Intenet torna ad essere un fenomeno partecipativo. Creato dai singoli navigatori
Web 2.0: un network sociale
Il Web 2.0 non è né un nuovo protocollo, né una
release di un software, ma è un insieme di criteri per usare la rete in maniera nuova e innovativa, che contribuiranno a modificare la sua morfologia e il modo di lavorare ed interagire con le informazioni.
Nel web 1.0 un piccolo numero di editori pubblicano informazioni per molti lettori e non resta che fare una scelta, ma ormai la quantità di informazioni è tale che un motore di ricerca da solo non è in grado di rispondere a tutte le nostre esigenze, per questo è stato introdotto il
Web seconda edizione.
Questo paradigma lascia ai dati una loro identità propria, che può essere cambiata, modificata o remixata, permettendo agli utenti di prendere informazioni da diversi siti simultaneamente e di distribuirle sui propri siti con nuovi obiettivi.
Non è un’evoluzione della tecnologia TCP/IP alla base della Rete, ma dei mezzi e degli strumenti che utilizzano l’infrastruttura tecnologica sulla quale poggia Internet. E' un nuovo modo di intendere la Rete, che pone al centro i contenuti, le informazioni, l'interazione.
Il Web 2.0 è costruito con tecnologie come Ajax, un approccio di sviluppo
web basato su
JavaScript, ed il linguaggio di programmazione
XML, che permettono alle pagine di funzionare più come applicazioni per il
desktop che come pagine di contenuto statico.
Secondo Tim O’Reilly (organizzatore della «
Web 2.0 Conference» di San Francisco): «è una piattaforma che abbraccia tutti i dispositivi collegati, distribuendo software costantemente aggiornato, rimescolando le informazioni provenienti da diverse fonti e creando nuovi contenuti che vengono rimescolati da altri, in una architettura della partecipazione».
Lo stesso O' Reilly ha creato un grafico per sintetizzare le principali differenze tra web1.0 e web 2.0:
Web 1.0 |
| Web 2.0 |
DoubleClick | --> | |
Ofoto | --> | |
Akamai | --> | |
Mp3.com | --> | |
Britannica Online | --> | |
Siti personali | --> | |
Evite | --> | |
Speculazione sul Domain name | --> | Ottimizzazione del motore di ricerca |
Pagine viste | --> | Cost per click |
Schermo ritagliato | --> | Servizi Web |
Pubblicazione | --> | Partecipazione |
Sistemi per organizzare il contenuto | --> | Wiki |
Indici (tassonomia) | --> | Etichette ("folksonomy") |
Senza standard unici | --> | Syndication |
Internet torna in possesso degli utenti che lo organizzano in base alle proprie esigenze e possono usufruire dell'esperienza della community per trovare più semplicemente le informazioni di loro interesse.
Le applicazioni più diffuse del Web 2.0 sono:
• blog
luogo di incontro privilegiato per la discussione e la condivisione di argomenti e contenuti, disponibili come testo, immagini, audio e video.
L’elemento più innovativo di questo strumento/sito è la tecnologia
RSS (Really Simple Syndication), che permette agli utenti di ottenere aggiornamenti automatici non appena un sito cambia, anziché controllarlo ogni volta per avere le ultime informazioni. Basta semplicemente iscriversi al
feed RSS del sito e non appena il contenuto di tale sito muta, viene automaticamente inviato al vostro lettore o aggregatore di RSS.
• Wiki
sono l’espressione più democratica della diffusione della conoscenza attraverso la tecnologia, infatti la partecipazione degli utenti a un obiettivo comune, la realizzazione della "Wikipedia" (la più grande enciclopedia mondiale), è la logica che muove e sviluppa i wiki.
In questo caso l’elemento innovatore è il metodo di lavoro: chiunque può aggiungere o modificare il contenuto (testo, immagini e video) presente in un wiki e si può affermare che la partecipazione libera del singolo produce un bene culturale comune, fruibile da tutti.
• Podcasting e vodcasting
la diffusione dell’informazione avviene anche tramite questi due elementi, il primo per i file audio e il secondo per i file video, leggibili da programmi dedicati allo stesso modo dei feed RSS.
Questo “social network” è un ritorno allo spirito di scambio e condivisione che caratterizzò la prima Internet. Come scriveva 10 anni fa Tim Berners-Lee: «Immagino un caldo e amichevole ambiente fatto delle cose che noi e i nostri amici abbiamo visto, sentito, creduto o immaginato. Mi piacerebbe che rendesse più vicini i nostri amici e colleghi sì che lavorando insieme su questa conoscenza, possiamo ricavare una migliore comprensione».