meno abbienti che il loro potere d'acquisto verrà preservato qualsiasi sia il  futuro del nostro Paese."

  BERLUSCONI: "Il Professore Prodi non sa che la Commissione Europea di Giustizia ha bocciato l'Irap proprio oggi. Non l'ha  ritenuta congrua, quindi occorrerà sostituirla con altre  imposte. Non siamo intervenuti sull'Irap perché la  Confindustria ha preferito che incidessimo sul cuneo fiscale. In  più penso sia molto difficile per il professore Prodi assicurare qualcosa quando Fassino, il leader del partito più  importante della sua coalizione, dice che sarà ridotta in 5  anni. Devo constatare che il professor Prodi certe volte dà  delle assicurazioni, ma ha dietro di sé una coalizione non solo  rissosa al suo interno, ma che usa l'immagine del professor  Prodi come front man, cioè come facciata. Essa infatti non ha tra i leader dei partiti più importanti personalità presentabili  perché derivano dal comunismo. Non credo abbia l'autorità di  dire “questo lo farò in 100 giorni”, quando poi il leader del  partito più importante dice che lo farlo in 5 anni."


Tema: EURO

  BERLUSCONI: "L'incursione dell'euro nei bilanci  familiari ha prodotto un aumento dei prezzi in tutta Europa.  L'euro, secondo noi, è stato introdotto con troppa fretta,  senza le necessarie precauzioni, cioè senza tenere le altre  monete in corso per un certo tempo. Ancora oggi il 90% degli  italiani ragiona in lire. Il governo si è trovato di fronte a  una decisione non sua e ha reagito con i mezzi di un governo  liberale in una libera economia di mercato: è intervenuto sui  grandi gruppi di distribuzione, che rappresentano solo il 30% in  Italia, ed è riuscito a trovare un accordo per cui il cambio fu  fatto usando la calcolatrice. Purtroppo il 70% degli altri  esercizi commerciali è costituito da piccoli o medi esercenti  con i quali non è stato possibile accordarsi. Il governo ha  puntato tutto sul contenimento dell'inflazione e ci è riuscito.  L'anno scorso l'inflazione si è fermata all'1,9%, un livello  storicamente molto basso. Poi ha dato una mano alle famiglie  più disagiate, soprattutto agli anziani. Ha aumentato le  pensioni ad un milione a 851 mila pensionati, e prossimamente gliele porterà a 800 euro. Ha aumentato ai dipendenti pubblici lo stipendio al di là dell'inflazione. Il governo ha creato molti posti di lavoro: sono 22 milioni 600 mila gli italiani, è un record storico anche questo, che oggi sono al lavoro. Questa è la politica sociale più importante che si può fare. Infine, è intervenuto anche con i suoi poteri di controllo. Tutte le volte che ci sono state denunce, la Guardia di Finanza è intervenuta. Di più un governo in un libero mercato non può fare, nemmeno le dittature sono mai riuscite a controllare i prezzi.”

  PRODI: "Non è vero che gli altri paesi abbiano avuto degli sbalzi di prezzo come i nostri. Non è vero che siano rimasti  inattivi come l'Italia. Noi avevamo una commissione centrale che Ciampi ed io avevamo costituito con il nostro governo. Le  commissioni provinciali non sono mai state convocate. Non si è fatto nulla, nemmeno per avere il doppio prezzo nei cartellini  per lungo tempo. Faccio un esempio molto semplice: Bolzano e  Innsbruk, due città uguali, in Austria e in Italia, entrambe  hanno avuto l'euro. Prima dell'introduzione dell'euro, su 72  beni di consumo generale solo 18 costavano più a Bolzano che a  Innsbruk e la gente veniva a far spesa in Italia. Adesso la  metà costa più a Bolzano che a Innsbruk. Allora mi chiedo come mai in Austria  non ci sia stata una lievitazione dei prezzi e in Italia si e il perché di comportamenti così diversi. Questa è una domanda a cui il  governo deve rispondere, perché gli italiani sanno benissimo di chi sia la responsabilità e non è possibile più sfuggire a una cosa talmente evidente. Il Presidente del Consiglio poi ha insistito che si sarebbe dovuto cambiare a 1.500 lire per euro. Mi chiedo come possa dire una cosa del genere, quando tutti spingevano perché si potesse  arrivare a un cambio a 2000 lire, conveniente poi per esportare. A  1.500 lire tutto il sistema italiano sarebbe fallito. Quando riuscimmo ad arrivare a tale obiettivo, fu un vero trionfo. Tra l'altro lodato anche dal ministro Tremonti, come un  risultato forte. Ora ci si deve spiegare perché quando l'euro entrò fu un trionfo e ora, dopo qualche anno, è diventato un  problema. I problemi li ha creati il governo."

  BERLUSCONI: “Non posso che sorridere davanti a questa tesi bislacca. In che modo il governo sarebbe intervenuto per far aumentare i prezzi? La verità è che quelle commissioni individuate da Prodi non avevano nessun potere di intervento sul mercato. Erano ancora una volta commissioni dove mandare i loro amici, le loro clientele, secondo la concezione della sinistra che inventa sempre entità in più. Nel programma che ho letto, con molta fatica, dell'Unione ci sono 45 entità in più, tutte con una pletora di addetti che fanno aumentare i costi dello Stato. Poi ci si lamenta che con la sinistra sia garantito l'aumento della pressione fiscale. Avevano individuato, come al solito quando non sanno come risolvere un problema, delle commissioni che non avevano alcun potere. Non è vero poi che a Parigi o altrove i prezzi erano superiori a quelli italiani, ci sono stato personalmente e assicuro che è una frottola."


Tema: CUNEO FISCALE

  PRODI: "I cittadini sono scottati  perché si aspettavano riduzioni fiscali che non sono arrivate. In  questo caso le riduzioni invece arrivano. C'è una modulazione del costo del lavoro tra stabile e precario. C'è anche il  discorso chiaro delle rendite finanziarie, che trova l'accordo  di tutti. Siamo reduci da un'estate in cui abbiamo avuto  plusvalenze incredibili che non sono state tassate dal governo  Berlusconi. In terzo luogo, la lotta all'evasione fiscale: un discorso serio, non ridicolo. In questi anni abbiamo avuto  livelli di evasione impressionanti perché gli introiti dello  Stato non sono aumentati nonostante l'enorme quantità di  condoni che avrebbero dovuto portare il risanamento delle  finanze dello Stato ed invece hanno portato irregolarità al sistema  tributario. La somma condoni più imposte non è arrivata  nemmeno a coprire quello che si prevedeva che sarebbe arrivato dalle imposte. Il bilancio dello Stato è così in una situazione disastrosa. Non troveremo mai i soldi per ridurre  il cuneo fiscale se la spesa pubblica continuerà a crescere senza controllo come in questi anni, del 2,5%. Ma un Paese decente controlla la spesa pubblica come si propone di fare."

  BERLUSCONI: “Devo rispondere all'affermazione di Prodi sui conti disastrati. Il Professore non sa probabilmente che l'Ecofin oggi ha approvato i nostri conti del 2006, con un deficit di 4,1%, con in particolare un apprezzamento del presidente dell'Ecofin, che si è detto ammirato perché il nostro Paese, pur in campagna elettorale, ha presentato una finanziaria con alcune riforme importanti, come quella delle pensioni, che hanno giudicato capace di riportare sotto il 3% il nostro deficit annuale. Voglio ricordare che i conti disastrati li abbiamo ereditati noi dai governi della sinistra. Nel 2001 abbiamo trovato un buco di 37 mila miliardi certificato da Eurostat e Istat, che ha portato i nostri conti al deficit del 3,2% mentre i governi dell'Ulivo avevano dichiarato lo 0,8%. Proprio a causa del malgoverno dell'Ulivo siamo andati in deficit eccessivo prima di Francia e Germania. Poi Francia e Germania hanno superato il 3%, io sono riuscito, in mezzo all'ironia di tutta la sinistra italiana, a far modificare il trattato di Maastricht che Prodi aveva definito stupido, dando la possibilità ai Paesi di andare oltre il 3%, come era necessario con la stagnazione dell'economia. Abbiamo cambiato il trattato, sostenuto l'economia con una immissione maggiore di risorse, siamo andati oggi al 4,1 e abbiamo il 2006 che è già positivo, con gli organismi internazionali che pronosticano per il 2006 una crescita media dell'1,8%. Possiamo essere ottimisti."

  PRODI: “Se  dobbiamo essere contenti di un deficit del 4,1%, vuol dire che  il Paese è messo male. La dichiarazione di oggi del 4,1% è  accompagnata da tali preoccupazioni per i conti futuri che fanno  tremare le vene ai polsi di chi dovrà prendere in mano questo  Paese. Non solo, sappiamo che le spese del Tesoro dei primi due  mesi sono già elevatissime. Io qui chiedo che ci venga data  immediatamente la trimestrale di cassa, per avere il quadro  preciso con cui governare. Abbiamo avuto troppi anni di  previsioni mancate. Non possiamo più di andare avanti così. Serve  un quadro preciso per governare il paese quando dovremo farlo.  Per questo, per la serietà che abbiamo, che in questi giorni  agenzie come Moody's o il Wall Strett Journal dicono che ci si  può fidare più del centrosinistra per il nostro futuro,  perché abbiamo la serietà e la capacità di tenere i conti."

  BERLUSCONI: “È esattamente il contrario della realtà. Ho ricordato, e Prodi non ha saputo contraddirmi, che noi abbiamo ricevuto da loro un'Italia, unica in Europa, sopra il 3%. Loro hanno distrutto i conti, il deficit eccessivo lo hanno creato loro, noi abbiamo riportato i conti al 3%, per due anni i conti sono stati in ordine, abbiamo garantito la pace sociale con investimenti importanti. Per tutta la politica sociale abbiamo fatto investimenti del 5% in più ogni anno, per un totale di 70 miliardi di euro, abbiamo investito in 71 cantieri di opere pubbliche che loro non si erano mai sognati di fare, abbiamo aumentato le pensioni e ridotto le tasse. Credo sia stata una conduzione miracolosa di conti pubblici che avevamo ricevuto con il debito più alto d'Europa, il terzo debito del mondo e i conti disastrati andati fuori dalla regola europea del 3%.”

Tema: IMMIGRAZIONE

  BERLUSCONI: “Si cede alla propaganda? Mi stupisco un giudizio negativo su una situazione che è invece un nostro orgoglio: siamo il paese in Europa che ha meno immigrati, sia regolari che irregolari. Quando c'era la sinistra al governo, c'era un'immigrazione clandestina preoccupante. Siamo arrivati noi, abbiamo saputo convincere tutti i paesi rivieraschi dell'Adriatico e del Mediterraneo a stipulare Trattati di riammissione, ridurre del 51% l'immigrazione clandestina, riportare fuori negli ultimi tempi 65 mila immigrati clandestini. La sinistra vuole addirittura aprire le porte ai clandestini, perché vuole chiudere i centri nei quali vengono messi quando arrivano in Italia, e mi si dice che non abbiamo saputo controllare l'immigrazione... Le code fuori dagli uffici postali? Dimostrano che funziona la nostra volontà di regolarizzare gli immigrati e far emergere il lavoro nero. Si tratta di avere contratti di lavoro per 170 mila immigrati che sono andati davanti agli uffici postali. Mi pare che anche il modo con cui questo è avvenuto sia stato il più logico possibile: li abbiamo suddivisi in 6.300 uffici postali, sono arrivati in 470 mila. Abbiamo fatto meglio dei governi della sinistra. Abbiamo regolarizzato 635 mila lavoratori stranieri che prima lavoravano in nero e adesso versano regolarmente le imposte per circa mille miliardi di vecchie lire l'anno. Una gestione più efficace della nostra non si può ipotizzare.”

  PRODI: “Chi ha visto le file di fronte agli uffici postali non  riesce a rendersi conto di quello che ha detto il Presidente del  Consiglio. Non capisco proprio dove viva. Forse questa catasta di  numeri con cui ci vuole affogare vuole nascondere la realtà.  Non è stato fatto nessun conto preciso, non si è programmato  nulla riguardo al flusso degli immigrati, altrimenti non avremmo la gente che da due giorni si affolla con le coperte e la necessità di cibo. Vuol dire che non è stata fatta nessuna  programmazione. E' ovvio, perché la legge che abbiamo favorisce  l'arrivo dei clandestini che vengono poi regolarizzati. Dalla  legge Bossi-Fini sono stati regolarizzati 600 mila clandestini,  che sono entrati in modo caotico, senza il rispetto di una  programmazione e senza il rapporto con i paesi vicini che ora è stato vantato. Dobbiamo fare ancora profonde riforme. Ad  esempio, la Polizia ha lavorato bene nel reggere la burocrazia dell'immigrazione. Ma questa deve passare ai comuni. Dobbiamo  cambiare radicalmente la politica dell'immigrazione. Se fosse  avvenuto questo non avremmo avuto lo scandalo di questi giorni.”

  BERLUSCONI: “Io davvero mi stropiccio gli occhi e le orecchie. I 600 mila che abbiamo regolarizzato mica sono venuti con il nostro governo, erano qui prima sotto il governo della sinistra che ha aperto tutte le porte. Abbiamo avuto il merito di regolarizzarli. Poi mi piacerebbe che il professore dicesse come si potevano organizzare diversamente questi 170 mila immigrati clandestini che arrivano portando un contratto di lavoro. Abbiamo cercato di farlo attraverso Internet. Ma così sono arrivate solo 17 mila domande. Se tutti i datori di lavoro avessero usato le nuove tecnologie, non ci sarebbero state queste file. Abbiamo avuto code solo a Milano e a Roma. Nel resto d'Italia c'erano meno di 30 immigrati per ogni ufficio.”

  PRODI: “È vero, il presidente del Consiglio si dovrebbe stropicciare occhi e orecchie: se avessero fatto funzionare il computer, il rapporto con le imprese, un minimo di organizzazione dello Stato, non avremmo avuto lo scandalo di questi giorni. Invece, abbiamo una situazione scandalosa che non si deve più ripetere. Inutile dire: se avessimo potuto avere un rapporto con gli imprenditori, le cose andavano meglio... Era quello che noi volevamo proprio quando abbiamo cominciato la politica dell'immigrazione e che invece questo governo non è riuscito a ottenere, trattando la politica dell'immigrazione come qualcosa di staccato dalla società. Invece è parte della nostra strategia, gli imprenditori ne hanno bisogno. Non si può volere i lavoratori di notte e cacciarli di giorno, bisogna accoglierli nei diritti e nei doveri dei cittadini italiani.”


Tema: TAV E GRANDI OPERE

  PRODI: “Questi  problemi si risolvono solo con un accordo serio con le comunità in cui si fanno i grandi lavori pubblici. Quando c'è stata la  nuova ferrovia ad alta velocità Firenze-Bologna, la variante di Valico, si è discusso molto, il dialogo con le  amministrazioni locali è andato in fondo e le opere pubbliche sono state fatte. Opere che noi abbiamo iniziato e che saranno poi finite con il nostro lavoro nella prossima legislatura. Questo governo ha infatti messo in atto un finanziamento di 250  miliardi di euro per le opere pubbliche, ne ha stanziati il 20%  e spesi il 10%. Attenti: l'opera pubblica si fa quando un  progetto lo si discute con gli interessati e poi si stanziano  anche i soldi per metterlo in atto. Noi metteremo in atto le  opere pubbliche già cominciate, ci dedicheremo alla realizzazione delle opere che hanno cominciato in mille cantieri diversi e poi non stanno finendo da nessuna parte. Un'opera  pubblica non è finita, non vale nulla, vale solo il  giorno in cui viene davvero terminata, non quando la si inaugura.  Noi abbiamo messo le reti europee come priorità del nostro  programma: l'asse sul Nord, che dalla Sicilia va a Berlino; e l'asse Est-Ovest, che da Barcellona va fino a Budapest e comprende anche la Valle di Susa. Questo c'è nel programma.  Questo lo finiremo. Ma concentreremo l'attenzione nel finire le  opere in corso, perché l'Italia ora, è piena di cantieri non  finiti e non finanziati. Questa è una politica demagogica che  deve finire.”

  BERLUSCONI: “Demagogia pura, ribaltamento totale della realtà. I quattro governi della sinistra avevano messo in circolo 7 miliardi di euro per opere pubbliche, noi ne abbiamo messi in circolo ad oggi 51 miliardi di euro, con il prossimo Cipe arriveranno a 73 miliardi. Significa che abbiamo fatto esattamente 10 volte quello che hanno fatto i governi della sinistra. I cantieri aperti non sono piccoli cantieri, sono i più grandi cantieri del mondo. 71 cantieri in cui lavorano 450 mila persone. Il Mose, la più grande opera di protezione ambientale che si sta costruendo oggi al mondo, è già arrivato al 25% dei lavori. La sinistra farà esattamente il contrario. Se per sfortuna dell'Italia dovesse vincere le elezioni, non potrà far nulla, perché si troverà a fare i conti con quel 20% della sua coalizione (Prc, Verdi, Pdci, No Global, Centri Sociali) che sono pregiudizialmente contro tutte le opere di modernizzazione del Paese, contro la Tav, il traforo del Frejus, che guarda caso non è stato possibile inserire nel programma perchè non erano d'accordo. Sono contro il Mose, contro il Ponte sullo Stretto, gli inceneritori di rifiuti, i rigassificatori per distribuire meglio le fonti di energia di cui abbiamo tanto bisogno perché un altro disastro ereditato dal passato è stato quello del sistema energetico. La sinistra una volta al governo si troverebbe come sempre con il no di una sua parte importante che non la lascerebbe operare.”

  PRODI: “Vorrei fare una semplice osservazione: ha ereditato tutto dal passato? E' 5 anni che è al governo e parla come se  fosse all'opposizione. Ma è mai possibile un inganno così di  fronte al Paese? In questi 5 anni, con 120 parlamentari di  maggioranza, che cosa ha fatto? Visto che tutto deriva dal passato, con 5 anni di  governo ininterrotto che il paese gli ha affidato, lei ha fatto solo le leggi che le interessavano? Sono stato  contento di questa continuità, ma li ha buttati via. Questo è il problema che gli italiani devono porsi. Continua con la  sinistra, il passato... Chissà se arriverà anche a Garibaldi  adesso nel trovare le responsabilità. Lui sa benissimo che le  grandi opere pubbliche non si fanno contro la popolazione.”

  BERLUSCONI: “Che spudoratezza. In 5 anni abbiamo fatto più riforme di tutti gli altri governi della Repubblica messi insieme. 36 grandi riforme, di cui 3 fondamentali; 10 codici, le riforme di tutto cio' che non era stato fatto prima: scuola, pensioni, abolito la leva militare, aumentato l'investimento nella sanità arrivando ad eliminare le liste di attesa. Nessuna comparazione è possibile rispetto ai governi precedenti e ci si viene a dire che in cinque anni non abbiamo fatto nulla? Non c'è limite alla spudoratezza.”


Tema: QUOTE ROSA

  BERLUSCONI: “Aumenteremo il numero delle donne ministro. Abbiamo già aumentato notevolmente la presenza delle donne nelle nostre liste, ma non è facile trovare chi voglia lasciare il lavoro e la famiglia e passare almeno cinque giorni alla settimana a Roma. Il nostro governo ha fatto riforme importanti per le famiglie disagiate, per i bambini e con il prossimo governo siamo pronti a dare il patrocinio gratuito per i reati di violenza sulle donne e i bambini e ad aumentare le pene per questi reati.”

  PRODI: “Ci sarebbe dovuta essere una legge sulle quote rosa, ma non è stata fatta perché la maggioranza non l'ha voluta. Come  presidente della commissione Ue ho introdotto una quota del 30% di  donne. E si sarebbe dovuta introdurre immediatamente anche in Italia. Dieci anni fa pensavo che si potesse fare a meno. Ora invece credo che  senza le quote non avremo più donne in politica neanche tra 50  anni. Nelle liste del centrosinistra sono il doppio rispetto al centrodestra, dove saranno candidate ma poche verranno elette."


Tema: SERVIZIO CIVILE

  BERLUSCONI: “Il nostro governo ha cancellato dopo 143 anni la leva obbligatoria e regalato a 150 mila ragazzi l'anno un anno di vita per costruire il loro futuro. La sinistra ha risposto presentando un ddl che imporrebbe ai giovani, a 18 anni, il servizio civile obbligatorio per sei mesi."

  PRODI: “In questa foga per i numeri che sta diventando una  valanga, Berlusconi ci ha messo anche la riforma della leva e  altre riforme fatte dai governi precedenti. Ma se uno vuole dare  i numeri deve darli giusti o almeno con una certa  approssimazione. La leva obbligatoria l'aveva abolita il governo  D'Alema. Non ho mai proposto e non c'è nel programma il  servizio civile obbligatorio. Tra un anno o due, quando il tema  si sarà diffuso, prenderemo una decisione comune. E' importante  per un ragazzo fare qualche mese al servizio della comunità e conoscere i problemi del mondo in cui vive. Altrimenti non sarà  mai un cittadino consapevole. Possono essere sei mesi di fila o tranche di due mesi. Si vedrà con i ragazzi.”


Tema: SCUOLA E RIFORME

  PRODI: “Concepisco il  governo come un cambiamento in continuità. Non abbiamo nessuna  intenzione di spaccare tutto quello che ha fatto la Cdl. La  prima cosa che farò sarà invitare il Presidente del Consiglio e il dottor Letta a colloquio per un passaggio delle consegne in  cui ci si metta al corrente sul punto della legislazione e su come si possono portare avanti le cose. Non si può continuare con un  paese spaccato come oggi, in cui tutto quello fatto in precedenza è sbagliato. Chiederò a tutti i miei ministri di dialogare con  i loro predecessori. E' tutto un paese che si deve muovere, il  nostro sarà un governo che unisce e trova la strategia comune. Sulla scuola ci sono punti che non condividiamo come la scelta  prematura del percorso di studi. Sono state umiliate le scuole tecniche. Dobbiamo  ridare dignità agli insegnanti che sono il centro della nostra  società. Gli insegnanti si sentono soli e umiliati.”

  BERLUSCONI: “Peccato che ciò che dice Prodi non corrisponda a quanto ha fatto finora il centrosinistra. Abbiamo avuto solo insulti, offese, in Parlamento si sono fatte le barricate contro di noi. L'85% dei 10 mila scioperi all'anno è stato fatto per motivi politici. Si è diffuso pessimismo, catastrofismo, inducendo gli italiani ad avere paura. Quando le imprese sono cresciute del 54% in borsa, hanno prodotto utili superiori al 3%, gli immobili sono aumentati del 25% in media, gli stipendi del 15% sopra l'inflazione. A Prodi ricordo che i suoi ‘danti causà hanno detto di voler azzerare la riforma della scuola. È scritto sui manifesti. Invece è una riforma positiva. La scelta prematura è il contrario della realtà: abbiamo creato 8 licei e dato dignità alla formazione professionale, con diplomi validi anche in Europa. E si può passare dalla formazione professionale al liceo fino ai 18 anni. Abbiamo creato addirittura un liceo tecnologico.”

  PRODI: “Io non ho 'danti causà, sono io capo della coalizione  e la pregherei di osservare più rispetto nei miei confronti.”  

  BERLUSCONI: “Il professore chiede rispetto ma mi ha chiamato venditore di tappeti, me ne ha detto di tutti i colori io al massimo ho usato l'ironia. Lui è già stato mandato via, abbiamo visto un brutto film e vedremo sicuramente un altro brutto film. Che lui sia un 'front man' è già verificato nella storia recente.”


Tema: CONFLITTO D'INTERESSI

  BERLUSCONI: “La legge che abbiamo fatto noi è quella approvata dalla Camera all'unanimità quando eravamo opposizione. La sinistra poi non l'ha approvata al Senato perché gli faceva comodo usarla come una clava contro il presidente del Consiglio. Per gli italiani il problema per quanto riguarda Mediaset non esiste. La televisione Mediaset non ha mai attaccato la sinistra, è una tv assolutamente equilibrata. La sinistra, quando eravamo opposizione ha tentato di distruggere Mediaset anche con un referendum. È stata quotata in borsa ed è cresciuta un po' meno della media delle aziende. Il vero conflitto di interessi è un altro, quello che c'è tra la sinistra e le sue giunte regionali, provinciali e comunali, la Lega delle cooperative che hanno appalti dalle giunte di sinistra, fanno utili non tassati, sostengono i partiti della sinistra e tutto ciò che non è regolare e viene denunciato alla magistratura trova nella magistratura e soprattutto in “magistratura democratica”, organica alla sinistra, la più totale copertura, per cui tutte le cause sono state insabbiate. È una cosa indecente e che vale centinaia di miliardi euro. È il vero conflitto di interessi non più accettabile in una democrazia.”

  PRODI: “Tra 25 giorni avrò il più grande gruppo parlamentare, quello dell'Ulivo. Vedremo se ci  saranno 'danti causà o sarò un protagonista della vita politica.  La disciplina del conflitto d'interessi esiste in tutte le  democrazie del mondo. Non la farò in modo vendicativo. Non ho  nulla contro Mediaset, l'ho sempre definita una risorsa del  paese. Non possiamo più avere un presidente del Consiglio che  entra e esce dal Consiglio dei ministri con una porta girevole  ogni volta che deve decidere una cosa che lo interessa. Non è solo Mediaset, sono le assicurazioni, l'edilizia. Disprezza le  cooperative, che sono previste dalla Costituzione, rappresentano  il 7% del Pil e agiscono in settori dimenticati, dove portano  disciplina e serietà. Non possiamo liquidarle così. La legge  sulle cooperative l'ha fatta il suo governo, compreso il  criterio di tassazione degli utili. Vorrei un minimo di coerenza  e che non ci fosse questo continuo funambolismo politico.”

  BERLUSCONI: “Non disprezzo le cooperative, la legge l'abbiamo cambiata noi. Non vuol dire che le coop non debbano rispettare le leggi, non è accettabile che le stesse persone diventino assessori, sindaci, dirigenti delle coop, in un continuo carosello. Su 252 Consigli dei ministri che ho presieduto sono uscito soltanto 4 volte: in 4 casi soltanto il Cdm ha discusso fatti che potevano riguardare le aziende del mio gruppo da cui sono uscito 12 anni fa e di cui non mi interesso più.”

  PRODI: “Secondo me doveva uscire più spesso, ma 4 volte sono  un'enormità. Giusto che ci siano meno passaggi tra politica e  cooperative ma i suoi deputati per metà vengono dalle sue  aziende. Bisogna dividere la politica dagli affari.”


Tema: CONCERTAZIONE

  PRODI: “C'è un solo metodo per governare  l'Italia: quello del dialogo, della concertazione e poi la  decisione. Se uno crede di prendere delle decisioni senza  dialogare con gli altri alla fine non le prende. Ripristinerò il dialogo. Io parlo sia con la Cgil che con Confindustria,  perchè per prendere una decisione occorre mediare su una  situazione complessa. La concertazione ha funzionato bene quando  sono stato al governo, agirò ancora con la concertazione. Non   significa che non arrivi il momento della decisione che taglia ogni incertezza, ma credo di poterlo fare, per la libertà che  ho, per il ruolo che ho in politica, per la libertà dai partiti  e per i voti delle primarie. Ho fatto il presidente del  Consiglio, il presidente della commissione Ue, non cerco più  nulla dalla vita. Voglio solo fare riforme necessarie al paese, far riprendere la corsa, dare una speranza ai giovani e poi  posso finire, non ho altri interessi. Occorre qualcuno che in  modo disinteressato e forte ridia questo senso di unità, questa  speranza alle giovani generazioni. Lei non lo può fare se tiene  il paese diviso.”

  BERLUSCONI: “Prodi ribaltando la realtà ha detto che metà dei miei deputati sarebbero stati collaboratori delle mie aziende: sono 3 in totale ed è normale che chi ha avuto delle persone che hanno collaborato con lui e che stima possa poi chiedere loro di unirsi al suo lavoro e al suo sacrificio. Ricordo che i provvedimenti presi dal Consiglio dei ministri sono stati 1.700 e dire che per 4 volte ci sono stati sul tavolo del Cdm argomenti che alla luce del sole potevano riguardare i tre settori di cui si occupa il mio gruppo vuol dire non avere il senso del ridicolo. Quanto alle parti sociali, abbiamo sempre cercato il dialogo con tutti, anche con i sindacati, e abbiamo stipulato un patto per l'Italia, ma poi si sono dimostrati per quello che sono, una ruota nell'ingranaggio della sinistra. Si dice che saremmo in disaccordo con la Confindustria, non c'è nulla che la Confindustria abbia chiesto al governo che non sia stato trasformato in interventi concreti. Anche per il futuro abbiamo preso in esame le richieste della Confindustria e ci sembrano di buon senso.”

  PRODI: “Abbiamo sentito questo durissimo attacco contro i  sindacati. Non si può pensare che l'Italia possa salvarsi se  continuiamo a coltivare queste divisioni. Ci sarà uno stile  diverso, si terrà conto del ruolo dei sindacati anche se a  volte scomodo e si riconoscerà alla Confindustria autonomia.  Non introdurremo imposte. Il programma mio lo faccio io. Faremo  una imposizione fiscale più giusta a seconda della robustezza  delle spalle non gravandole sui lavoratori dipendenti.”

  BERLUSCONI: “La risposta non è accettabile perché ad esempio Bertinotti ha detto che non sosterrà un governo che non torni a tassare le successioni, i risparmi e i redditi più elevati. Una vera e propria imposta patrimoniale.”

  PRODI: “Bertinotti ha detto che si atterà al programma della  coalizione e Bertinotti è uomo d'onore. La prego di non fargli  dire cose che non ha detto.”


Tema: IRAN

  BERLUSCONI: “"Si deve pensare ad una conclusione al di fuori di qualunque intervento militare. Credo che tutti gli sforzi della comunità internazionale sia tesi a questo. Ho avuto modo di parlare con leader internazionali, soprattutto con Putin che sta cercando di portare alla ragionevolezza il governo iraniano con l'offerta di lavorare al sistema nucleare per usi civili sul suolo russo. Non credo che l'Iran possa affrontare un contrasto con la comunità internazionale né che la comunità internazionale possa accettare che l'Iran si doti di armi nucleari. Dobbiamo intensificare i rapporti diplomatici. Penso che Iran non vorrà spingersi al di là di quello che prudenza consiglia.”

  PRODI: “Siamo in una situazione rischiosa, il nostro  comportamento sarà semplice perché abbiamo una dottrina:  vogliamo la pace, se dobbiamo impegnarci lo faremo solo con una  decisione delle Nazioni Unite. Spero ancora che si trovi una  soluzione altrimenti sarebbe un problema estremamente serio dato  che l'Iran è uno dei grandi fornitori di petrolio. E una  emarginazione anche solo con sanzioni avrebbe conseguenze gravi  per la nostra economia.”
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